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Mantova: mostra “Marc Chagall come nella pittura, così nella poesia”

Dove

Indirizzo evento: 
Palazzo della Ragione, Piazza delle Erbe, Mantova

Quando

Da Mercoledì 5 Settembre 2018 a Domenica 3 Febbraio 2019
Dal martedì alla domenica 9.30 - 19.30. Chiuso il lunedì, ad eccezione del 24 dicembre 2018 e del 7 gennaio 2019

Contatti

Telefono di riferimento: 
0376.1979010
A Mantova apre al pubblico la mostra dedicata a Marc Chagall, il pittore che insieme a Picasso e Robert Delaunay ha forse ispirato il maggior numero di poeti, scrittori e critici militanti del Novecento.

La mostra “Marc Chagall come nella pittura, così nella poesia” è allestita a Palazzo della Ragione, come prima tappa di una programmazione triennale dedicata al Novecento.

L’esposizione presenta oltre 130 opere tra cui il ciclo completo dei sette teleri dipinti da Chagall nel 1920 per il Teatro ebraico da camera di Mosca, opere straordinarie che rappresentano il momento più rivoluzionario e meno nostalgico del suo percorso artistico.

I sette pannelli, tempere e gouache su tela di grandi dimensioni (tra cui “Introduzione al Teatro ebraico” 284x787 cm) costituiscono un prestito eccezionale della Galleria Statale Tret’jakov di Mosca, presenza rarissima in Italia.
 

Il progetto espositivo propone attorno alle sette opere, la ricostruzione dell’environment del Teatro ebraico da camera, ossia una “scatola” di circa 40 metri quadrati di superficie, per cui Chagall aveva realizzato, oltre ai dipinti parietali, le decorazioni per il soffitto, il sipario, costumi e scenografie per tre opere teatrali.

Una selezione di opere emblematiche (dipinti e acquerelli) di Marc Chagall degli anni 1911 – 1918 accompagna l’allestimento immersivo del Teatro ebraico, insieme ad una serie di acqueforti (eseguite tra il 1923 e il 1939) tra cui le illustrazioni per le “Anime morte” di Gogol’, per “le Favole” di La Fontaine e per la “Bibbia”.

Le incisioni si inseriscono nel percorso espositivo a testimoniare lo stretto rapporto tra arte e letteratura nel periodo delle avanguardie.

CHAGALL E LE AVANGUARDIE
Trasferitosi a Parigi dal 1910, Chagall non può abbandonare i ricordi della vita a Vitebsk, perché i suoi sentimenti si sono sviluppati e raffinati nella sofferenza ebraica. Non volendo essere sopraffatto dai suoi inquietanti fantasmi cerca una soluzione di ordine formale nel linguaggio dell’avanguardia.

Pur mantenendo un interesse preminente per i suoi soggetti, adotta la libertà di mezzi del cubismo e svuota la forma geometrica di tutto quel che poteva ricondurre al reale riuscendo a rimanere fedele al modo di vedere, sentire e immaginare della sua infanzia e giovinezza.

Chagall non si è mai inserito in una corrente artistica fermandovisi e compiendo una scelta definitiva. Il legame con la tradizione russa, ebraica orientale e nello stesso tempo, il desiderio di non sentirsi completamente escluso dalla vitalità delle nuove proposte dell’arte occidentale, lo hanno spinto ad accostare culture e stili lontani.

Villaggi dipinti con un tratto volutamente infantile, suppellettili dall’aspetto naif associati a virtuosistiche scomposizioni e invenzioni geometriche, costituiscono una ricorrente aneddotica che sembra insinuarsi per squilibrare il più possibile l’opera di questo artista.

Gli oggetti di Chagall, animali e personaggi, ingranditi o miniaturizzati, sono catalizzatori di stati d’animo e di associazioni insolite, con superfici non dinamizzate e scomposte per creare effetti di movimento, ma per rompere una rigida compattezza e conferire alle immagini una ambiguità evocativa che rende ogni cosa sconosciuta.
 
Musica, 1920
 
IL TEATRO EBRAICO DA CAMERA DI MOSCA
Dopo i fondali celebrativi del primo anniversario della rivoluzione d’ottobre, eseguiti da Chagall a Vitebsk nel 1918, per la seconda volta l’artista realizza un’opera di carattere collettivo, dedicata alla realtà teatrale così concentrata sull’arte delle apparenze.

I teleri di Chagall per l’esordiente Teatro ebraico da camera di Mosca (1920) costituirono una rara opportunità, non solo per le dimensioni notevoli, ma anche perché hanno anticipato i programmi innovatori che il regista Aleksej Granovskij si proponeva.

L’esigenza di collegarsi all’attualità, libera inoltre l’autore da quel senso di nostalgia che spesso predominava nei suoi stati d’animo.

Nel ciclo pittorico, il teatro si identifica con la festa della rivoluzione d’ottobre vissuta da Chagall come rinnovamento e affermazione della massima libertà individuale.

Nel grande pannello "Introduzione al teatro ebraico", che occupava la parete sinistra della platea, si avverte subito che Chagall si è svincolato da quello che era diventato il suo modo abituale di fare pittura, sperimentando metodi più sintetici e immediati.
 

 Amore sulla scena, 1920
 
IL PALAZZO DELLA RAGIONE
Marc Chagall è un sublime narratore. Nelle sue opere ci parla delle storie di un popolo che sa smarrirsi e ritrovarsi nel corso del tempo.

La mostra di Mantova su questo artista ha sede nel Palazzo della Ragione, un edificio medievale recuperato che sorge nel centro della città in cui venne per secoli amministrata la giustizia cittadina, in cui si trovano pareti sono decorate con grandi cicli di affreschi.
 
Lo sguardo del visitatore può quindi ammirare, in una situazione assolutamente inedita, le consonanze e le differenze tra il frutto artistico di un maestro assoluto del novecento e gli esiti pieni di colore di molti ignoti pittori del duecento e del trecento.

Il Palazzo viene restituito alla città a settembre, dopo un lungo e complesso intervento di valorizzazione che consente di ospitare un ricco palinsesto di attività culturali.
 

La mostra è a cura di Gabriella Di Milia, in collaborazione con la Galleria Statale Tret’jakov di Mosca

Vantaggio per i Soci

Vantaggi per i soci del Touring Club: ingresso ridotto a 10 euro