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Calabria: Costa Ionica - Rossano e Sibari (CS)

Dove

Indirizzo evento: 
87067 Rossano CS
Rossano Calabro e Sibari

Quando

Da Sabato 26 Maggio 2018 a Domenica 27 Maggio 2018
week end

Ritrovo

Come arrivare: 

Partenza da Napoli: 7.00 Piazza Vanvitelli e 7.30 P.zza Garibaldi (alle spalle del monumento). Il pullman partirà inderogabilmente cinque minuti dopo l’orario previsto inprogramma o indicato dal console accompagnatore.

Rientro previsto entro le ore 20.00 del 27 maggio 2018. Sosta con discesa al parcheggio di via Brin, all’HotelTerminus e a Piazza Vanvitelli.

 

Ora di ritrovo: 
ore 7 e ore 7.30

Contatti

Organizzatore: 
Tci Corpo Consolare della Campania
Indirizzo mail: 
prenotazionitcina@gmail.com
Recapito di emergenza: 
335.1320908 (Giovanni Pandolfo)
Console accompagnatore: 
Giovanni Pandolfo, console regionale del Touring
Presenza guida: 
Guida dell'evento: 
dr. Gaetano Sangineti

Visitare alcuni dei luoghi più significativi della Costa Ionica della provincia di Cosenza. Un weekend in esclusiva per i soci e gli amici del Tci per Rossano, con le splendide miniature policrome del Codex purpureus rossanensis, uno dei più antichi e preziosi evangeliari bizantini, dal 2015 Patrimonio Unesco; la chiesa di S. Maria del Patire, resto di un imponente complesso monastico basiliano; il Castello di Corigliano Calabro, che domina il paese con la sua severa e imponente mole; l’Area e il Museo Archeologico di Sibari, la più antica delle colonie greche della costa ionica e la più grande città della Magna Grecia dopo Taranto.
Descrizione delle località
Rossano - Splendide miniature policrome illustrano le 188 pagine del Codex purpureus rossanensis, evangelario bizantino custodito presso il Museo Diocesano, giunto qui, forse intorno al VI secolo, al seguito di monaci greci, oppure nel X secolo. Fu proprio la consistente presenza di questi religiosi, dapprima insediati nelle grotte scavate sui fianchi scoscesi del ciglio roccioso, a trasformare il piccolo abitato in uno dei principali centri bizantini della regione, punto di riferimento per i gruppi di origine greca e per i numerosi esuli siciliani, fuggiti dall’occupazione araba. La presenza di ben sette monasteri basiliani e di un alto numero di laure eremitiche nei profondi valloni sottostanti conferma il ruolo religioso che nell’VIII e IXsecolo ebbe Rossano (m. 275, abitanti 38.000), centro di origine romana situato su un colle alle estreme propaggini della Sila Greca.
Santa Maria del Patire - Su una propaggine della Sila Greca dominata da creste boscose sorge la chiesa di S. Maria del Patire o Pathirion, resto di un imponente complesso monastico basiliano,sorto all’inizio del XII secolo in un luogo dove già esistevano numerose laure eremitiche. Importante centro di spiritualità e cultura che ha lasciato un ingente patrimonio di codici, incunaboli e manoscritti, decadde a partire dal XV secolo e fu definitivamente soppresso nel 1808. Del monastero rimangono solo pochi ruderi riferibili a opere eseguite dopo la riforma basiliana del 1580 o a restauri del XVII secolo. Ben conservata è invece la chiesa, di chiara influenza normanna, con pianta rettangolare a tre absidi semicilindriche, decorate all’esterno da arcate in pietra e cotto ed elementi in arenaria. La facciata presenta un portale quattrocentesco con arco ogivale. L’interno è a tre navate diviso da robusti pilastri cilindrici che reggono archi a sesto acuto; bellissimo è il pavimento in opus sectile, con mosaici del XII secolo di gusto arabo che raffigurano animali reali e mitologici.
Museo Diocesano: nel Palazzo arcivescovile, attiguo alla Cattedrale, è allestito questo museo che accoglie arredi, oggetti e opere d’arte sacra provenienti dal tesoro della cattedrale e da altre chiese della diocesi di Rossano. Vi sono esposte argenterie e paramenti sacri, reliquari e ostensori, pergamene e icone bizantine, ma l’opera più celebre e preziosa è comunque il Codex purpureus rossanensis, uno dei più antichi e preziosi evangeliari bizantini, risalente al V -VI secolo, dal 9 ottobre 2015 riconosciuto Patrimonio dell'Umanità ed inserito dall'Unesco tra i 47 nuovi documenti del Registro della memoria mondiale. Ne restano 188 fogli di sottilissima pergamena purpurea, scritti in greco con caratteri in oro e argento e accompagnati da 15 miniature a piena pagina che raffigurano scene dai Vangeli.
Cattedrale di Maria Santissima Achiropita: numerosi rifacimenti hanno modificato l’aspettodella chiesa, di antichissima origine e rifatta nel 1330 per volere di Roberto D’Angiò. Crollata per un terremoto nel 1836, la facciata è stata completata solo nel 1914; nel fianco destro si nota un portale in tufo del XV secolo. Pur mantenendo l’impostazione basilicale gotico-angioina, l’interno ha un aspetto composito perché sottoposto a numerosi rifacimenti: cinquecentesco è il soffitto ligneo a cassettoni della navata centrale, mentre quelli delle navate laterali, intagliati e dorati, sono del XVIII secolo, come barocchi sono gli stucchi che ornano le cappelle laterali. Al 3° pilastro della navata centrale un ricco tabernacolo ligneo con fregi e angeli (XVIII secolo) protegge la venerata immagine della Madonna Achiropita (cioè “non dipinta da mano umana”), affresco bizantino risalente al IX-X secolo e, secondo la tradizione, apparso per miracolo sul muro della chiesa in costruzione. I restauri hanno restituito frammenti di un grande mosaico pavimentale (XII secolo), che richiamano quelli della Cattedrale di Otranto.
S. Marco Evangelista: al margine di una rupe all’estremità sud-orientale dell’abitato,è una delle costruzioni bizantine più interessanti di tutta la Calabria e la sua architettura, con pianta quadrilatera, cinque cupolette leggermente schiacciate e tre piccole absidi circolari sul lato corto, ricorda la coeva Cattolica di Stilo. L’interno, preceduto da un vestibolo aggiunto più tardi forse per accogliere un maggiore numero di fedeli, è a croce greca iscritta in un quadrato, divisa da sei pilastrini in spazi uguali. Resti di un affresco bizantino fanno supporre una decorazione parietale perduta. Dalla terrazza si ha una bella vista della gola del torrente Celati: nelle pareti di roccia si riconoscono gli ingressi di numerose grotte, un tempo rifugio di monaci eremiti dipendenti da laure basiliane.
Museo della liquirizia: è un dato accertato che la liquirizia migliore cresca in Calabria. Conosciuta da circa 35 secoli, la radice Glycyrrhiza glabra ha trovato le condizioni ottimali di crescita proprio in queste terre, dove prolifera spontaneamente. Le proprietà benefiche del succo di liquirizia furono sfruttate fin dal XVI secolo da numerose imprese calabresi. Tra le tante, furono i baroni Amarelli di Rossano a intraprendere un’autentica svolta industriale, con la fondazione, nel 1731, dell’attuale “concio”. Seguirono il grande sviluppo del XIXsecolo e l’incremento, nonostantele numerose crisi del settore, della produzione nel XXsecolo. Nel Museo “Giorgio Amarelli”, allestito nella dimora padronale, originaria del XV secolo anche se trasformata nel corso dei secoli, è narrata una delle più affascinanti storie industriali italiane, con dovizia di documenti, strumenti, macchinari, curiosità e una raccolta delle scatolette metalliche decorate con le inconfondibili immagini. Sull’altro lato della strada,l’alta ciminiera segnala la presenza della fabbrica, anch’essa visitabile, anche se non più attiva. Oggi la produzione - bastoncini grezzi, liquirizia pura o aromatizzata, liquirizia gommosa o confettata, insieme ad una nutrita gamma di altri prodotti - continua secondo processi industriali moderni, sempre tuttavia strettamente dipendenti dalla tradizione.
Castello di Corigliano Calabro: con quattro torri cilindriche e un alto mastio, domina il paese con la sua severa e imponente mole. Del primitivo impianto (XI -XII secolo) conserva solo la base del mastio, mentre la parte inferiore della struttura fu costruita nel XV secolo come fortilizio per le guarnigioni. Le forme attuali e i decori che ancora si possono ammirare al suo interno risalgono però al XIX secolo quando l’intero complesso venne restaurato dai baroni Compagna. Molte stanze interne erano abbellite da dipinti di Ignazio Perricci, che nel salone degli Specchi, già sala del trono, rappresentò con raffinati effetti trompe l’oeil una balaustra dalla quale si affacciano personaggi nei tipici costumi locali dell’epoca. Domenico Morelli realizzò nel 1872 per la cappella del castello un dipinto con Madonna e santi, denominato“Trittico delle rose” per i bellissimi fiori dipinti ai piedi della Vergine. Un consistente intervento di restauro è stato finalizzato al recupero funzionale del vasto edificio che ospita una biblioteca specializzata, un museo del territorio, ma anche spazi per mostre, esposizioni e convegni.
Sibari - Il moderno paese, frazione di Cassano allo Ionio, deriva il suo nome dall’antica Sybaris, la più antica delle colonie greche della costa ionica, probabilmente fondata dagli Achei nel 730 - 720 a.C.. Con una superficie di 510 ettari fu, dopo Taranto, la più grande città della Magna Grecia e raggiunse intorno al 530 a.C. l’apice della propria potenza, estendendo il proprio dominio su altre colonie e sui centri indigeni dell’interno. Non solo ricchissimi, ma anche ricercati nelle loro abitudini quotidiane, gli abitanti di Sybaris erano conosciuti ed invidiati per il lusso dei costumi, lo sfarzo dei palazzi, la passione per la musica e la filosofia, tanto che la città divenne per antonomasia sinonimo di opulenza e raffinatezza.
Area archeologica: nel 1932 si intrapresero gli scavi per riportare in luce la città, che per secoli rimase nascosta anche a causa di numerose alluvioni. Nella vasta area archeologica sono visibili i resti della più antica Sybaris, di Thoùrioi e della romana Copia, anche se prevalgono le fasi romane, più superficiali e consistenti dal punto di vista monumentale. Tra i settori in cui è diviso il campo di scavi, denominato parco dei Tori, parco del Cavallo e Casa bianca. Agli Stombi o parco dei Tori è venuto alla luce un quartiere artigianale della Sybaris arcaica, con i resti di un edificio inerente la città di Thoùrioi. Il parco del Cavallo comprende l’area in cui iniziarono gli scavi e, pertanto, risulta il settore meglio indagato, con numerosi resti pertinenti alla romana Copia (teatro, terme, abitazioni provate). Verso il mare si trova la terza zona di scavi, denominata Casa bianca, dove sono stati ritrovati resti più antichi, riferibili a uno scalo per la riparazione delle imbarcazioni e numerosi recinti funerari inerenti a una successiva necropoli (I -III secolo).
Museo archeologico nazionale della Sibarìtide: inaugurato nel 1996 in un nuovo edificio nei pressi dei laghi di Sibari, area lagunare trasformato in porticciolo turistico, accoglie i materiali rinvenuti negli scavi della città e del territorio circostante. Lo spazio maggiore è dedicato ai reperti urbani, con frammenti architettonici arcaici, ceramica subgeometrica greco -orientale e rodia, pettorali in lamina d’argento e oro sbalzata (600 - 575 a.C.), ceramica importata da Corinto, Atene, Sparta, Ionia e dalle isole egee, statue e piccoli bronzi di età romana. Il reperto più noto è il Toro cozzante, statuina bronzea simbolo della città di Thoùrioi (V -IV secolo a.C.). Importante è anche il gruppo di reperti da santuari del territorio con terrecotte e statuette fittili.

Altre informazioni utili: 

Programma di massima
Primo giorno 
Sabato 26 maggio 2018
Napoli - Rossano
Partenza da Napoli: 7.00 Piazza Vanvitelli e 7.30 P.zza Garibaldi (alle spalle del monumento). Il pullman partirà inderogabilmente cinque minuti dopo l’orario previsto inprogramma o indicato dal console accompagnatore. 
Si percorre l'Autostrada A3 in direzione di Reggio Calabria. Quindi per viabilità locale. Soste tecniche lungo il percorso.
Pranzo libero in uno degli autogrill lungo il percorso.
Arrivo a Rossano e incontro con la guida.
Quindi trasferimento con l’autobus per la visita guidata alla Basilica di Santa Maria del Patire.
Al termine trasferimento a Rossano per la visita guidata al centro cittadino: Cattedrale, Museo Diocesano, S. Marco Evangelista. Quindi visita guidata al Museo della liquirizia.

Al termine della visita trasferimento all’Hotel San Luca - via Madre Isabella De Rosis 41 - 87067 Rossano (CS) - tel 0983.511375 - assegnazione delle camere.
Cena presso il ristorante convenzionato con l’Hotel con il seguente menù: Antipasto della casa (Crudo, mozzarella, peperoni e patate, capocollo, parmigiana, polpetta di melanzana, frittata di salsiccia e rapa), Primo (Penne porcini e speck), Secondo (Arrosto al forno con patate), Dessert (Frutta di stagione), acqua minerale e vino.
Rientro in Hotel e pernottamento.
Secondo giorno
Domenica 27 maggio 2018
Rossano - Sibari - Napoli
Colazione in albergo e check out.
Partenza conl’autobus per la visita guidata al Castello di Corigliano Calabro.
Al termine trasferimento a Sibari per la visita guidata all’Area e al Museo Archeologico.
Pranzo presso il ristorante “Aquarium”- Piazza Rosa dei Venti - 87011 Marina di Sibari - tel 0971.784086 - con il seguente menù: Antipasto (insalata di mare, bruschetta con provola e sardella, alici impanate, conchiglia misto pesce gratinata, insalata di tonno fresco con cipolla di Tropea, cannolicchio al pane profumato), Primo (Risotto con zucca gialla, polipo e gamberetti), Secondo (Fritto misto dello Ionio, calamari, gambero bianco e paranza mista con insalata mista), Dessert (Tiramisù), acqua minerale, vino e caffè.
Dopo il pranzo, partenza con il pullman per Napoli.
Sosta con discesa al parcheggio di via Brin, all’HotelTerminus e a Piazza Vanvitelli.
Rientro previsto entro le ore 20.00.
Informazioni e prenotazioni:
Punto Touring di Napoli 
Via Cimarosa 38, 80127 – Napoli 
Lun – Ven: 9 / 13 e 15 / 19 
Sab: 9.30 / 13 
tel. 081.19137807
prenotazionitcina@gmail.com
Le prenotazioni sono aperte e si chiuderanno entro venerdì 27 aprile 2018. Le prenotazioni scadono automaticamente sette giorni dopo la loro effettuazione, anche telefonica, se non confermate dal versamento dell’anticipo.
- Trasporti: Pullman GT della ditta Rosario Pazzi
- Volontario Tci Accompagnatore: Giovanni Pandolfo, console regionale del Touring
- Guida: dr. Gaetano Sangineti
- Partecipanti min / max: 25 / 40
Quote:
- € 170,00 per i soci in camera doppia - € 178,00 in camera singola
- € 210,00 per i non soci in camera doppia - € 218,00 in camera singola
La quota comprende: il trasporto in pullman dal punto di riunione alle località prescelte, le visite guidate come da programma, n. 1 pernottamento con prima colazione, la cena del sabato e il pranzo della domenica come descritti in precedenza, il compenso per la guida, l’assistenza del console, l’assicurazione per la responsabilità civile.
Il costo dei biglietti di ingresso è a carico dei singoli partecipanti per consentire,a chi ha diritto alla riduzione o all’esenzione, di poterne usufruire.
La quota non comprende: la tassa di soggiorno, i biglietti di ingresso, le mance, le spese di carattere personale e tutto quanto non specificato.
Il Corpo Consolare si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Le quote non sono rimborsabili in caso di disdetta (vedi regolamento).
Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi in via eccezionale i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni, e quindi associarsi.

Vantaggio per i Soci

Vantaggi per i soci del Touring Club