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Padova: mostra “Antonio Ligabue. L’uomo, il pittore”

Dove

Indirizzo evento: 
Musei Civici agli Eremitani, Piazza Eremitani 8, Padova

Quando

Da Sabato 22 Settembre 2018 a Domenica 17 Febbraio 2019
Da martedì a domenica 9 - 19. Chiuso tutti i lunedì, 25 dicembre e 1 gennaio

Contatti

Telefono di riferimento: 
049 2010010
Il pittore Ernst Ludwig Kirchner, uno fra i maggiori esponenti dell’espressionismo, ha affermato che "se si potesse trasformare completamente la sofferenza in creatività, si schiuderebbero nuove, incredibili possibilità".
 
È a partire da questo binomio, fatto di sofferenza e di creatività, che possiamo descrivere l’esperienza esistenziale ed artistica di Antonio Ligabue, una delle personalità più interessanti dell'arte del Novecento, le cui opere diventano la fondazione di un modello liberatorio che ripara le ferite, le violenze e i soprusi della vita.

Al pittore italo-svizzero (1899 – 1965) è dedicata la mostra “Antonio Ligabue. L’uomo, il pittore”  di Padova, presso i Musei Civici agli Eremitani.

Nelle sale sono esposti più di 70 dipinti, tre dei quali provenienti da collezioni private padovane e mai esposti al pubblico. Insieme ad essi 10 opere su carta e 7 sculture, fusioni in bronzo dalle originali che Ligabue ha realizzato in creta adoperando l'argilla delle sponde del Po, nella Bassa reggiana, dove il pittore ha vissuto dopo l'espulsione dalla natia Svizzera, rimanendovi fino alla morte.
 

 
L’ESPOSIZIONE E LE SUE SEZIONI
La mostra vuole essere un percorso attraverso la vita e l’arte di Ligabue, una vicenda esistenziale dominata dalla solitudine, dall’emarginazione, riscattate solo da uno sconfinato amore per la pittura.
 
L'esposizione si apre con i celebri autoritratti, che testimoniano il forte desiderio di rivelare attraverso l’immagine i tratti essenziali della sua personalità e che evidenziano un’acutezza di indagine caparbiamente inseguita, nonché la capacità di esprimere la continua ricerca di un’occasione di confronto e di umano coinvolgimento, attraverso un’intensità emotiva e una profonda poesia.
 
 
Seguono gli animali selvaggi e domestici dove si ha l’identificazione dell’artista con le figure rappresentate. Una simbiosi che denuncia ancora una volta la sofferenza della sua anima di animale ferito, rifiutato dall’essere umano e che trova negli animali che vivono sulle rive del Po la sua unica famiglia. “Pittore di animali” è la definizione che dà di sé Ligabue già nel 1928.
 

Infine il paesaggio agreste, un microcosmo privilegiato dove Ligabue si sente a suo agio come in nessun altro luogo, dove la sua idealizzazione rivela un’attenzione profonda alla vita silenziosa delle cose della natura, attinta nella verità di un mondo spiato da lontano, filtrata attraverso il ricordo della sua terra natale e ispirata alle immagini delle opere osservate da bambino, frammenti di un mondo che si porterà dietro mischiando ricordi e fantasia.

A corredo, per sottolineare ancora di più lo stretto legame in Ligabue tra vita ed arte, per la prima volta sarà  visibile al pubblico un'ampia selezione di documenti originali, dedicati alla sua vicenda biografica.
 
BIOGRAFIA
Antonio Ligabue nasce nel 1899 a Zurigo e muore il 27 maggio 1965 a Gualtieri, dove era andato dopo l’espulsione dalla Svizzera. Infanzia e adolescenza sono state segnate dall’emarginazione (a soli nove mesi di età fu affidato dalla madre a un’altra famiglia) e dall’insofferenza verso il mondo che lo circondava.

A scuola tuttavia già si erano rivelati la sua passione e il suo talento per il disegno. A Gualtieri la sua vita resta durissima soprattutto nei primi anni in cui per riuscire a vivere fa lo scariolante sulle rive del Po.

Inizia a dipingere alla fine degli anni Venti, apprezzato da Marino Mazzacurati. Nel 1955 tiene la prima mostra personale a Gonzaga in occasione della Fiera millenaria.

Nel 1961 un’esposizione a Roma alla Galleria La Barcaccia ne segna la consacrazione nazionale (“il caso Ligabue”), dopo un’intensa attività artistica spesso incompresa e derisa, che nel tempo suscita tuttavia l’ammirazione e l’interesse di collezionisti, critici e storici dell’arte.
 

La mostra è curata da Francesca Villanti e Francesco Negri

Vantaggio per i Soci

Biglietto ridotto per i soci del Touring Club Italiano