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Dolo: lezione itinerante a Dolo e a Noventa Padovana

Dove

Indirizzo evento: 
Dolo
Foro Boario

Quando

Sabato 18 Settembre 2021
ore 9:15 - fine verso le ore 17.30- 18,00 ca.

Ritrovo

Come arrivare: 

al Foro Boario (Dolo), ampio parcheggio fra la S.R. 11 e il lato SX del Naviglio Brenta (di fronte vecchio ingresso dell’Ospedale):

  • - con mezzi propri: provenienti da Padova o da Marghera-Mestre percorrere la S.R. 11 (Riviera del Brenta) fino a Dolo;
  • - con treno regionale: scendere a Dolo
  • - con autostrada: uscita Mirano - Dolo
  •  

 

Ora di ritrovo: 
0re 9,15

Contatti

Organizzatore: 
Tci Venezia
Telefono di riferimento: 
tel. 327 5575292 lun-ven: 9,30-12,30; 15,00-17,00
Recapito di emergenza: 
Donatella Perruccio Chiari 348 2660404 , Giuseppe Mason 328 1377260
Console accompagnatore: 
Donatella Perruccio Chiari
Referente: 
Donatella Perruccio Chiari

Giornata di visite a Dolo e Noventa Padovana

 

Sabato 18 settembre 2021

 

Ore 09,30 Dolo: il sistema idrografico lungo la Brenta, interventi dello Stato Veneziano tra XV° e XVI° secolo

 

Ore 12,30 Pausa pranzo (libera)

 

Ore 14,30 Visita a Villa Giovanelli a Noventa Padovana

 

Ore 16,30 Visita a Villa Grimani Valmarana a Noventa Padovana

 

Abstract per Dolo:

  • Docente il dott. Giampaolo Zampieri
  • Lezione itinerante per conoscere La Brenta, i Molini, il porto fluviale, le porte, lo squero monumentale e la presa della Seriola, gli interventi della repubblica veneziana per ottimizzare la navigabilità della principale via di comunicazione fra Venezia e Padova, che hanno determinato la nascita e lo sviluppo di Dolo.
  • Per chi volesse approfondire gli argomenti consigliamo di scaricare l’opuscolo in formato pdf “Le porte del Dolo” a cura  dott. Zampieri cliccando qui!

 

Abstract per Villa Giovanelli:

  • Conducono la visita l’arch. Menichelli, curatore del restauro e  l’ing. Breda  curatore degli innovativi impianti e soluzioni tecnologiche, che dialogheranno con la prof. Placentino.
  • La visita è una apertura eccezionale riservata per i soci del TCI.
  • Villa Giovanelli Colonna è una delle ville più monumentali di Noventa Padovana, anche raffigurata nel gonfalone del comune. La sua costruzione risale alla seconda metà del '600, su commissione di Giovanni Paolo e Giovanni Benedetto Giovanelli,[1] e viene attribuita dagli studiosi all'architetto Antonio Gaspari, allievo di Baldassare Longhena, su disegno di Marco Torresini.
  • L'ampia scalinata nella facciata frontale, opera di Giorgio Massari, fu aggiunta nel 1738.
  • Dal 2012 è proprietà di un trust, che nel 2018 ne ha cominciato i lavori di restauro.
  • La costruzione della villa da parte dei Giovanelli, famiglia originaria di Bergamo, è legata agli interessi commerciali che la casata deteneva nel settore tessile. Il porto di Noventa Padovana era infatti uno snodo perfetto per il commercio di lana e tessuti. La costruzione è datata intorno al 1668, anno in cui i Giovanelli ottennero dalla Repubblica di Venezia il titolo di Patrizi Veneti, come corrispettivo della donazione di centomila ducati per sostenere le spese della guerra contro i Turchi.
  • Il Settecento fu un secolo di grande splendore per la villa, che divenne centro di un vivace scambio culturale e artistico grazie al mecenatismo dei Giovanelli e ospitò numerosi artisti e personalità influenti dell'epoca, tra cui il giovane George Frederick Handel  nel 1710, durante il suo soggiorno veneziano, e la principessa di Polonia Maria Amalia, che nel 1738 si recava a Napoli per sposare Carlo di Borbone, re delle due Sicilie. In questa occasione venne fatta costruire dall'architetto Giorgio Massari, artefice anche di villa Cordellina a Montecchio Maggiore, l'ampia scalinata della facciata frontale, che andò a sostituire la loggia colonnata originaria.
  • Dopo l'elezione a Patriarca di Venezia di Federico Maria Giovanelli nel 1776, la villa divenne sede di un centro di studi estivi per il Seminario Patriarcale di Murano, e venne così usata come casa di villeggiatura per il Seminario di Venezia e per gli stessi Patriarchi nei primi anni dell'Ottocento.
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  • Con la caduta della Repubblica di Venezia e la progressiva erosione degli antichi patrimoni dei patrizi veneti, cominciò un periodo di lenta decadenza per la villa, che subì numerosi passaggi di proprietà tra alcune facoltose famiglie, prima i Marina, poi i Forti e, a fine secolo, i principi Colonna di Stigliano, che riuscirono a riportarla allo splendore dei secoli precedenti.
  • Nella prima metà del Novecento la villa attraversò il suo periodo più buio, divenendo sede degli alti comandi militari della V^ Armata e dell'VIII° Corpo d'armata del Montello durante la Grande Guerra e comando militare territoriale, ospedale militare e abitazione di sfollati durante la Seconda. Questi cambi di destinazione ne danneggiarono notevolmente la struttura e causarono la distruzione dell'antica biblioteca, del parco e del grande giardino che si estendeva dietro la villa che, per estensione e abbondanza di piante, era anche chiamato "Bosco Colonna".
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  • Nel 1955 la villa divenne proprietà dei frati minori conventuali di Sant’Antonio che vi aprirono l’orfanotrofio S. Antonio, poi “Villaggio Sant’Antonio”.
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  • Nel 2012 Villa Giovanelli Colonna è stata acquistata per circa 5 milioni di euro da un trust che ne provvederà al restauro e alla riapertura.
  • Villa Giovanelli Colonna è caratterizzata da uno stile palladiano rivisitato in chiave barocca, evidente soprattutto nel grande salone centrale sviluppato su due piani e nel monumentale colonnato del pronao a forma pentagonale, con colonne corinzie ad ampio frontone e timpano ornato di statue.
  • In due stampe risalenti ai primi anni del Settecento, una dell'abate Coronelli e l'altra di Giuseppe de Montalegre, la villa risulta avere lo stesso aspetto dei giorni nostri, a eccezione della maestosa scalinata che andò a sostituire nel 1738 la loggia colonnata con tre arcate del pian terreno
  • La costruzione viene attribuita a un allievo di Baldassare Longhena, Antonio Gaspari, tra le cui opere è annoverato il Duomo d'Este. Lo stile longheniano della villa è infatti evidente nel "portego" centrale al pianterreno e nel carattere delle scale interne, a doppia rampa.
  • Numerose statue ornano la facciata principale: ai vertici del timpano trovano spazio cinque figure guerriere, mentre sull'imponente scalinata raffigurazioni allegoriche dei cinque sensi e della ragione, realizzate da Antonio Gai, Antonio Tarsia e i fratelli Paolo e Giuseppe Groppelli.

 

Abstract per Villa Grimani Valmarana:

  • Ora sede del Comune di Noventa Padovana.
  • Conduce la visita la prof. Placentino, saremo accolti dal Presidente della Pro-Loco di Noventa Padovana sig. Dino Pozzato.
  • La villa sorge su un castello medievale della famiglia dei Delesmanini, i quali cedettero il territorio sul quale sorge la villa a Enrico Scrovegni (committente della lo medievale della famiglia dei Delesmanini, i quali cedettero il territorio sul quale sorge la villa a Enrico Scrovegni (committente della 
  • cappella degli Scrovegni a Padova). Dopo la guerra del 1405 tra Padova dei da Carrara e la potente Venezia la villa venne comprata dalla famiglia Trevisan di Noventa che la venderanno nel 1502 descrivendola come "una casa grande in muratura con cortile tutto attorno chiuso da muro con qualche campo presso il fiume Brenta" al patriarca di Aquileia Domenico Grimani. Per tutto il cinquecento la villa fu residenza della potente famiglia veneziani finché, agli inizi del '600, una giovane Grimani sposò Vettor Calergi. Nacque così il ramo dei Grimani-Calergi che mantennero la proprietà per tutto il secolo. Tra il seicento e il settecento si arrivò all'estinzione di questa famiglia nobile veneziana e venne nominato erede nel 1738, per mancanza di discendenti diretti, un nipote: Nicolò Vendramin di San Marcuola. L'ultima erede dei Vendramin-Calergi fu la contessa Elena Marina Maria che sposò il conte Andrea Valmarana che la lasciò vedova nel 1861. La contessa lasciò nel suo testamento in eredità la villa al comune di Noventa Padovana con l'obbligo di istituire una scuola per ragazze sordomute e di non spostare il ritratto della contessa e di suo marito dalla posizione originale. l'istituto per le ragazze sordomute iniziò a funzionare nel 1909. Durante la Seconda Guerra Mondiale la villa venne utilizzata come Ospedale Militare di Padova. La struttura della villa, caratterizzata dal coronamento centrale rialzato e raccordato alla parte sottostante da volute (che subirono certamente dei rifacimenti) con ali avanzate laterali, appare in tutta la sua ampia e solida volumetria, all'interno di un parco abbastanza recente. All'interno della villa sono presenti dei vasti complessi settecenteschi ad affresco e decorazioni rococò a chinoiserie che impreziosiscono il piano nobile: questo ciclo decorativo, opera dello scenografo e pittore Andrea Urbani, rappresenta per Noventa il vero canto del cigno del Settecento pittorico veneziano, che in questa villa trovava un tempo un'altra testimonianza anche in tre tele di Giovan Battista Tiepolo. Dietro la villa passava il fiume Brenta; infatti, originalmente, la facciata era nella parte posteriore della villa attuale.

 

Profilo del dott. Giampaolo  Zampieri

  • Laurea in Scienze Politiche - indirizzo politico-sociale - presso l'Università di Padova nel 1986 con tesi in Storia Economica: “I cantieri navali nelle origini di Porto Marghera”. 
  • Come storico, le sue ricerche si sono sviluppate nell’ambito della storia del Risorgimento, in particolare veneziano, della  storia del fiume Brenta  e dello sviluppo urbano di Dolo.
  • Ha collaborato a varie mostre su questi temi, tra le più significative: “Venezia e il Risorgimento italiano 1861-2011”, “ la Seriola Veneta e l’acqua di Venezia “ 2014, ”la Via della Brenta” 2018, “I LAVORI ED I MESTIERI DEGLI SQUERAROLI E BARCAROLI DELLA BRENTA “ 2017.
  •  Ha pubblicato vari testi e importanti interventi, tra i quali ricordiamo “Luoghi della Riviera del Brenta e del Miranese”, ”Le porte del Dolo”,
  • “Duomo di San Rocco Dolo-Cenni storici”. Svolge attività di conferenziere. 

 

Profilo dell’ing. Gianni Breda

  • Laureato in ingegneria civile presso l’Università di Padova. E’ CEO e direttore tecnico della società di ingegneria W.E.I.’N Venice s.r.l. che si occupa di progetti strutturali, verifiche sismiche, progettazione dai preliminari alla esecuzione, fornisce consulenze tecniche specialistiche. I progetti vengono realizzati utilizzando le più innovative e tecnologiche soluzioni tecniche. Tra gli innumerevoli progetti  
  • eseguiti in Italia e all’estero ricordiamo quelli per gli Ospedali  di Mirano e di Udine, il restauro, adeguamento funzionale e ampliamento delle Nuove Gallerie  dell’Accademia, restauro e riqualificazione del Fontego dei Tedeschi, ristrutturazione Palazzo Vendramin Calergi sede del Casinò di Venezia.

 

Profilo dell’arch. Claudio Menichelli

  • Laureato in architettura allo IUAV Venezia nel 1986, professore a contratto presso la stessa università dal 1997 al 2009 con cui ancora collabora, e’ stato in servizio presso la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna fino al 2011, in questa veste professionale ha seguito alcuni dei più importanti cantieri di restauro veneziani, citiamo alcuni esempi: Chiesa della Maddalena, Arsenale le Corderie, Ca D’Oro, chiesa san Giacomo dell’Orio, chiesa di San Beneto, palazzo Pisani ora Conservatorio, palazzo Grimani a Santa Maria Formosa, Arsenale le Tese,
  • la Sala d’armi, tese delle Gaggiandre, Palazzo Grimani a San Luca – Venezia, Basilica di San Marco – Venezia.
  • Tra i principali incarichi svolti: 
  • - È stato il responsabile dell’Area Marciana (dal 1995 al 2011), dell’Arsenale (dal 1993 al 2011) e delle Isole maggiori e minori della Laguna. In altri periodi è stato il responsabile dei sestieri di San Marco, San Polo, Dorsoduro e della Giudecca e del territorio dei comuni di Mira, Chioggia, Jesolo, Quarto d’Altino, Musile di Piave e di Venezia Terraferma. 
  • - Dal 1996 e fino alla conclusione della ricostruzione e dei restauri si è occupato, relativamente alle competenze della Soprintendenza, del Teatro “La Fenice”, distrutto dall’incendio del 29 gennaio 1996. 
  • - Dal 1998 al 2011, è stato rappresentante della Soprintendenza nella Commissione per la Salvaguardia di Venezia. - Ha coordinato per la Soprintendenza le attività di tirocinio e stage nell’ambito delle convenzioni in essere tra la Soprintendenza, l’Università IUAV di Venezia e l’Università di Padova.
  • Nel corso della propria attività ha tenuto numerose conferenze e presentato relazioni in convegni nazionali e internazionali e in seminari di studi; ha partecipato a tavole rotonde; è stato membro di comitati scientifici, di commissioni di aggiudicazione di concorsi e gare; ha partecipato alla realizzazione di mostre.

Profilo della prof. arch. Paola Placentino

  • Si laurea all’Università IUAV di Venezia con il massimo dei voti presentando una tesi sul cantiere delle Procuratie Nuove e le trasformazioni di Piazza San Marco tra XVI e XVII secolo.
  • Nel 2011 consegue il dottorato in storia dell’architettura e dell’urbanistica, presso la Scuola di Dottorato della stessa Università, discutendo la tesi su un manoscritto del XVI secolo contenente disegni di architettura, antica e moderna, conosciuto come ‘taccuino di Michelangelo’ e conservato presso il Musée des Beaux-Arts di Lille (Francia).
  • Ha presentato le sue ricerche in convegni nazionali e internazionali; ha pubblicato saggi e articoli sull’architettura del Rinascimento, sui disegni d’architettura e sulla loro circolazione a stampa tra XVI e XVII secolo.
  • Ha collaborato con l’Ècole Française de Rome, Institut de recherche en histoire et archéologie, per la pubblicazione di un database delle fonti archivistiche edite relative all’edilizia nella Repubblica di Venezia.
  • Dal 2011 collabora alla didattica presso l’Università IuaV di Venezia in corsi di storia della città e dell’architettura (corsi di laurea magistrale) e nell’estate 2016 ha collaborato con l’Università di Padova per tenere lezioni di storia dell’architettura presso la Shanghai Tech Summer School.
  • Attualmente è titolare di un assegno di ricerca presso l’Università IUAV di Venezia (dipartimento di Architettura, Costruzione e Conservazione) per studiare la committenza patrizia veneziana tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo e l’influenza della bottega di Pietro Lombardo sull’architettura residenziale. 

 

 

 

Altre informazioni utili: 

Quota di partecipazione:

  • Socio TCI:    €  25,00
  • Non socio:  €  28,00
  • Eventuali biglietti di ingresso verranno pagati in loco.

 

Prenotazioni:

  • -dal 02/09 al 14/09
  • -solo telefoniche al: 327 5575292 dal lun. al ven.: 9.30/12.30 – 15/17

 

Tel. attivo nei giorni della visita:

Console: Donatella Perruccio Chiari Cell. 348 2660404

Vice-Console: Giuseppe Mason Cell. 328 1377260

 

La quota comprende: Docenza, radioguida, assicurazione infortuni/RCT.

 

Modalità di pagamento:

  • - pagamento entro 3 gg. dalla prenot. con bonifico all’IBAN:
  •    IT 73 Z 02008 36190 000104553985
  •    C/C intest.: G. Mason / D. Perruccio

 

Condizioni di partecipazione:

  • -al momento della prenotazione si deve comunicare il numero di tessera TCI (valida) propria e dello accompagnatore ed il numero di cellulare;
  • -la lezione è aperta a soci e non soci;
  • -nel caso di mancata partecipazione, comunicata entro 3 gg. dall’evento, il socio può richiedere il rimborso della quota versata (detratte le spese) a condizione che possa essere sostituito;
  • -il non socio avrà gli stessi diritti e lo stesso trattamento del socio.

 

Ora e luogo di ritrovo:

  • 0re 9,15 al Foro Boario (Dolo), ampio parcheggio fra la S.R. 11 e il lato SX del Naviglio Brenta (di fronte vecchio ingresso dell’Ospedale)

 

Max partecipanti: 30

 

Durata della visita:

  • la lezione si svolge nel corso dell’intera giornata (fine verso le ore 17.30- 18,00 ca.)

 

Pranzo: libero

 

Come arrivare al punto di ritrovo:

  • - con mezzi propri: provenienti da Padova o da Marghera-Mestre percorrere la S.R. 11 (Riviera del Brenta) fino a Dolo;
  • - con treno regionale: scendere a Dolo
  • - con autostrada: uscita Mirano - Dolo

 

Disposizioni e raccomandazioni Covid

  • Si prega di prendere visione delle norme di comportamento richieste dal T.C.I. in allegato, salvo modifiche che intervenissero prima della lezione.
  • In ogni caso per le visite al chiuso dovrà essere  presentato il Green Pass.

 

 

Accesso disabili: 

Vantaggio per i Soci

Vantaggi per i soci del Touring Club