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Novara: mostra “Ottocento in collezione. Dai Macchiaioli a Segantini”

Dove

Indirizzo evento: 
Castello Visconteo Sforzesco, piazza Martiri della Libertà 215, Novara

Quando

Da Sabato 20 Ottobre 2018 a Domenica 24 Febbraio 2019
Da martedì a domenica 10 - 19. Aperture straordinarie 1 novembre, 8 dicembre, 26 dicembre, 1 e 22 gennaio 2019. Chiuso 24-25-31 dicembre 2018

Contatti

Le sale del Castello di Novara si aprono per accogliere la mostra “Ottocento in collezione. Dai Macchiaioli a Segantini” con 80 capolavori di pittura e scultura provenienti da prestigiose raccolte private per testimoniare l’importanza del collezionismo nello sviluppo delle arti in Italia, dall’Unità nazionale ai primi anni del Novecento.
 
Gli autori delle opere sono Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Giovanni Fattori, Carlo Fornara, Domenico e Gerolamo Induno, Silvestro Lega, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini e Federico Zandomeneghi.
 

La storia delle arti figurative in Italia nel secondo Ottocento si intreccia con le vicende dei raccoglitori di opere d'arte e più in generale del mecenatismo culturale. Dopo il 1860 si intensifica il fenomeno del collezionismo di dipinti e sculture da parte di una sempre più ampia fascia di pubblico, composta in prevalenza da esponenti della borghesia delle imprese e dei commerci e delle professioni civili.
 
Importanti per la diffusione anche commerciale delle opere, si rivelano le rassegne annuali promosse nelle grandi città da istituzioni accademiche e Società Promotrici, vere e proprie vetrine che permettono di conoscere l'evoluzione dell'attività dei pittori e degli scultori, ma anche momenti di confronto tra la produzione di artisti di diversa estrazione culturale e occasioni per incrementare le raccolte attraverso acquisti.

Sull'esempio della Francia e dell'Inghilterra, in questi anni nasce anche in Italia il mercato dell'arte organizzato in empori e in gallerie, come quella fondata a Milano negli anni settanta del XIX secolo dai fratelli Vittore e Alberto Grubicy (forse la più significativa sul territorio nazionale) che orienta i collezionisti nelle loro scelte e nella composizione delle loro raccolte.
 

Suddivisa in otto sezioni, la rassegna al Castello di Novara si apre con un accenno all’affermazione delle poetiche del vero nel loro passaggio dai temi storico-risorgimentali alla vita quotidiana del nuovo stato sabaudo, con autori quali Gerolamo Induno, Giovanni Fattori, Luigi Nono.
 
Negli anni Sessanta si assiste anche a una messa a fuoco sul paesaggio nella sua accezione naturalista (Antonio Fontanesi, Guglielmo Ciardi) e a un confronto tra studio di ritratto pittorico e scultoreo che si prolunga nel tempo (Tranquillo Cremona, Vincenzo Gemito, Medardo Rosso).
 

L’esposizione prende poi in esame il definirsi, nei due decenni successivi, di un gusto ufficiale che rispecchia quello della monarchia sabauda e che si confronta con i richiami da Oltralpe.
 
È quindi il trionfo della pittura e della scultura di genere declinate su temi ispirati alla vita pastorale e agreste (Francesco P. Michetti, Filippo Palizzi) e a quella borghese nei suoi risvolti intimisti (Silvestro Lega, Giacomo Favretto), anche con affondi decorativi o folcloristici attraverso la moda dell'orientalismo (Alberto Pasini, Domenico Morelli).
 
Tra le eccellenze del genere si annoverano le esperienze degli artisti operanti a Parigi o in rapporto con la Galleria Goupil, tra cui Antonio Mancini, Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Federico Zandomeneghi.
 

Nell'ultimo decennio del secolo si assiste, da un lato, all’affermazione di istanze ideologicamente impegnate verso i temi del lavoro, espressi con tono di denuncia delle ingiustizie sociali, dall’altro, verso i primi segni di sensibilità nei confronti del simbolismo internazionale, a volte interpretati con enfasi allegorica di impronta decorativa.
 
L’elaborazione di contenuti così differenti si accomuna spesso con la sperimentazione della pittura divisionista da parte dei maestri della cosiddetta prima generazione come Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Plinio Nomellini, Emilio Longoni, Vittore Grubicy.

Tra tutte le opere, si segnalano in particolare "Curiosità" di Silvestro Lega, caposaldo macchiaiolo della raccolta Jucker, il grande paesaggio "Aprile" di Antonio Fontanesi, custodito per lungo tempo nella collezione Rossello e lo splendido "Hyde Park" di Giuseppe De Nittis, realizzato a Londra nel 1876.
 

 
La mostra è curata da Sergio Rebora ed Elisabetta Staudacher

Vantaggio per i Soci

Biglietto ridotto per i soci del Touring Club Italiano