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Pescara: Il ritorno della Tabula Rapinensis: una ricerca appassionata, un’utopia realizzabile

Dove

Saletta convegni del Museo delle Genti d'Abruzzo, in via delle Caserme 26/28 (a fianco della biglietteria)

Quando

Giovedì 17 Maggio 2018
17.30-19.30

Ritrovo

Come arrivare: 

L'area è pedonale, ma facilmente raggiungibile anche in auto (parcheggio gratuito lungo la golena sud).

Per chi viene da fuori città, prendere l'Asse attrezzato in direzione di Pescara Centro e uscire a Piazza Unione. Subito dopo l'uscita, alla prima rotatoria, terza uscita, scendere nel sottopasso che immette alla golena.

Autobus urbani 3, 6, 7, 8, 10, 11, 13, 15, 21, 38. 

Ora di ritrovo: 
Ore 17.15, via delle Caserme 26/28 (a fianco della biglietteria del Museo delle Genti d'Abruzzo)

Contatti

Organizzatore: 
Club di territorio di Pescara
Telefono di riferimento: 
3484107059
Indirizzo mail: 
pescara@volontaritouring.it
Console accompagnatore: 
Elio Torlontano

Per il 2018 Anno Europeo del Patrimonio Culturale, il Touring Club Italiano – Club di territorio di Pescara riprende l’iniziativa, promossa alcuni anni fa dall’associazione Le Majellane, con un dibattito per sollecitare l’interessamento delle istituzioni culturali, governative e diplomatiche per il ritorno in Abruzzo della Tabula Rapinensis, testimonianza del popolo Marrucino trovata nella Grotta del Colle di Rapino, oggi al Museo Puskin di Mosca. Con l'occasione non si mancherà di allargare il dibattito ai temi della tutela di tutta la grande area intorno alla Grotta del Colle, devastata da una immensa cava.

Inizialmente previsto all'aperto, nel Parco di Villa Sabucchi, ma per le incertezze meteo spostato in una delle sale del Museo delle Genti d'Abruzzo in via delle Caserme 26/28 (a fianco della biglietteria), il dibattito prevede l'introduzione di Elio Torlontano (console del TCI) e gli interventi di Ennio Paolucci (ricercatore e pronipote di chi scroprì e detenne la Tabula), Edvige Ricci (Ass. le Majellane), Giulio De Collibus (Archeoclub Pescara), Domenico Valente (Italia Nostra Pescara), conclusioni di Rosanna Tuteri, funzionaria archeologa della SABAP dell'Abruzzo.

Al dibattito seguirà, domenica 20 maggio, la visita guidata alla Grotta del Colle e, nel pomeriggio, all’Antiquarium medievale di Guardiagrele, fresco d’inaugurazione.

L’auspicato ritorno della Tabula Rapinensis nel territorio d’origine consentirebbe di ricongiungere la Tabula alla statuetta bronzea della così detta Dea del Colle o di Rapino, entrambe provenienti dalla Grotta del Colle di Rapino e intimamente legate ai riti che vi si svolgevano in antico, ma oggi lontane l'una dall'altra, separate dagli avvenimenti. Questi reperti, piccoli per dimensione, ma preziosissime testimonianze della civiltà Marrucina non contaminata da sovrapposizione esterne, sono alte espressioni delle profonde radici dell'identità abruzzese, parte integrante della pluralità culturale europea.

La Tabula Rapinensis è una lamina bronzea, di cm 15x15, del III sec. A. C., su cui è incisa una legge sacra del popolo Marrucino per l’istituzione della prostituzione sacra nel santuario di Giove, situato nella Grotta del Colle, in prossimità dell’arce Tarincra (Rapino). La lamina è nota dal 1841 e nel 1846 Theodor Mommsen, che ne diede la prima descrizione scientifica, l’acquistò per l’Antikensammlung di Berlino. Oggi è al Museo statale delle Belle Arti A. S.Puškin di Mosca, dove è finita come preda di guerra e tenuta nascosta fino a tempi recenti insieme ad altri importanti materiali antichi.

La Dea del Colle è una statuetta bronzea del IV-III secolo a. C., alta cm 11,6, raffigurante la dea Cerfia (Cerere), dea della fertilità, o secondo altri una sacerdotessa o un’offerente. È ammirabile nel Museo archeologico nazionale della Civitella a Chieti.

#europeforculture

 

Altre informazioni utili: 

Si ringrazia il Museo delle Genti d'Abruzzo per l'ospitalità.

In collaborazione con: