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Calitri e Sant'Andrea di Conza (AV) due splendidi borghi nel cuore dell'Irpinia

Dove

Indirizzo evento: 
83045 Calitri AV,
Calitri e Sant'Andrea di Conza

Quando

Domenica 15 Aprile 2018
giornata intera

Ritrovo

Come arrivare: 

- ore 10.30: ritrovo dei partecipanti (con mezzi propri) nel parcheggio zona San Berardino - Calitri (AV);

- ore 17.00: termine della manifestazione 
Cena facoltativa all’ex Fornace con i prodotti tipici santandreani.

Ora di ritrovo: 
ore 10.30

Contatti

Organizzatore: 
Tci Club di Territorio “Paesi d’Irpinia”
Indirizzo mail: 
irpinia@volontaritouring.it
Recapito di emergenza: 
377.1603172 (Donato Cela)
Console accompagnatore: 
Donato Cela, console del Touring
Presenza guida: 
Guida dell'evento: 
a cura della Pro Loco di Calitri e dell’Associazione “Io voglio restare in Irpinia”

Giornata dedicata ad una caratteristica ed interessante visita a Calitri in esclusiva per i soci e gli amici del Tci.

Per la rivista International Living questo piccolo borgo nel cuore dell’Irpinia è da considerarsi uno dei nove paesi più vivibili al mondo. Le origini di Calitri sarebbero accertate intorno al XIII secolo. Nel corso degli anni gli eventi sismici hanno spesso condotto a ricostruzioni e modifiche ma il fascino della località non è mai sbiadito, anzi, forse, ricostruzione dopo ricostruzione non ha fatto altro che aumentare e rendere il borgo e il castello dei veri e propri mosaici di storia.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo, visita a Sant’Andrea di Conza, con il centro storico dalle caratteristiche medievali e con il suo artigianato con la lavorazione artistica della pietra e del ferro.
Scheda della visita 
Calitri: 530 m. slm, circa 5.000 abitanti, terzo paese per dimensioni territoriali della provincia, è situato su un colle tra la valle dell’Ofanto e quella del torrente Cortino. Sorto in località abitata in epoca antica, come dimostrano i ritrovamenti di vasi, monete ed epigrafi nella zona, nell’alto Medioevo fu castello avanzato di Conza. Dal 1140 al 1239 fu feudo dei Balvano con il nome di Galestrum. Nel 1269 fu donato da Carlo d’Angiò a Galeotto di Fleury, il quale nel 1304 lo vendette ai Gesualdo che lo tennero fino al 1629. In seguito appartenne ai Ludovisi e infine, dal 1676 al 1806, ai Mirelli. L’abitato conserva la caratteristica pianta triangolare. Rimangono scarsi avanzi del grandioso palazzo dei Gesualdo, distrutto dai terremoti.
Chiesa di S. Antonio: la chiesa fu dedicata a Sant’Antonio di Padova nel 1608 da frate Giuseppe Gaudianelli e ceduta all’Universitas nel 1635, come apprendiamo da una lapide murata sulla sua facciata. Al suo interno è custodito un quadro raffigurante il Santo. Di recente restaurata, il suo vecchio portale molto semplice in mattoni rossi è stato sostituito con il portale proveniente dall’ex chiesa di San Rocco che si trovava in Corso Matteotti. Sui battenti del portone sono state applicate delle formelle in ceramica che rappresentano episodi della vita di Sant’Antonio. Molto singolare è il contesto urbanistico ed architettonico in cui la chiesa si presenta: quando fu costruita la rotabile via Alfonso De Carlo, per evitare la demolizione della chiesa, venne costruito un viadotto che ha permesso la sopraelevazione della strada, nascondendo la chiesa fino al tetto che spunta al livello del calpestio con il suo piccolo campanile.
Chiesa di S. Lucia: di origini cinquecentesche, dal‘700 sotto il patronato della famiglia dei Cioglia, la chiesetta custodisce due statue di Santa Lucia: una più antica in legno è a mezzobusto, l’altra più recente è invece a figura intera. Dalla chiesetta si può ammirare il bellissimo panorama offerto dalla parte più pittoresca del centro storico. Il 13 dicembre di ogni anno, in occasione della festività di Santa Lucia, la chiesa è meta di moltissimi devoti; nel pomeriggio vi si celebra una santa messa, si assiste al sorteggio della tradizionale “veccia” (tacchino) e di altri premi ed infine si può assistere ad uno spettacolo di fuochi pirotecnici. 
Sant'Andrea di Conza: Il paese sorge in collina, a 660 metri sul livello del mare, lungo la valle del fiume Ofanto, sul contrafforte che funge da confine tra la Campania e la Basilicata, lungo la S.S. n. 7, nelle immediate vicinanze di Conza della Campania (antica colonia romana). Le radici di Sant'Andrea di Conza affondano nel primo medio evo allorquando il Conte Gionata di Balvano, nel 1161 donò la chiesa e il territorio del casale, con tutti i suoi abitanti, alla Mensa arcivescovile di Conza, di cui Sant'Andrea divenne feudo. Il centro feudale ha seguito le vicende del territorio alternando la sua dipendenza ad antiche famiglie feudali alla Chiesa di Conza. Fu feudo della Mensa arcivescovile di Conza, in seguito passò alla potente casata Gesualdo nel 1389, indi alla famiglia Sinerchia che la tenne con titolo di Conte sino al 1485 anno in cui ne fu spogliata a seguito della partecipazione alla Congiura dei baroni. In seguito passò alla Regia Camera e poi nuovamente alla Mensa arcivescovile di cui ha seguito le vicende storiche e amministrative fino all'abolizione della feudalità nel 1806. Nel 1861, durante l'esplosione del brigantaggio, venne occupata dagli uomini di Carmine Crocco, famoso brigante della Basilicata. Il centro ha rivestito un ruolo religioso e culturale di rilievo nel circondario in quanto fu scelto in seguito come luogo di residenza dagli arcivescovi conzani, per le superiori condizioni di vita rispetto alla vicina Conza, i quali vi fecero edificare l'episcopio ed il seminario.

Altre informazioni utili: 

Programma di massima 
- ore 10.30: ritrovo dei partecipanti (con mezzi propri) nel parcheggio zona San Berardino - Calitri (AV);
- ore 11.00: visita guidata al Centro della Scienza, con la scoperta delle leggi dei sorprendenti fenomeni della natura realizzati con i dispositivi interattivi della Mostra “Le Ruote Quadrate”. A seguire visita al Museo dell’Istituto Statale d’Arte,con le tecniche di realizzazione dei lavori di ceramica, legno e merletto dal 1960 al 2000, alle chiese di Sant’Antonio e Santa Lucia. Spettacolare vista panoramica sul centro storico.
- ore 13.00: pranzo libero oppure presso il ristorante convenzionato Golden Mill - Largo San Berardino 10 - Calitri - al costo di 20,00 euro a persona - prenotazione libera a cura dei singoli partecipanti - per prenotare telefonare al numero 377.1603172 (console Donato Cela) - con il seguente menù: Antipasto misto, Cannazze, Grigliata mista con contorni, Dessert, acqua minerale, vino e caffè.
- ore 15.00: al termine del pranzo, trasferimento con mezzi propri in Largo Ginnasiale (Chiesa di San Michele e Seminario Arcivescovile) a Sant’Andrea di Conza;
- ore 15.30: visita guidata a cura dell’Associazione “Io voglio restare in Irpinia”: Municipio, giardini dell’Episcopio e Teatro, ruderi del Convento, Piazza Umberto I (Fontana, Arco della Terra), ex Fornace (buffet con prodotti tipici santandreani);
- ore 17.00: termine della manifestazione
Cena facoltativa all’ex Fornace con i prodotti tipici santandreani.
È necessaria la prenotazione presso il Club di Territorio “Paesi d’Irpinia” inviando una email a:
donato.cela@libero.it 
Le prenotazioni sono aperte.

- Partecipanti: max 50 persone
- Trasporti: mezzi propri

- Volontario Tci Accompagnatore: Donato Cela, console del Touring
- Guide: a cura della Pro Loco di Calitri e dell’Associazione “Io voglio restare in Irpinia”
Quote: la manifestazione è gratuita per i soci e gli amici del Tci.
Pranzo libero o presso il ristorante Golden Mill - al costo di 20,00 euro a persona - prenotazione libera a carico dei singoli partecipanti - per prenotare telefonare al numero 377.1603172.
I soci e gli amici del Tci regolarmente iscritti alla manifestazione sono coperti da apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile.
Il Volontario Touring accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario.
La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.
Il Club di Territorio “Paesi d’Irpinia” del Tci si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.

Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.