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Roma, " Mostre febbraio/marzo al Mattatoio - ex Macro Testaccio"

Dove

Indirizzo evento: 
Roma, Mattatoio, Piazza Orazio Giustiniani, 4

Quando

Da Mercoledì 31 Gennaio 2018 a Giovedì 22 Marzo 2018
martedì - domenica dalle 14 alle 20. Lunedì chiuso

Contatti

Telefono di riferimento: 
0639967500
Indirizzo mail: 
info.mattatoio@palaexpo.it
Due mostre al Mattatoio, “Mauro Maugliani  - Étoiles filantes” (dal 31 gennaio al 18 marzo 2018) e “Luis Felipe Ortega - A Horizon Falls, a Shadow” (dall’8 febbraio al 22 marzo 2018)
 
Mauro Maugliani  - Étoiles filantes
La mostra, organizzata dalla Comunità Ebraica di Roma in collaborazione con l'Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, è un progetto espositivo che prosegue un lavoro iniziato nel 2017 con l’esposizione al Musée Masséna di Nizza.
La tappa romana prevede l'aggiunta di venti nuove opere ritraenti volti e figure di bambini deportati da Roma e dall’Italia nei campi di sterminio nazisti. L'artista, per la realizzazione di queste opere, si è documentato attraverso le immagini e le foto dell'epoca fornite dall’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma, dalla Fondazione Museo della Shoah e dal CDEC.
La mostra si presenta come una grande installazione in un ambiente semioscuro, in cui dallo spazio buio emergono i ritratti dei bambini. Il percorso si snoda infatti tra piccoli e grandi ritratti, realizzati su tavola carbonizzata graffiandone la superficie, facendoli così emergere dall'oscurità del nero. Questa mostra vuole essere una preghiera per tutti i bambini vittime della Shoah, restituendone il ricordo attraverso i loro ritratti.
 
Luis Felipe Ortega - A Horizon Falls, a Shadow
Il Mattatoio ospita la prima esposizione personale in Italia di Luis Felipe Ortega (Città del Messico, 1966), che ha rappresentato il Messico (con Tania Candiani) alla 56.a Biennale di Venezia.
Attraverso una selezione di opere, tra video, fotografie, installazione, disegni, la mostra delinea la complessità della ricerca visiva dell’autore, tra i protagonisti di quella generazione di artisti emersa in Messico agli inizi degli anni Novanta, che ha fatto della multimedialità il fulcro del proprio procedere. Le opere scelte per questa occasione segnano dei punti nodali nell’articolazione del suo percorso, attraversato, come una linfa sotterranea, da riferimenti tanto alla storia dell’arte, quanto alla filosofia, alla letteratura, alla poesia.
 
Entrando nello spazio espositivo si incontrano due opere della serie Horizons (2013-2017), che introducono il tema centrale dello sguardo, del punto di vista, di quell’ ”esercizio dell’osservazione” che sottende anche la serie fotografica Looking through Something that Appears to be Oneself (2001-2014) e che trova  ulteriore compimento nel video Altamura (2016), posizionato alla fine del percorso.
I 43 moduli che compongono Long Night in the Present (2016) sono dedicati ai 43 studenti di Ayotzinapa rapiti in Messico il 26 settembre 2014 e poi uccisi. Anche in questo caso assistiamo a una narrazione silenziosa, poiché per Ortega, che ha condiviso con la sua generazione, agli inizi degli anni Novanta, la volontà di voler partecipare ai processi democratici del suo paese anche attraverso la riappropriazione dello spazio pubblico e dell’opera collettiva, ogni opera è intrinsecamente politica. 
Al centro dello spazio espositivo, tra le colonne, campeggia l’installazione Landscape and Geometry III (for P.P.P.) (2018): ancora un paesaggio, ma questa volta, a differenza di Altamura, solo mentale e evocativo.
 
 

 
 

Vantaggio per i Soci

Biglietto ridotto per i soci del Touring Club