Scopri il mondo Touring
  • Viaggi
  • Eventi
  • Faenza (Ra): mostra “Aztechi, Maya, Inca e le culture dell’antica America”

Faenza (Ra): mostra “Aztechi, Maya, Inca e le culture dell’antica America”

Dove

Indirizzo evento: 
Museo Internazionale delle Ceramiche, viale Baccarini 19, Faenza (Ra)

Quando

Da Domenica 11 Novembre 2018 a Domenica 28 Aprile 2019
Dall’1 novembre al 31 marzo, dal martedì al venerdì 10 – 16 sabato, domenica e festivi 10 – 17,30. Dall’1 aprile al 31 ottobre, dal martedì alla domenica e festivi 10 – 19. Chiuso i lunedì non festivi, 1 gennaio, 1 maggio, 15 agosto, 25 dicembre

Contatti

Telefono di riferimento: 
0546/697311
Indirizzo mail: 
info@micfaenza.org
In esposizione al Museo MIC, “Aztechi, Maya, Inca e le culture dell’antica America”, una mostra etnoantropologica che porta il visitatore a scoprire l’America precolombiana, con una sintesi dei tratti pan-americani comuni a diverse culture e approfondimenti specialistici.
 
La mostra, rispetto a tante altre della stessa tipologia, parte dalle ricerche archeologiche ed etnostoriche più recenti ed avanzate per presentare in modo nuovo gli elementi più affascinanti dell’antica America.
 
 
Viene posta particolare attenzione alla Mesoamerica e all’Area Peruviana, attingendo alle notevoli collezioni del MIC, perlopiù con pezzi custoditi nei suoi depositi e finora mai esposti al pubblico.
 
Sorprende il fatto che una mostra di queste dimensioni si sia potuta costruire ricorrendo per la maggior parte a reperti posseduti in loco, mostrando quindi che nei depositi spesso si nascondono grandi quantità di “tesori” di cui i visitatori nemmeno immaginano l’esistenza.
 
Il percorso espositivo si completa anche grazie a reperti selezionatissimi, concessi alla mostra dai più importanti musei e raccolte italiani.
 
 
Questa è una mostra di emozioni che condurrà il visitatore a contatto diretto con civiltà che sono nell’immaginario di tutti, troppo spesso raccontate solo con gli occhi di chi le ha soppresse e depredate” dice Claudia Casali, Direttrice del MIC.
 
Protagonisti sono gli Aztechi, il più potente impero della Mesoamerica, che ha stupito i conquistadores per il livello della loro organizzazione sociale non dissimile da quella dell’Europa del tempo, pur in presenza di aspetti  inaccettabili per i nuovi arrivati, come il cannibalismo e i sacrifici umani.
 
A seguire i Maya del Periodo Classico, un popolo che ha saputo elaborare sistemi calendariali raffinatissimi e una scrittura logo-sillabica che è stata decifrata solo negli ultimi decenni.
 
Infine gli Inca, che hanno costruito il più grande impero di tutto il Nuovo Mondo, con una organizzazione sociale che ha spinto alcuni studiosi a parlare di “socialismo”.
 
Di queste culture abbiamo voluto offrire una visione che va oltre l’ammirazione del livello artistico raggiunto nell’arte ceramica" anticipano Antonio Aimi e Antonio Guarnotta, i curatori della mostra. "Siamo alle soglie del V Centenario della Conquista del Messico e ci sembra giunto il momento di condividere una nuova lettura di quell’evento, che nasca dalla “visione dei vinti”, contraddicendo così molti stereotipi sull’antica America. E a proposito di stereotipi, vogliamo sottolineare che la nostra mostra mette in evidenza un dato nuovo e di grande attualità: che la condizione della donna in alcune società guerriere e apparentemente maschiliste (Aztechi, Costa Nord del Perù) era migliore di quella dell’Europa del tempo” 
 
Altri focus avvicinano i visitatori ad aspetti importanti di queste civiltà, dalla scrittura maya (presente in alcuni dei vasi esposti), al calcolo. Al MIC, per la prima volta al mondo, una mostra offre al visitatore la possibilità di cimentarsi nei calcoli come facevano gli Inca, usando abachi a base 10 e 40 e chiunque avrà l’opportunità di conoscere la propria data di nascita “tradotta” nei tre calendari dei Maya.
 
Ma non solo, si può scoprire anche il gioco di squadra più antico del mondo, il gioco della palla praticato in Mesoamerica, anche se più che di uno sport si trattava di un rituale religioso. In mostra accanto a testimonianze in questa antica tradizione ci sono video che consentono di ammirare i giocatori di oggi in azione.
 
A completare il percorso emozionale concorre anche la musica con registrazioni realizzate dagli antichi strumenti musicali esposti, entrando sempre di più nell’ambito dell’archeologia sperimentale.
 
 
Mostra a cura di Antonio Aimi e Antonio Guarnotta

Vantaggio per i Soci

Biglietto ridotto per i soci del Touring Club Italiano