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Cosenza, "Rembrant. I cicli grafici, le sue più belle incisioni"

Dove

Indirizzo evento: 
Cosenza, Palazzo Arnone, Via Gian Vincenzo Gravina

Quando

Da Venerdì 25 Gennaio 2019 a Domenica 24 Marzo 2019
dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18

Contatti

Telefono di riferimento: 
0984795639 / 3494750147
Indirizzo mail: 
rembrandtcosenza@gmail.com
L'Europa nel '600 è segnata da profondi mutamenti. La Guerra dei 30 anni cambia l'assetto economico e politico degli Stati: cattolici contro protestanti per il dominio delle terre e dei mari. Ovunque dilagano peste e carestia, così ben descritte da Alessandro Manzoni ne 
“I Promessi Sposi”. In Spagna ed in Italia si viene torturati fino all'abiura se si professa una religione differente da quella cattolica. 
E' l'Europa della “caccia alle streghe”, del processo contro il metodo sperimentale di Galileo Galilei. E mentre a Roma, in Campo de' Fiori, viene arso sul rogo Giordano Bruno, grande filosofo naturalista, l'Olanda vive il suo “Secolo d'Oro”. Nell'Olanda delle Sette Province Unite, che si era liberata dalla dominazione spagnola, nasce Rembrandt Harmenszoon van R.n insieme alla sua arte, ricca di quei dettagli tipici sia del grande genio che dell'umile artigiano. 
 
Un'arte tollerante e poliedrica, dove uomini con turbanti e panneggi orientali fanno da contrappunto alle grandi narrazioni della Bibbia, dove trovano posto sia borghesi e ricchi mercanti che mendicanti. La tolleranza e l'accoglienza sono principi che iniziano ad affermarsi con forza nei Paesi Bassi del XVII° secolo, figli di quell'Umanesimo di cui Erasmo da Rotterdam era il più grande sostenitore. Oltre all'immigrazione di massa dalle Fiandre e dal Brabante arrivano gli ebrei sefarditi dalla Spagna e dal Portogallo e gli ugonotti dalla Francia. Rembrandt si nutre di tutto ciò e in quel mondo, in cui la borghesia scalza l’aristocrazia, la sua arte diventa a trazione popolare. Determinato ad entrare nelle case del nuovo ceto emergente si dà, corpo, mente e anima, a creare le sue preziosissime incisioni che, essendo riproducibili in più copie, rappresentano il mezzo più efficace affinché il suo nome e la sua arte arrivino ovunque. 
 
La mostra, organizzata da Associazione N.9, intende omaggiare la grande figura di Rembrandt, protagonista assoluto del ‘600, attraverso l'esposizione delle sue più significative e rappresentative incisioni. Un tributo sincero e profondamente rispettoso, a 350 anni dalla sua morte, alle sue idee complesse e convulse, figlie dell’epoca e degli umori di quel partcolare momento storico. Attraverso le sue opere ne evidenzieremo la vita e il genio, anche attraverso la ricostruzione dettagliata del suo ambiente di lavoro e la creazione della ”camera oscura” nella quale saranno esposte, con la concessione speciale da parte del Rijksmuseum di Amsterdam e della Mauritshuis de L’Aia, le riproduzioni ad altissima definizione dei suoi più famosi dipinti in backlight ed in scala 1:1. 
Rembrandt ha una ventina d’anni quando “scarabocchia” la sua prima acquaforte, forte della sua meravigliosa tecnica, che ne ha fatto il più abile e raffinato degli incisori di mestiere. 
E’ proprio nei grandi cicli grafici, che hanno fortemente influenzato la cultura visiva europea, che Rembrandt ha creato il suo mito. Rembrandt si serve delle diverse tecniche incisorie: acquatinta, acquaforte, bulino, puntasecca, spesso combinandole nella medesima opera, intervenendo costantemente sulla lastra nelle varie fasi del processo d’incisione. 
Nel solco dell'artigianato perfetto della sua arte e della profondità del suo sguardo verso la natura umana, Rembrandt è ancora oggi, senza eguali, il maestro supremo dell’arte dell’incisione, uno dei primi ad esplorarne tutta la potenza espressiva, il primo ad 
apprezzarne il potere nella resa dei valori tonali: le luci e le ombre vibrano sui paesaggi e su spaccati di vita quotidiana, la monocromia viene spinta così in profondità da riuscire a catturare l'anima e mostrarla all’esterno. 
Rembrandt nelle sue opere delinea i tratti essenziali e le passioni dell’uomo, mischiando le Sacre Scritture, la storia, la poesia, la natura, il tutto avvolto e travolto da una luce misteriosa e fantastica. 

La poesia religiosa del Medioevo, l'ineffabile tenerezza del sentimento popolare, si trovano solo nell'interpretazione rembrandtiana. Nelle sue incisioni riconosciamo davvero il figliol prodigo, il buon samaritano, tutti i personaggi di quelle parabole che tante volte la pittura ci ha rappresentato senza capirli, dei quali Rembrandt ha così bene piegato il testo al suo significato profondo. Come Shakespeare e i Velvet Underground, Rembrandt abbraccia tutti gli aspetti della vita in una volta, e i contrasti di luce e ombra sembrano corrispondergli nei vari movimenti del pensiero. Superbo gioco di contrasti: il banale si confonde con il sublime, accanto alla bruttezza viene mostrata la grazia. 
Nella ricchezza del loro contenuto interiore queste incisioni costituiscono una delle più straordinarie autobiografie spirituali di tutta la storia dell'arte grafica. Rembrandt, l’uomo, è sempre presente nel suo lavoro, vediamo la sua anima scorrere mentre registra le sue reazioni difronte al mistero della vita. La sua vita è stata interamente votata alla sua arte e non potrebbe essere separata dalla sua opera, tutte e due sono intimamente legate e l’una rimanda all’altra. 
La sua inalienabile qualità ed il suo genio sono stati spesso dimenticati ed incompresi, ma nonostante ciò, Rembrandt Harmensz van R.n rimane il più grande ed illustre di tutti i pittori incisori. 

Vantaggio per i Soci

Biglietto ridotto per i soci del Touring Club