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Mamiano di Traversetolo (Pr): mostra “Roy Lichtenstein e la Pop Art americana”

Dove

Indirizzo evento: 
Fondazione Magnani-Rocca, via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Pr)

Quando

Da Sabato 8 Settembre 2018 a Domenica 9 Dicembre 2018
Dal martedì al venerdì 10-18. Sabato, domenica e festivi 10-19. Aperto 1° novembre e 8 dicembre. Lunedì chiuso.

Contatti

Telefono di riferimento: 
0521 848327 / 848148
Indirizzo mail: 
info@magnanirocca.it
La Fondazione Magnani-Rocca presenta una retrospettiva dedicata ad uno dei più grandi artisti del XX secolo, Roy Lichtenstein, il genio della Pop Art americana che ha influenzato grafici, designer, pubblicitari ed altri artisti contemporanei tanto da poter ancora ritrovare riferimenti al suo stile in ogni ambito del design e della comunicazione.
 
La mostra “Roy Lichtenstein e la Pop Art americana”, allestita alla Villa dei Capolavori, sede della Fondazione a Mamiano di Traversetolo presso Parma, riunisce oltre 80 opere del Maestro e degli altri grandi protagonisti della Pop Art americana.
 
OPERE A CONFRONTO
Per evidenziare la sua originalità e la sua appartenenza a uno specifico clima, sono presenti a confronto con quelle di Lichtenstein, anche famose opere di Andy Warhol, Mel Ramos, Allan D’Arcangelo, Tom Wesselmann, James Rosenquist e Robert Indiana. Un allestimento unico nel suo genere, reso possibile grazie alla collaborazione della Fondazione Magnani-Rocca con celebri musei internazionali e prestigiose gallerie e collezioni private.
 
 
UNA FAMA CHE CONTINUA ANCHE OGGI
Roy Lichtenstein (New York 1923-1997) è, insieme a Andy Warhol, la figura più rappresentativa e più conosciuta della Pop Art, e dell’intera storia dell’arte della seconda metà del XX secolo.

Il suo caratteristico stile mutuato dal retino tipografico, il suo utilizzo del fumetto in ambito pittorico, le sue rivisitazioni pop dell’arte del passato lontano e recente sono entrate non solo nella storia dell’arte del Novecento, ma nell’immaginario collettivo anche delle nuove generazioni, stampati all’infinito su poster e oggetti di consumo.

A distanza di decenni i suoi dipinti continuano a suscitare un grande interesse nel mercato dell’arte, tanto da esser ancora venduti negli ultimi anni per decine di milioni di dollari.

Le opere di Lichtenstein sono oggetto di numerose mostre nel mondo, che ne hanno ripercorso la lunga carriera iniziata negli anni Cinquanta e giunta a un punto di svolta decisivo nei primissimi anni Sessanta, consacrata definitivamente nel corso dello stesso decennio e proseguita sino alla scomparsa avvenuta nel 1997.
 

 
TRA FUMETTO E PUBBLICITA’
La prima parte della mostra è dedicata alla stagione iniziale della Pop Art, tra il 1960 e il 1965, in cui nascono le icone di Lichtenstein tratte dal mondo dei fumetti e della pubblicità. Vengono qui messe a confronto le sue opere, con i lavori dei compagni di avventura dell’artista, quali i citati Warhol, Indiana, D’Arcangelo, Wesselmann, Ramos, Rosenquist e altri, a testimoniare la nuova arte che rispecchia la nuova società e che prende il nome di Pop Art.
 
Questo periodo è rappresentato in mostra da autentici capolavori pittorici come “Little Aloha” (1962) e “Ball of Twine” (1963), ma anche da una rarissima opera degli inizi come” VIIP!” (1962), e da una strepitosa serie di opere grafiche, “Crying Girl” (1963) e “Sweet Dreams, Baby!” (1965), le più geniali e celebri rielaborazioni delle tavole dei comics che ancora oggi identificano non solo Lichtenstein ma un intero decennio della storia dell’arte e del costume del XX secolo.
 
 
RIFERIMENTI ALLA STORIA DELL'ARTE E IL TEMA DELL’ASTRAZIONE
A fianco delle opere derivate dai fumetti (le sue più conosciute) Lichtenstein inizia alcune serie che hanno come riferimento la storia dell’arte e il grande tema dell’astrazione pittorica. Sono i dipinti che testimoniano la varietà e la complessità del pittore e che aprono nuove interpretazioni sia sulla sua opera che sull’intera stagione della cosiddetta Pop Art.

Anche in questo caso alle opere di Lichtenstein si affiancano quelle dei suoi coetanei, continuando il dialogo tra protagonisti di uno dei momenti cruciali dell’arte del XX secolo.

Esemplari a questo proposito sono le astrazioni numeriche e letterarie di Robert Indiana (con un prezioso “FOUR” degli anni Sessanta e una celebre scultura “LOVE”) o il ciclo “Flowers” di Andy Warhol.
 

Tra queste serie, si ricordano quella dei “Paesaggi” e quella dei “Fregi”, che prendono avvio nei primi anni Settanta. I paesaggi partono da un motivo naturale per arrivare a un’astrazione assoluta che comprende anche l’adozione di materiali plastici appartenenti al mondo contemporaneo, in una miscela tra tradizione ed innovazione.

In modo analogo, i “Fregi” riprendono un tema canonico dell’arte classica per trasformarlo in pura decorazione astratta (un’opera di quasi tre metri concessa in prestito dal Musée d’Art moderne et contemporain de Saint-Étienne) che rappresenta al meglio questo ciclo.
 
ISPIRAZIONI E FOTOGRAFIE
Quasi contemporaneamente nasce anche un altro genere, quello che proviene direttamente dalla storia dell’arte. Arrivano le figure ispirate a Picasso, Matisse ma anche dal Surrealismo, come la celebre “Girl with Tear” (1977) che giunge in via straordinaria dalla Fondation Beyeler di Basilea.

La mostra è poi punteggiata da alcune serie di fotografie che ritraggono l’artista all’opera nel suo studio.

Gli autori sono due protagonisti della fotografia d’arte italiana, Ugo Mulas e Aurelio Amendola che in diversi momenti hanno ritratto Lichtenstein. In questo modo non solo si può entrare nell’officina dell’artista, ma anche vedere il rapporto che sempre ha legato la cultura italiana al pittore.
 
DUE PERCORSI
Quello che rende unica questa mostra è il principio di lettura complessiva della creatività dell’artista che permette di ammirare tutte le stagioni e tutti i temi della sua arte.
 
Per questa ragione, la mostra può essere vista seguendo due percorsi, uno considerando i diversi temi secondo il tradizionale ordine cronologico, il secondo analizzandoli sotto diversi punti di vista (seguendo la metodologia di Lichtenstein) con una particolare attenzione alla produzione grafica, momento centrale nel percorso creativo dell’artista.

In questo modo, la mostra ha due chiavi di lettura fondamentali, una storico/iconografica che tocca anche gli aspetti del linguaggio e dello stile di Lichtenstein, passando dalla figura all’astrazione e l’altra invece disciplinare, che mira a evidenziare le complessità e insieme l’unità della pratica artistica, modernissimo nel suo affrontare la pittura a partire dai principi della riproduzione dell’immagine e allo stesso tempo classico nella sua volontà di conferire a ogni disciplina una sua specifica importanza e uno specifico ruolo.
 
 
Mostra a cura di Walter Guadagnini e Stefano Roffi

Vantaggio per i Soci

Biglietto ridotto per i soci del Touring Club Italiano