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Morcone (BN) scalinate, antiche chiese, palazzi signorili e Pontelandolfo Città Martire

Dove

Indirizzo evento: 
82026 Morcone BN
Morcone e Pontelandolfo

Quando

Sabato 10 Marzo 2018
giornata intera

Ritrovo

Come arrivare: 

- ore 9.30: ritrovo dei partecipanti (con mezzi propri) a Morcone (BN) in via Roma n.156, davanti al bar “La dolce vita”;

- ore 17.30: conclusione della manifestazione.

Ora di ritrovo: 
ore 9.30

Contatti

Organizzatore: 
Tci Club di Territorio di Benevento
Indirizzo mail: 
benevento@volontaritouring.it
Recapito di emergenza: 
328.8826562 (Alfredo Fierro)
Console accompagnatore: 
Giovanni Liparulo, vice console del Touring
Presenza guida: 
Guida dell'evento: 
locali

Alla scoperta della provincia di Benevento, visita in esclusiva per i soci e gli amici del Tci. Visita ai caratteristici centri storici di due cittadine di origine longobarda: Morcone, con le sue ripide scalinate in pietra tra antiche chiese e palazzi signorili, un mulino ancora funzionante, e Pontelandolfo, Città Martire per l’eccidio del 1861.
Scheda della visita
Morcone. È un florido centro agricolo con varie risorse industriali e artigiane, disposto a ventaglio sul pendio del monte Mucre e affacciato come da un balcone sulla valle del Tammaro (SS 87, km 28,8 da Benevento, m 600 s.l.m.). Il toponimo ha probabilmente origine dal latino mucro, punta aguzza, riferibile anche al monte su cui sorge l’abitato. Le origini della cittadina sono da attribuire ai Longobardi, che per costruire castello e fortezza riattarono un insediamento sannitico, identificato da molti studiosi non con la sannita Murgantia, bensì, forse, con Mucre, un oppidum del Sannio Pentro, sulla via Numicia. È citata per la prima volta nel 776 con il nome di Mucrone. Nel sec. VIII era un importante gastaldato longobardo; nel sec. IX l’imperatore d’Oriente, Leone il Saggio, vi istituì una diocesi di rito greco dipendente dal patriarca di Costantinopoli, che solo più tardi fu riconosciuta dalla chiesa di Roma, e, nel sec. XIII fu soppressa. Sotto i Normanni, Morcone faceva parte del feudo dei conti di Ariano. Nel 1138 Ruggero II, re di Sicilia, se ne impadronì e la pose nel demanio regio. Da Carlo I d’Angiò fu concessa a Beltrando di Real, da cui passò ai Cantelmo. Nel 1330 apparteneva ai Gambatesa, conti di Campobasso. Dal sec. XIV al XVI fu feudo dei Gaetani, conti di con Fondi, poi dei Carafa, e nel ‘600 dei Baglioni. Da questi passò ai Carafa di Colubrano, che lo tennero fino all’abolizione della feudalità.
Fece, quindi, parte del Contado del Molise fino al 1861, quando entrò a far parte della provincia di Benevento. Durante il sec. XVII ebbero un grande sviluppo le industrie e i commerci: in particolare sorsero impianti dell’arte della lana e dell’industria molitoria. Un fabbricato detto “la Cartonera”, nel quale avveniva la incartonatura dei panni di lana, esiste ancora al centro del paese, sotto piazza San Marco. Morcone è sempre stato un centro di cultura letteraria. È patria dell’insigne clinico Domenico Capozzi (1829-1907). L’impianto urbano si sviluppa a ventaglio attorno alla Rocca, dove sono il Castello e l’ex chiesa del SS. Salvatore. Il nucleo antico era compreso entro mura fortificate, in cui si aprivano le sei porte del paese (oggi ne è rimasta intatta solo una, la Porta San Marco), ed era difeso, sul versante sud-ovest, dall’alto costone roccioso detto “la Prece”. Fino al sec. XIX Morcone si componeva di tre grossi agglomerati: la Rocca, la Piazza, il Palazzo. Nel sec. XX si è esteso anche fuori le mura. L’ambiente storico è rimasto sostanzialmente integro. L’aspetto attuale è caratterizzato principalmente dalle ripide scalinate in pietra, che fino al 1956 costituivano la quasi totalità delle strade, dai giardini pensili, da slarghi e piazzette. Spesso le facciate si concludono in colombaie. Diffuso è l’uso della pietra per finestre, mensole, ornie, piedritti e archi di portoni. Del Castello restano imponenti avanzi, costituiti dall’ingresso, con portale dotato di arco ogivale, tratti di cortine e una torre angolare quadrilatera.
La chiesa del SS. Salvatore è la più antica della cittadina, edificata prima del sec. XI, sulle vestigia di un tempio di civiltà ellenistica. Assunse l’onore di Chiesa Cattedrale, quando la Civitas morconese fu sede di vescovato di rito greco. A partire dal sec. XIII ottenne la dignità di “Arcipretura nullius” e come tale era soggetta solo alla sede apostolica romana. Al suo interno sono visibili sepolture risalenti al II-III secolo a.C.. All’ingresso è posta una colonna monolitica di origine antichissima. La chiesa è stata aperta fino alla metà del sec. XX; attualmente l’edificio è adibito a struttura polivalente.
Pontelandolfo. È un paese quieto e pittoresco, con varie aziende operanti nei settori tessile e alimentare (m 510 s.l.m.). Secondo la tradizione, un principe longobardo di nome Landolfo, inseguendo i Saraceni nel 916, e i Greci nel 921, avrebbe fatto costruire in questa zona un ponte per agevolare il suo cammino; di qui il nome del paese. Le prime notizie dell’esistenza di Pontelandolfo si riferiscono alla cronaca, narrata da Falcone Beneventano, dell’incendio e della distruzione del castello, nel 1138, da parte di Ruggero il Normanno per rappresaglia contro la ribellione del conte di Ariano. A partire da quell’anno, fu possesso di vari feudatari, fino ad essere concesso, nel 1465, da Ferrante d’Aragona al conte di Maddaloni Diomede Carafa, la cui famiglia lo detenne fino all’eversione della feudalità, nel 1806. Fece parte della provincia molisana fino al 1861, quando venne a far parte della provincia di Benevento.
Dopo l’unità d’Italia fu teatro e vittima di alcuni dei più tragici episodi del brigantaggio politico: l’11 agosto 1861 vi furono massacrati dalle bande insurrezionali borboniche 46 militari dell’esercito italiano. Per rappresaglia il 14 agosto il paese fu dato alle fiamme dalle truppe, che procedettero a fucilazioni e ad arresti in massa.
Da piazza Roma, con bella fontana in pietra, si sale al Castello del sec. XIV, probabilmente fatto erigere dai Gambatesa, del quale rimangono mura a circuito poligonale ed una torre conico-cilindrica alta 21 metri e del diametro di 14. A circa metà dell’altezza la torre è cinta da un cordone di pietra bruna, che divide l’edificio in due parti: quella inferiore, usata in passato per conservare le munizioni e come cisterna; quella superiore, da cui ci si difendeva in caso di attacco. Non lontana è la chiesa del SS. Salvatore, del 1600, con bella facciata a tre portali e davanti un belvedere panoramico. Notevole è, nell’abitato, il Tempio dell’Annunziata Antica, del 1400, con bel campanile sormontato da un’edicola barocca.

Altre informazioni utili: 

Programma di massima 
- ore 9.30: ritrovo dei partecipanti (con mezzi propri) a Morcone (BN) in via Roma n.156, davanti al bar “La dolce vita”;
- ore 10.00: vita guidata al centro storico di Morcone;
- ore 13.30: pranzo al sacco o presso il ristorante dell’agriturismo “Mastrofrancesco” – contrada Piana n. 262 Morcone – al costo di 25 euro a persona – prenotazione libera a carico dei singoli partecipanti – per prenotare occorre contattare il console Fierro 328.8826562 – con il seguente menù: Antipasto (salumi e formaggi della casa), Primi (pasta fatta in casa con grano prodotto in loco con verdure di stagione), Secondo e contorno (spalla di maiale nero casertano al forno con patate), Dessert, acqua minerale, vino e caffè;
- ore 15.30: visita guidata al centro storico di Pontelandolfo;
- ore 17.30: conclusione della manifestazione.
È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio di Benevento inviando una email a:
benevento@volontaritouring.it 
- Trasporti: mezzi propri
- Volontario Tci Accompagnatore: Giovanni Liparulo, vice console del Touring
- Guide: locali
- Partecipanti: max 40 persone
Quote: la manifestazione è gratuita per i soci e gli amici del Tci. 
Pranzo al sacco o presso Agriturismo “Mastrofrancesco”– Morcone – al costo di 25 euro a persona – prenotazione libera a carico dei singoli partecipanti – per prenotare occorre contattare il console Alfredo Fierro benevento@volontaritouring.it oppure 328.8826562.
I soci e gli amici del Touring Club Italiano regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile. 
Le prenotazioni sono aperte.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario.
La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club di Territorio di Benevento del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.