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Milano: mostra “Paul Klee. Alle origini dell’arte”

Dove

Indirizzo evento: 
MUDEC – Museo delle Culture, via Tortona 56, Milano

Quando

Da Mercoledì 31 Ottobre 2018 a Domenica 3 Marzo 2019
Lunedì 14,30 ‐ 19,30. Martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9,30 ‐ 19,30. Giovedì e sabato 9,30 ‐ 22,30

Contatti

Telefono di riferimento: 
0254917
La mostra “Paul Klee. Alle origini dell’arte” ospitata al MUDEC presenta un’ampia selezione di opere di Klee sul tema del “primitivismo”, con un’originale rivisitazione di questo argomento che per l'artista include sia epoche preclassiche dell’arte occidentale (come l’Egitto faraonico), sia epoche allora considerate barbariche o di decadenza, come l’arte tardo-antica, paleocristiana e copta, l’Alto Medioevo ed infine l’arte africana, oceanica e amerindiana.

La mostra presenta circa 100 opere dell’autore provenienti da importanti musei e collezioni private europee con la collaborazione del Zentrum Paul Klee di Berna.
IL PRIMITIVISMO
Il concetto di “primitivismo” assume connotazioni diverse rispetto a quelle utilizzate a proposito delle avanguardie storiche. L’interesse per tutto quanto in arte è “selvaggio e primitivo” si accende in Klee in coincidenza con il suo primo viaggio in Italia e la scoperta dell’arte paleocristiana a Roma, tra l’autunno del 1901 e la primavera del 1902.

In seguito al viaggio, Klee inizia a considerarsi l'erede tardivo di un’illustre civiltà giunta al tramonto. Questo pensiero non lo abbandona mai, spingendolo a trasformare, come lui stesso racconta nei Diari, la delusione in “stile”.

Questa idea ha origine da un’esperienza (in parte dolorosa, al cospetto dell’Antico) che porta l'artista alla propensione alla beffa e al pastiche, cercando così in opere d’arte “primitive” e in repertori desueti, quell’arte della deformazione o “satira in Grande Stile”, che gli permette di infrangere il gusto monumentale e anticheggiante entro cui si era formato a Monaco.
 
Klee è un grande conoscitore della storia dell’arte occidentale in tutta la sua ampiezza e varietà. In ogni momento della sua attività istituisce rapporti nuovi e inattesi con questa o quella componente della tradizione e si nutre di memorie figurative in modo non nostalgico. Per necessità insieme storica e di temperamento, l’omaggio si intreccia alla parodia.

Pari alla caricatura, che evolve rapidamente in direzioni diverse e più complesse della vignetta da foglio di giornale, è l’interesse per il rinnovamento dell’arte sacra, sviluppatosi a partire dagli anni in cui Klee collabora alle iniziative con Kandinskij e soprattutto con Franz Marc.
 
 
L'ARTE NASCE DALLA RELIGIONE
Klee è convinto che alle origini dell’arte ci sia una religione, un “popolo” o una comunità storica e linguistica provvista di simboli comuni e riti condivisi e che occorra oltrepassare le iconografie tradizionali.

A partire dal 1912-1913 Klee dissemina le proprie immagini di ideogrammi, rune o elementi alfabetici di sua invenzione, cercando di rinviare l’osservatore al processo che sta dietro l’immagine e sollecitare in lui domande attorno al senso di ciò che vede.

È durante gli ultimi anni della Grande Guerra che Paul Klee vive una sorta di conversione che lo porta a privilegiare temi “cosmici”. In questa fase immagina di abitare presso “il cuore della Creazione”, vicino alla mente di Dio, dove l’arte diventa archetipo, formula di tutte le cose esistenti. I suoi modelli sono l’illustrazione tedesca tardo-medievale, le miniature celtiche o mozarabiche o l’arte del tempo della "migrazione dei popoli".
 
 
LA MOSTRA
Le sezioni in cui viene suddivisa la mostra raccontano questo processo di formazione artistica, dalla caricatura al periodo in cui Klee si definisce “illustratore cosmico”, a un primitivismo di tipo “epigrafico”, la cui sezione di riferimento non a caso viene intitolata “alfabeti e geroglifiche d’invenzione”.
 
Una sezione è dedicata al teatrino di marionette che Klee aveva costruito per il figlio Felix, a testimonianza del suo interesse per l’espressività infantile e quindi per le origini primordiali dell’arte.
 
Insieme a esemplari di marionette verrà presentata una selezione delle opere etnografiche del MUDEC, manufatti extraeuropei, per mostrare come l’artista si sia avvicinato al mondo antropologico e stilistico delle arti extraeuropee.

Infine, la sezione dedicata a “policromie e astrazione” designa un diverso insieme di opere, caratterizzate dal rigoroso disegno geometrico per lo più associato a motivi architettonici, dalla trasparenza di differenti velature di colore.
 
 
Mostra a cura di Michele Dantini e Raffaella Resch