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Giornata nazionale del camminare alla scoperta di Frasso Telesino e Melizzano (BN)

Dove

Indirizzo evento: 
Frasso Telesino (Bn) piazza IV novembre
Frasso Telesino e Melizzano

Quando

Domenica 14 Ottobre 2018
giornata intera

Ritrovo

Come arrivare: 

- ore 9.30: ritrovo dei partecipanti (con mezzi propri) a Frasso Telesino (Bn) in piazza IV novembre davanti all’HappyBar – visita guidata a Frasso Telesino; 

Ora di ritrovo: 
ore 9.30

Contatti

Organizzatore: 
Tci Club di Territorio di Benevento
Indirizzo mail: 
benevento@volontaritouring.it
Recapito di emergenza: 
328.8826562 (Alfredo Fierro)
Console accompagnatore: 
Maria Cristina Ruggiero, socio attivo del Touring
Presenza guida: 
Guida dell'evento: 
locali

In occasione della Giornata Nazionale del Camminare, un’escursione guidata sul massiccio Taburno – Camposauro per visitare la Grotta di San Michele Arcangelo e godere di un bel panorama sulla Valle Telesina. In esclusiva per i soci e gli amici del Touring Club Italiano.
Visita a due antiche cittadine della provincia di Benevento: Frasso Telesino e Melizzano.  
Scheda della visita 
Frasso Telesino. Abbarbicato sulla costa rocciosa del monte Sant’Angelo (1189m), Frasso Telesino sorge al confine tra le valli Caudina e Telesina.

Sullo sfondo si elevano a semicerchio le maestose alture occidentali del massiccio del Taburno - Camposauro. Incerta è l’origine del nome e diverse sono le ipotesi formulate in merito. La più attendibile sembra quella che fa riferimento agli alberi di frassino, dal latino fraxinus: un frassino sarebbe raffigurato anche nello stemma civico più antico che ad oggi si conosce e che si trova dipinto alla base della pala del Rosario, datata alla seconda metà del secolo XVI, conservata nella Chiesa parrocchiale di Santa Giuliana. 

Con l’Unità d’Italia, per distinguerlo da altri centri omonimi, fu aggiunto l’appellativo Telesino, che allude alla vicinanza con l’antica città di Telesia. Il territorio appare interessato da una precoce antropizzazione sin dalla preistoria; non è raro, infatti, rinvenire nel territorio frassese materiale litico e ceramico appartenente a vari periodi preistorici. Le prime notizie documentabili sul paese risalgono al 991: in quell’anno venne donata dal duca longobardo Pandolfo II alla Badia di San Modesto in Benevento l’ecclesia S.Salvatoris, le cui tracce oggi sono del tutto scomparse. Frasso fu un possedimento feudale fino al 1806, anno dell’abolizione della feudalità.Fece parte della Contea di Caserta e, nel 1317, con la concessione a Diego de La Rath, iniziò il lungo dominio della nobile famiglia francese, meglio nota con il cognome italianizzato in Della Ratta. Appartenne, poi, alle famiglie Coppola, Acquaviva e Gambacorta. Nel 1710 Scipione Gambacorta vendette Frasso al principe Ottavio Orsino. Passò, poi, a Placido Dentice Massarenghi, e, infine, al principe Spinelli di S. Giorgio.
Il complesso urbanistico di Frasso è di impianto medievale, ma ha subito una notevole evoluzione tra il XVIII e il XIX secolo, quando furono inseriti nuovi o rinnovati palazzi gentilizi. Sulle pareti di molte abitazioni si possono ammirare i murales composti da artisti contemporanei nell’ambito della manifestazione culturale denominata “Terravecchia”, svoltasi tra gli anni Settanta e Ottanta del Novecento. In passato Frasso rivestì una grande importanza; ciò si deduce anche dal numero delle chiese e delle congregazioni che sorgevano in paese. Tra gli edifici di culto è da ricordare la Chiesa di Santa Maria di Campanile, ricca di sculture lignee e di tele settecentesche. Al suo interno è custodita la statua della Madonna del Campanile, del XIV secolo.
Sul monte Sant’Angelo (1189 m), si affaccia su un vasto panorama la Grotta di San Michele Arcangelo, retaggio del culto micaelico, diffusosi tra i longobardi anche attraverso l’opera di evangelizzazione di San Barbato, vescovo di Benevento. Gravemente danneggiata dal terribile terremoto dell’anno 1688, la mensa di S.Michele Arcangelo venne consacrata da Mons. Albini il 18 ottobre 1716. Una descrizione dettagliata della piccola chiesa rupestre venne redatta nell’anno 1724. La chiesa, a partire dalla fine del 1600, venne custodita da anacoreti (eremiti), pii laici, “semireligiosi” che custodivano le piccole cappelle di campagna e che venivano convocati una volta all’anno dal vescovo in Cattedrale nel giorno della festività di S. Menna, e questi li invitava a rendere conto del loro operato.
Melizzano. Sorge in una piccola vallata del monte Taburno in direzione della confluenza del fiume Calore nel Volturno. Sulle sue colline ondulate primeggiano la vite e l’ulivo.Le origini di Melizzano sono da individuarsi, con molta probabilità, nell’antica Melae, oppidum del Sannio Caudino, situata ai piedi del monte S. Angelo e di cui si conservano i resti di alcune cinte murarie. Tito Livio racconta che Quinto Fabio Massimo, detto il Temporeggiatore, espugnò diverse città sannite, tra le quali Melae, nel 538 a.C., per punire la defezione dei Sanniti dopo Canne. Nel Catalogo dei Baroni normanni Melizzano è riportato come feudo del conte Roberto, nella Contea di Caserta. Nel cedolario del 1320 è registrato il Casale Meliczani. Fu feudo dei Signoretto, dei Gambacorta, dei De Capua, dei Bellucci, dei Corsi e dei Torello.
All’interno dell’abitato si erge il Castello dei duchi Caracciolo d’Acquara, ricostruito nel corso del XVI secolo sui resti di una fortificazione medievale. L’edificio mostra con chiarezza i caratteri della residenza nobiliare, con estesi apporti stilistici, soprattutto ottocenteschi. Negli archi del porticato, con volte a vela, sono gli stemmi della famiglia Caracciolo.
Nella piazza principale, piazza Roma, è la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Eretta nel 1740, dalla semplice facciata lineare,è a tre navate con l’altare maggiore in marmi policromi di buona fattura. Alla destra dell’abside, si innalza il campanile della fine dell’Ottocento, dotato di orologio.

Altre informazioni utili: 

Programma di massima 
- ore 9.30: ritrovo dei partecipanti (con mezzi propri) a Frasso Telesino (Bn) in piazza IV novembre davanti all’HappyBar – visita guidata a Frasso Telesino; 
- ore 10.30: trasferimento (con mezzi propri) alla località Camposcuro (1100 m slm); 
- ore 11.00: si procede a piedi in mezzo a faggete e piccole radure fino alla grotta e alla cappella in onore di San Michele. Il percorso inizialmente pianeggiante, procede con lieve pendenza e per tratti a gradoni. Totale percorso a piedi (andata e ritorno) 1 km circa;
- ore 13.30: pranzo al sacco o presso il ristorante “Aldi” – vico Forno 7 – Melizzano – al costo di 20 euro a persona – prenotazione libera a carico dei singoli partecipanti – per prenotare occorre contattare il console Fierro 328.8826562 – con il seguente menù: Antipasto (salumi e formaggi, frittate miste, zuppa di zucca, peperoni imbottiti, olive vernacciola); Primo (tagliatelle ai funghi porcini); Secondo (costate di maiale cotte a bassa temperatura); Contorno (zucca condita); Dessert (crostata con marmellata); acqua minerale, vino e caffè;
- ore 15.30: visita guidata a Melizzano; 
- ore 17.30: conclusione della manifestazione.
È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio di Benevento inviando una email a:
benevento@volontaritouring.it 
Le prenotazioni sono aperte.
- Trasporti: mezzi propri 
- Volontario Tci Accompagnatore: Maria Cristina Ruggiero, socio attivo del Touring 
- Guide: locali 
- Partecipanti: max 40 persone 
Quote: La manifestazione è gratuita per i soci e gli amici del Tci. 
Pranzo al sacco o presso il ristorante “Aldi”-Melizzano – al costo di 20 euro a persona – prenotazione libera a carico dei singoli partecipanti – per prenotare occorre contattare il console Alfredo Fierro benevento@volontaritouring.it oppure 328.8826562.
I soci e gli amici del Tci regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Per comunicazioni urgenti il giorno della manifestazione è possibile contattare il numero 328. 8826562 (Alfredo Fierro). 
Si raccomanda un abbigliamento idoneo ad una passeggiata in montagna (si arriva a 1.190 m slm).
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario.
La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club di Territorio di Benevento del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania. 
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.