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Napoli: Chiesa di Santa Marta ed ipogeo

Dove

Indirizzo evento: 
Via S. Sebastiano, 41, 80134 Napoli NA
chiesa di santa Marta

Quando

Sabato 8 Febbraio 2020
dalle ore 9.45 alle ore 11.30

Ritrovo

Come arrivare: 

 - Ore   9.45 : Ritrovo dei partecipanti (con mezzi propri) in Via S. Sebastiano 41 (angolo via S. Sebastiano e via Benedetto Croce) - Napoli.

Ora di ritrovo: 
ore 9.45

Contatti

Organizzatore: 
Tci Club di Territorio di Napoli
Indirizzo mail: 
napoli@volontaritouring.it
Recapito di emergenza: 
Michele Belfiore 334.9815723
Console accompagnatore: 
Michele Belfiore
Presenza guida: 
Guida dell'evento: 
Alessia Fresca

La chiesa di Santa Marta è ubicata tra via Benedetto Croce e via San Sebastiano.

La struttura, voluta da Margherita di Durazzo, venne fondata nel 1400 e diventò sede della Confraternita dei Disciplinati. Nel XVII secolo (1647), però, durante la rivoluzione di Masaniello, gli spagnoli la occuparono per stanare i rivoltosi, derubandola e distruggendola.

Venne così ricostruita nel 1650 e decorata da vari pittori tra cui Andrea Vaccaro.

Gli altari e le decorazioni risalgono rispettivamente al XVIII e al XIX secolo.

La facciata, che risale al XV secolo e presenta delle monofore gotiche e un arco ribassato di stile catalano, prospetta in via San Sebastiano, conserva l'antico portale quattrocentesco tardo gotico di ispirazione catalana con arco ribassato semi esagonale seicentesco che sostituì quello antico ad ogiva, distrutto durante un incendio; sopra il timpano si apre un finestrone sempre del XVII secolo. Sul lato di via Benedetto Croce di fronte al campanile di Santa Chiara si affacciano invece le antiche monofore tardogotiche in tufo che furono successivamente murate e che in origine davano luce alla navata. Il portone d'ingresso ligneo ornato con motivi floreali è infine anticipato da un cancello in ferro.

L'interno, a navata unica rettangolare con volta a botte e cupola all'altezza del presbiterio, quest'ultimo di forma quadrata. Le decorazioni della volta risalgono ai rifacimenti ottocenteschi e sono installate su un'architettura a linee essenziali e semplici di stile tardo gotico napoletano. Il pavimento maiolicato risale al Sei-Settecentesco mentre la cupola, rifatta durante i restauri del XVII secolo, vede un lucernario al centro e con decorazioni ottocentesche lungo gli spicchi, mentre nei peducci sono rimaste superstiti le figure di quattro profeti risalenti agli stessi lavori di restauro seicenteschi.

La navata vede ai lati sei altari in marmo del XVIII secolo identici tra loro con tele soprastanti ognuno di essi. Sulla parete destra sono rispettivamente nei tre altari, una tela di inizio Settecento di Giovan Battista Lama con la Vergine con San Giuseppe e San Gennaro, una di ignoto stanzionesco del Seicento che ritrae la Vergine con sant'Antonio da Padova e poi la Resurrezione di Lazzaro, datata 1651 e compiuta da Giovanni Bernardino Azzolino; lungo la parete sinistra, invece, la prima tela è un San Nicola di Bari con un fanciullo cocchiere di ignoto autore della scuola di Stanzione (riconducibile a Francesco Guarini) risalente alla metà del XVII secolo, la seconda è di Andrea D'Aste e ritrae la scena della Crocifissione databile ad inizio XVIII secolo, la terza tela infine è firmata 1651 ed è di ignoto autore, raffigurante San Luca che ritrae la Madonna.

Dopo gli altari laterali, nella parete sinistra è addossata una ottocentesca tela di Salvatore Giusti, riprendente la Nascita della Vergine, mentre di fronte, lungo la parete destra dell'aula, è il pulpito marmoreo sotto il quale si apre una porta che conduce alla sacrestia, dov'è un'acquasantiera marmorea databile al Seicento e che dalla quale si ha accesso al cortile interno del complesso religioso, da cui si snodano poi tutti gli altri ambienti conventuali.

Il presbiterio infine, vede nella parete frontale, sopra l'altare maggiore seicentesco, la tela di Santa Marta, iniziata da Andrea Vaccaro e completata dal figlio Nicola intorno al 1670. All’interno, tra le varie opere, ricordiamo San Luca, dipinto attribuito a Luca Giordano.

La visita terminerà con la discesa all’ipogeo, la cui storia confina con la leggenda. Qui, dentro Santa Marta, nel 1647 venne a rifugiarsi una parte del popolo di Masaniello, i napoletani che lottavano contro le gabelle degli spagnoli. Diventò la loro roccaforte, così gli spagnoli furono costretti a salire proprio sul campanile di Santa Chiara per averli a tiro di spingarde e scoppette per sterminarli. Ne morirono a decine e qui vennero seppelliti. Poi gli spagnoli forzarono il portone e completarono lo sterminio, durante il conflitto la chiesa venne data alla fiamme per poi essere ricostruita. Delle vicende di Santa Marta collegate alla rivolta dei napoletani parlò e scrisse Benedetto Croce, che amava questa chiesetta, raccontarono anche altri antichi narratori delle vicende partenopee, da Celano in poi.

Il percorso all'interno della terra santa è breve. Un po' di teschi sono stati messi sotto teche di vetro maltenute e pronte a schiantarsi. Quelle ossa portano i segni di una inaudita violenza. Crani spaccati da colpi di bastone, tempie forate da armi posizionate vicine alla testa. La pietà prende il sopravvento. Anche perché basta sollevare lo sguardo lungo le pareti umide per scoprire che sono costellate da fori provocati da proiettili, quei segni sul muro sono stati procurati dalle spingarde spagnole puntate sugli uomini di Masaniello messi al muro e ammazzati qui dentro.

Altre informazioni utili: 

Programma

 - Ore   9.45 : Ritrovo dei partecipanti (con mezzi propri) in Via S. Sebastiano 41 (angolo via S. Sebastiano e via Benedetto Croce) - Napoli.

- Ore 10.00 : Inizio visita  

- Ore 11.30 : Fine visita

Quota di partecipazione :

- Socio Tci   € 5,00

- Non Socio € 8,00

Prenotazioni : Dall’1/01/2020 fino ad esaurimento posti

Esclusivamente a mezzo email : napoli@volontaritouring.it

Trasporti : Mezzi propri

Volontario Touring accompagnatore e telefono attivo il giorno della visita : Michele Belfiore 334.9815723

Guida : Alessia Fresca

Numero max per gruppo di visita : 40 visitatori

La quota comprende : l’assistenza del Touring, le assicurazioni per la responsabilità civile, il contributo a copertura della guida e del noleggio delle radioguide.

Modalità di pagamento e condizioni di partecipazione: Pagamento il giorno della visita ad incaricato del Club di Territorio di Napoli

La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.

Il Volontario Touring Accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario.

Il Club di Territorio di Napoli del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.

Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.

Sono ammessi i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.

Vantaggio per i Soci

Vantaggi per i soci del Touring Club