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Mantova: mostra "Pietre colorate molto vaghe e belle. Arte senza tempo dal Museo dell'Opificio delle Pietre Dure"

Dove

Indirizzo evento: 
Castello di San Giorgio, Complesso Museale Palazzo Ducale, Piazza Sordello 40, Mantova

Quando

Da Sabato 20 Ottobre 2018 a Domenica 31 Marzo 2019
Dal martedì alla domenica 8,15 - 19,15. Chiuso tutti i lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio

Contatti

Telefono di riferimento: 
0376 352100
Il Castello di San Giorgio del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova ospita la mostra “Pietre colorate molto vaghe e belle. Arte senza tempo dal Museo dell'Opificio delle Pietre Dure”.
 
Una preziosa raccolta di opere d'arte realizzate con la particolare tecnica artistica detta "commesso" che consente di creare, sulla base di un modello pittorico, immagini ottenute dall'assemblaggio di piccole sezioni di pietre colorate come porfidi, diaspri, agate, lapislazzuli che, accuratamente selezionati, tagliati e accostati, appaiono come una vera e propria pittura di pietra.
 
 
L'esposizion è inoltre arricchita da una sezione interamente dedicata alle antiche tecniche di lavorazione e ai pregiati materiali utilizzati, che offre al visitatore la possibilità di cogliere la perizia tecnica che sta alla base di queste preziose e raffinate realizzazioni destinate a committenze regali.

L'allestimento presenta alcuni preziosi fogli che fanno parte del patrimonio grafico della Manifattura, conservato nel Gabinetto Disegni e Stampe del Museo dell’Opificio, una raccolta di oltre tremila pezzi, in gran parte inediti, che testimoniano l’attività delle Botteghe Granducali nel corso dei secoli, documentando i diversi passaggi creativi ed esecutivi della produzione artistica.

All'interno del percorso è inoltre possibile ammirare il dipinto di Giuseppe Zocchi, "Allegoria della Terra" (1750), e la sua preziosa trasposizione in pietra attualmente conservata al Complesso della Hofburg a Vienna, realizzata dalla Manifattura Granducale nel 1752 su commissione dell’imperatore Francesco Stefano di Lorena, per abbellire la sua residenza viennese con una intera pinacoteca in pietra dura, “senza tempo”.
 

Accanto a queste si trovano la trasposizione moderna dell’"Allegoria della Terra" in commesso in pietre dure, realizzata dal Laboratorio del Settore Mosaico e commesso in pietre dure dell’Opificio con lo scopo di ripercorrere dal punto di vista pratico il procedimento creativo e cogliere i segreti dell’antica tecnica esecutiva.

Tale realizzazione costituisce una pregevole eccezione nell’ambito dell’attività istituzionale dell’Opificio delle Pietre Dure che, dopo l’Unità d’Italia, si è progressivamente trasformato da Manifattura di corte a Istituto specializzato nel restauro delle opere d’arte, sede di una Scuola di Alta Formazione e di Studio che prepara i futuri restauratori di beni culturali.
 
Conoscere la tecnica significa essere in grado di comprendere il modus operandi degli artisti e saper restaurare con la massima perizia e consapevolezza i capolavori del passato. Un filo ininterrotto nei secoli lega la storia antica con l’attuale Istituto in un naturale trasferimento di competenze.
 
 
L'esposizione è a cura di Sandra Rossi, Peter Assmann e Anna Patera