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Napoli: Archivio di Stato e Chiesa dei Santi Severino e Sossio

Dove

Indirizzo evento: 
Via Bartolomeo Capasso, 20, 80138 Napoli
Archivio di Stato e Chiesa dei Santi Severino e Sossio

Quando

Sabato 6 Maggio 2017
dalle ore 10 alle ore 13.30

Ritrovo

Come arrivare: 

10,00 – Ritrovo dei partecipanti (con mezzi propri) presso la chiesa dei Santi Severino e Sossio in via Bartolomeo Capasso 20 - Napoli 

Ora di ritrovo: 
ore 10

Contatti

Organizzatore: 
Tci Club di Territorio di Napoli e Archivio di Stato
Indirizzo mail: 
napoli@volontaritouring.it
Recapito di emergenza: 
342.7225705 (Eduardo Amato)
Console accompagnatore: 
Eduardo Amato, console del Tci
Presenza guida: 
Guida dell'evento: 
a cura del Tci e dell’Archivio di Stato

La Chiesa dei Santi Severino e Sossio è una della Basiliche di Napoli tenuta aperta dai Volontari del Tci per il Patrimonio Culturale e che rientra nel Progetto Aperti per Voi.
Le altre sono la Basilica di San Giorgio Maggiore – via Duomo, e la Chiesa del Gesù Nuovo in Piazza del Gesù.
www.apertipervoi.it 
Chiesa Santi Severino e Sossio 
“La più bella ecclesia che era in la dicta cita” definizione che Giulio Cesare Capaccio utilizza nel 1643 per definire la struttura fondata nel X secolo dai benedettini. La Chiesa è caratterizzata da: pianta a croce latina ad unica navata sulla quale si aprono meravigliose cappelle (eccelsa quella Medici di Gragnano); abside rettangolare profonda (impreziosita dall’altare di Cosimo Fanzago – 1640 – e dalla balaustra del presbiterio.) e dalla cupola di Sigismondo Coccapani (tra le prime in terra partenopea del 1561) che con i suoi affreschi fiamminghi si erge imponente. Il complesso ecclesiastico costituisce una vera meraviglia nella quale si dispiegano: 374 m2 di affreschi (della seconda metà del ‘600); ricchissimi intarsi lignei del 1500; preziosi pavimenti cosmateschi (vennero impiegati marmi di 14 diverse provenienze dalla Spagna alla Turchia) e finissime modanature in stucco (opera di Giuseppe Scarola) che, espressione del fasto e della ricchezza di committenti religiosi e privati, ripartiscono l’apparato pittorico.
Si ricorda l’elaboratissimo coro ligneo, opera di Benvenuto Tortelli da Brescia, che per intagli ed ornato divenne presto un modello da seguire. Dall’antisagrestia un corridoio del XV secolo conduce alla chiesa Inferiore, rinascimentale, nella quale “riposano” numerose tombe del ‘500. 
Archivio di Stato
La visita riguarderà gli spazi monumentali al primo piano (Sala Tasso, chiostro di marmo, chiostro del Platano, sala Catasti, sala Filangieri) e sarà condotta da personale dell'Archivio di Stato afferente al Servizio Visite.
L'Archivio di Stato di Napoli, organo periferico del Ministero per i beni e le attività culturali, provvede alla conservazione e alla promozione del suo ricco patrimonio documentario come fonte per la memoria storica e ne favorisce la fruizione da parte degli studiosi. Presso l'Istituto funziona la Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica, che, attraverso corsi di durata biennale, mira a formare le competenze specialistiche che il lavoro con gli archivi richiede.
L'Istituto esercita la sorveglianza sugli archivi delle amministrazioni statali che hanno sede nella provincia di Napoli, allo scopo di assicurarne il buon funzionamento e la corretta conservazione dei documenti.
L'Archivio di Stato di Napoli, con i suoi oltre 50.000 metri lineari di scaffalature, è di fondamentale importanza per la storia dell’Italia Meridionale dal X secolo ad oggi.
L'Archivio, ospitato nei chiostri della chiesa dei Santi Severino e Sossio, nacque nel periodo napoleonico, il 22 dicembre 1808, per concentrare in un sol luogo gli antichi archivi del regno (“Archivio Generale del Regno”). Con la restaurazione, l’istituzione mutò il nome in “Grande Archivio del Regno” e fu stabilito di conservare anche le carte delle amministrazioni vigenti dopo autorizzazione del relativo ministero titolare. Primi direttori ne furono Michele de Dominicis, (dal 1808 al 1820), Giuseppe Ceva Grimaldi Pisanelli di Pietracatella (fino al 1826), Antonio Spinelli di Scalea (fino al 1847) e Angelo Granito di Belmonte fino al 1860.
Dopo l’Unità d'Italia vi furono raccolti anche i documenti provenienti dalla Consulta di Stato e della Gran Corte dei Conti del Regno delle Due Sicilie.
In continuità con il lavoro critico iniziato da Camillo Minieri Riccio nel 1874, l’archivio napoletano, sotto la direzione di Bartolommeo Capasso, dal 1882 al 1900, poté beneficiare di un rigoroso ammodernamento e, in particolare, di un «magistrale riordinamento della Cancelleria angioina».

Altre informazioni utili: 

Numero max partecipanti: 40 persone 
È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio di Napoli inviando una email a: 
napoli@volontaritouring.it 
Le prenotazioni sono aperte. 
Quote: la manifestazione prevede una contribuzione di 5 € per i soci e gli amici del Tci a copertura dei costi organizzativi e della guida del Touring, mentre è gratuita la visita all’Archivio di Stato.
I soci e gli amici del Tci regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario. La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club di Territorio di Napoli del Tci si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.