Scopri il mondo Touring
  • Viaggi
  • Eventi
  • Mantova: mostra “Fato e Destino. Tra mito e contemporaneità”

Mantova: mostra “Fato e Destino. Tra mito e contemporaneità”

Dove

Indirizzo evento: 
Palazzo Ducale, Appartamento della Rustica, Piazza Sordello 40, Mantova

Quando

Da Sabato 8 Settembre 2018 a Domenica 6 Gennaio 2019
Da martedì a domenica 10 - 18. Chiuso lunedì, 25 dicembre 2018 e 1 gennaio 2019

Contatti

Telefono di riferimento: 
0376 352100
Indirizzo mail: 
pal-mn@beniculturali.it
Il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova ospita la mostra “Fato e Destino. Tra mito e contemporaneità”.

L’esposizione, che si apre in concomitanza con la XXII edizione di Festivaletteratura Mantova, presenta circa 70 opere ed è allestita nell’Appartamento della Rustica, ideato da Giulio Romano per il duca Federico II Gonzaga.

Le opere esposte spaziano dalla pittura alla scultura, dalla grafica al mosaico, tra cui spiccano capolavori di età romana, di Domenico Fetti, di Angelo Morbelli, di Gustav Klimt e di Adolfo Wildt, in grado di svelare la varietà, la ricchezza e la qualità delle raccolte d’arte della Fondazione Cariplo e di prestigiose istituzioni museali come il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova, il Museo della Città - Palazzo San Sebastiano di Mantova, il Museo Civico di Palazzo Te, il MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna, la Fondazione Casa di Oriani di Ravenna, il Museo d’Arte Moderna di Gazoldo degli Ippoliti di Mantova, i Musei Civici di Forlì, il Museo Civico di Crema e del Cremasco, oltre che di collezioni private.

Attraverso un itinerario, che dall’antichità arriva fino ai giorni nostri, prendono forma in modo inaspettato quegli enigmi universali sui quali l’uomo si interroga da sempre.

ALCUNE SEZIONI DELL'ALLESTIMENTO
Il percorso espositivo è suddiviso in dieci sezioni e si apre con VERITA' CELATE, ovvero quelle nascoste nel profondo di ogni uomo e quelle insite nei segreti del cosmo. "La Sfinge", una scultura del I secolo d.C., proveniente dal Museo di San Sebastiano di Mantova, ben rappresenta questo tema, essendo l’animale mitologico posto a guardia del palazzo di Tebe, che interrogava chi gli si presentava di fronte, segnala l’esigenza di ogni individuo di investigare se stesso.
 
La rassegna prosegue con INTERROGARE LA SORTE che documenta l’attitudine di ogni essere umano ad acquisire il potere divino di conoscere il passato e di prevedere gli eventi che determineranno il futuro, attraverso opere come “Ritratto di donna con moneta”, dipinto da un pittore toscano nella seconda metà XVII secolo, “Il veggente” di scuola ottocentesca veneziana o “La cartomante” di Jules Jean-Baptiste Dehaussy.

I testi biblici contengono molti brani in cui Dio chiama gli uomini a seguire la sua via. Nella sezione INTERROGARE IL CIELO, la predisposizione a seguire gli insegnamenti divini è ben esemplificata nell’inedito dipinto riferibile all’ambito di Pompeo Batoni che vede Maria Maddalena attenta ad accettare quanto le viene suggerito dall’alto, tanto che il suo viso è già trasfigurato dalla grazia. Lo stesso accade per la tavola “Maddalena in estasi”, dove l’attributo della croce sposta la meditazione sul tema del sacrificio di Cristo e su quello della morte.
 

Nella sezione SFIDARE IL DESTINO s’incontrano opere eterogenee per cronologia e per temi che enucleano il perenne desiderio dell’uomo di rapportarsi con gli dèi per riceverne aiuto o per entrare in conflitto con essi. In questo caso, si spiega la presenza dell’"Argonauta" e di "Prometeo", sculture nelle quali Enzo Nenci (pieno Novecento) affronta soggetti classici ancora attuali. "Occasio et paenitentia" di ambito mantegnesco e "La parabola del tesoro nascosto" di Domenico Fetti mostrano come la fortuna debba essere sorvegliata dall’esercizio della virtù per poter ricercare i supremi beni spirituali.

La rassegna prosegue con un CONFRONTO TRA LA VITA E LA MORTE. Nella traiettoria umana che Angelo Morbelli delinea in “Sogno e realtà”, questi poli sono esplicitati dal contrasto tra il tempo della giovinezza e quello ben più presente della incomunicabilità dei due vecchi, che sembrano solo attendere la fine di un percorso esistenziale che forse non ha mantenuto le promesse dovute.

Il tema della vanitas, così diffuso in epoca barocca, viene analizzato in VITA, attraverso un vaso dove si possono ammirare sia nature morte floreali, sia dipinti dove il tema dell’abbondanza e della sua caducità trova connubio tra la figura umana e cesti di verdura. Anche la frutta, come si può apprezzare nella natura morta dell’ambito di Ludovico Caffi, esprime i medesimi significati di fertilità e abbondanza, ma anche di consunzione del tempo.
 

Stare supini significa attendere il trapasso. Le opere della sezione TRA SONNO E MORTE condividono, una postura che mima l’abbandono all’oblio, comune al sonno e alla morte. Il “Cupido dormiente” proveniente dalla collezione di Vespasiano Gonzaga a Sabbioneta mostra un bimbo abbandonato al sonno, ignaro del pericolo mortale costituito dai due serpenti che lo serrano nella loro morsa.
 

Per concludere la mostra, dopo aver passato varie fasi della vita, si arriva alla RISALITA DALLA TERRA AL CIELO, intesa in una prospettiva di speranza.
 
 
La mostra è curata da Renata Casarin, vicedirettore del Complesso Museale Palazzo Ducale Mantova e Lucia Molino, responsabile Collezione Fondazione Cariplo