Scopri il mondo Touring
  • Viaggi
  • Eventi
  • Roma: mostra “Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento”

Roma: mostra “Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento”

Dove

Indirizzo evento: 
Museo Nazionale Romano, Terme di Diocleziano, viale Enrico de Nicola 76, Roma

Quando

Da Venerdì 28 Settembre 2018 a Domenica 20 Gennaio 2019
Tutti i giorni 9 - 19.30. Chiuso il lunedì

Contatti

Indirizzo mail: 
mn-rm@beniculturali.it
A Roma la mostra “Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento” presenta al pubblico 80 opere, tra sculture di grandi maestri del Novecento, capolavori di arte etnica e popolare databili tra il XV e l’inizio del XX secolo e una selezione di opere precolombiane.

L’allestimento si trova nelle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano, in cui si trova il Museo Nazionale Romano. Il progetto conferma la vocazione di questi monumentali spazi ad accogliere grandi mostre di arte moderna e contemporanea.

L’esposizione è concepita come un viaggio all’interno di cinque aree tematiche che corrispondono ai principali caratteri dell’esplorazione interiore che ha accomunato gli artisti del Novecento all’arte delle culture da cui hanno preso spunto.
 
 
LE SEZIONI DELLA MOSTRA
- L’infanzia dell’essere: sulla concezione della scultura come atto creativo più ancestrale;
- La visione e il sogno: sull’esplorazione di aree cognitive legate all’inconscio;
- Il mondo magico: sul rapporto fra medium, mito e tecnica;
- Amore e morte: sulla dicotomia riguardante le aree concettuali della creazione e della distruzione;
- Il visibile e l’invisibile: sulle ricerche inerenti le aree dell’ambiguo e dell’ignoto.
 
 
LA RIVOLUZIONE
Alla fine dell’Ottocento, l’irruzione sulla scena mondiale delle culture non occidentali ha prodotto una rivoluzione nel campo delle arti: si estende l’universo delle fonti per gli artisti ed aumenta il desiderio di oltrepassare visioni e schemi che il realismo europeo ha ereditato da quattro secoli di riflessione estetica.

Particolarmente sovversiva, più feconda e duratura è la relazione con le arti etniche e popolari, i cui linguaggi sono capaci di comunicare senza mediazione il rapporto dell’umano con il divino e il soprannaturale.

Un’arte rivelatrice di tensioni e bisogni profondi dell’individuo, in grado di entrare senza paura nel mondo del mito e nella sfera dell’utopia, anche quella politica.

In pochi decenni gli aspetti esteriori delle cose sono stati travolti dall’irruzione di rari generi d’arte che non soltanto schematizzano o deformano i corpi sino a renderli irriconoscibili, ma che vanno in qualche modo autonomamente in cerca del proprio significato.

GLI ARTISTI IN MOSTRA
Gli artisti che si trovano in mostra sono: Karel Appel, Jean Arp, Kenneth Armitage, Georges Braque, Serge Brignoni, Agustín Cárdenas, Lynn Chadwick, André Derain, Jean Dubuffet, Sonja Ferlov Mancoba, Alberto Giacometti, Julio González, Henry Heerup, Max Ernst, Ernst Ludwig Kirchner, Yves Klein, Jacques Lipchitz, Man Ray, André Masson, Joan Miró, Louise Nevelson, Isamu Noguchi, Pablo Picasso, Germaine Richier, Salvatore Scarpitta, Fritz Wotruba, Enrico Baj, Mirko Basaldella, Adriana Bisi Fabbri, Alik Cavaliere, Pietro Consagra, Roberto Crippa, Agenore Fabbri, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Marino Marini, Luciano Minguzzi, Costantino Nivola, Arnaldo Pomodoro, Regina Cassolo Bracchi, Raffaello Arcangelo Salimbeni, Gaston Chaissac, Francesco Toris.
 

La mostra è a cura di Francesco Paolo Campione con Maria Grazia Messina