Scopri il mondo Touring
  • Viaggi
  • Eventi
  • Milano: mostra “The art of Banksy. A visual protest”

Milano: mostra “The art of Banksy. A visual protest”

Dove

Indirizzo evento: 
MUDEC – Museo delle Culture di Milano, via Tortona 56, Milano

Quando

Da Mercoledì 21 Novembre 2018 a Domenica 14 Aprile 2019
Lunedì 14,30 - 19,30. Martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9,30 - 19,30. Giovedì e sabato 9,30 - 22,30

Contatti

Telefono di riferimento: 
02 88463724
Indirizzo mail: 
c.museoculture@comune.milano.it
Il MUDEC di Milano presenta una mostra dedicata a Banksy, artista e writer inglese (la cui identità rimane tuttora nascosta) considerato uno dei maggiori esponenti della street art contemporanea.
 
Le sue opere sono connotate da uno sfondo satirico e trattano argomenti universali come la politica, la cultura e l'etica.

L’alone di mistero che per scelta e per necessità si autoalimenta quando si parla della figura di Banksy, lo ha fatto diventare un mito dei nostri tempi. La sua protesta visiva coinvolge un vastissimo ed eterogeneo pubblico e ne fa uno degli artisti più amati dalle giovani generazioni.

The Art of Banksy. A visual protest” è un progetto espositivo che raccoglie per la prima volta in un unico luogo pubblico oltre 70 lavori tra dipinti, sculture, prints dell’artista inglese, corredati di oggetti, fotografie e video che raccontano attraverso uno sguardo retrospettivo l’opera e il pensiero di Banksy.

Questa esposizione si articola in quattro sezioni che portano ad una riflessione critica su quale sia (e quale può essere) la collocazione di Banksy in un contesto più generale della storia dell’arte.
 
 
LA MOSTRA
Nella sezione introduttiva si illustrano i Movimenti che hanno utilizzato una forma di protesta visiva attraverso la fusione di parole ed immagini, con attitudine all’azione, a cui Banksy fa riferimento:
 
- Il Movimento Situazionista degli anni ’50 e ’60, con il quale l’artista condivide l’attitudine sperimentale e l’attenzione sulle realtà urbane: la pratica del détournement secondo cui il significato dell'opera originale viene sovvertito per dare nuovo e diverso senso al messaggio, la teoria del no–copyright inteso come lotta contro una forma di proprietà privata;
 
- Le forme di comunicazione ideate e praticate dall’Atelier Populaire, il collettivo di studenti che nel maggio del 1968 diffuse attraverso centinaia di manifesti i temi della protesta sui muri di Parigi;
 
- I lavori dei writers e dei graffitisti di New York degli anni ’70 e ’80, multiculturali, illegali e dal forte senso di appartenenza comunitaria;
 
- Il Movimento post–punk, dalla forte vocazione antagonista e underground, con una connotazione anti–intellettuale e sub–culturale, con cui Banksy si è mescolato.
 
Le opere in mostra sono suddivise per generi e temi, come ad esempio l’idea e la pratica della serialità e della riproducibilità dei lavori riferiti a Warhol (tra i quali i ritratti di Kate Moss o le serie “Tesco”) o del détournement, in cui Banksy interviene su copie di opere esistenti con l’inserimento di alcuni elementi stranianti che ne modificano il significato.
 

LA TECNICA
Attraverso la lettura dei lavori sono quindi illustrate le strategie, il senso e gli obiettivi dei suoi messaggi e la sua cifra stilistica, data dalla tecnica dello stencil, affinata con il duplice scopo di poter eseguire i lavori illegali con una notevole velocità e allo stesso tempo renderli più elaborati.
 
I murales realizzati in diversi luoghi del mondo, tuttora esistenti o scomparsi, sono presentati in una speciale sezione attraverso fotografie e video: molti lavori nascono semplicemente in funzione dei e per i luoghi in cui sono realizzati.
 
Il messaggio di Banksy nella sua arte si manifesta come un’esplicita provocazione nei confronti dell’arroganza dell’establishment e del potere, del conformismo, della guerra, del consumismo.
 

 
Come ha spiegato Shepard Fairey, famoso street artist americano: “le sue opere sono piene di immagini metaforiche che trascendono le barriere linguistiche. Le immagini sono divertenti e brillanti, eppure talmente semplici e accessibili: anche se i bambini di sei anni non hanno la minima idea di che cosa sia un conflitto culturale, non avranno alcun problema a riconoscere che c’è qualcosa che non quadra quando vedono la Monna Lisa che impugna un lanciafiamme”.
 
La mostra “The Art of Banksy. A Visual Protest” è come consuetudine non autorizzata dall’artista.
 
"GEOGRAFIE DEL FUTURO"
La mostra fa parte del progetto “Geografie del Futuro”, in cui il MUDEC di Milano cerca di capire quali tipi di “geografie” definiscono i confini della nostra conoscenza del mondo nel futuro. Tre le mostre a tema:
- “Capitani coraggiosi. L’avventura umana della scoperta (1906 - 1990)
- “Se a parlare non resta che il fiume
- “The art of Banksy. A visual protest”.

In particolare con Banksy la relazione con la geografia e il paesaggio si connotano di tratti sociali: la relazione con il paesaggio umano nel quale l’artista si esprime (spesso in zone di conflitto dove anche la politica e le istituzioni faticano ad arrivare), l’attitudine sperimentale e la teoria della “psicogeografia” di matrice situazionista, secondo cui lo spazio di azione dell’artista è il territorio.
 
 
Mostra a cura di Gianni Mercurio