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Atripalda (AV): Antica Abellinum, un viaggio antico degli Irpini

Dove

Indirizzo evento: 
83042 Atripalda AV
Atripalda (AV)

Quando

Sabato 28 Marzo 2020
giornata intera

Ritrovo

Come arrivare: 

- Ore 9.45 : Raduno dei partecipanti (mezzi propri) ad Atripalda (AV). Disponibile un parcheggio gratuito davanti alla Cassa Edile di Contrada San Lorenzo n. 1 Atripalda (Av) oppure un parcheggio a pagamento di fronte alle Cantine di Mastroberardino in Via Manfredi ai piedi dell’ingresso al Parco di Abellinum. Registrazione  dei partecipanti al Parco archeologico di Abellinum.

Ora di ritrovo: 
ore 9.45

Contatti

Organizzatore: 
Tci Club di Territorio Paesi d'Irpinia
Indirizzo mail: 
filomena_cataldo@virgilio.it
Recapito di emergenza: 
Filomena Cataldo 349.3707392
Console accompagnatore: 
Socio attivo Filomena Cataldo
Presenza guida: 
Guida dell'evento: 
Dott. Lello Barbarisi – Dott.ssa Pierina De Simone

Abellinum: i resti dell’antica Abellinum occupano l’attuale pianoro della Civita, località posta a nord-ovest dell’attuale Atripalda, sulla riva sinistra del fiume Sabato. Prima della deduzione della colonia romana (II sec. a.C.) era un insediamento sannita della tribù degli Hirpini; che occupano il territorio per nuclei sparsi sia su alture che in pianura assicurando così uno sfruttamento agricolo - pastorale. In età tardo-repubblicana la colonia (Veneria Livia Alexandriana Abellinatum) fu dotata di una cinta muraria in opera reticolata con torri semicircolari e conserva sul tratto settentrionale anche parte del fossato. Con i veterani di Silla e in piena età augustea, la colonia visse il suo periodo di massimo splendore con la costruzione degli edifici pubblici, anfiteatro e terme e con la divisione per assi ortogonali in cardo e decumani. A Nord del decumanus maximum, nel settore orientale della città, un importante complesso residenziale si affaccia sulle mura ed occupa un intero isolato. Si tratta di una domus di tipo pompeiano ad atrio e peristilio. In questa zona è possibile visitare il Parco Archeologico con i resti di Abellinum.

Museo del Palazzo della Dogana dei Grani: il Palazzo della Dogana, realizzata nel 1883, svolse la sua maggiore attività durante il regno dei Borbone soprattutto per lo smercio dei cereali provenienti dalla Puglia.  La Dogana sovrasta la piazza principale della città del Sabato, dove negli anni passati era ospitato il mercato settimanale. Due suoi particolari sono: l'orologio, con lancette metalliche, sormontato da due campane che ogni quarto d'ora scandiscono il tempo; lo stemma di Atripalda sull'entrata. Attualmente ospita al pian terreno un piccolo antiquarium dove sono custodite alcune epigrafi ed edicole di epoca romana.

Basilica Paleocristiana – Vico San Giovanniello: ripercorrendo l’attuale via Manfredi si prosegue verso il centro storico dell’attuale Atripalda, dove, in località Capo la Torre, è stata riportata alla luce la più grande necropoli, che come era in uso presso i Romani, era situata al di fuori del centro abitato e lungo le principali strade extra-urbane; si tratta di una necropoli disposta su più livelli e databile dall’età imperiale al tardo-antico. Tombe dello stesso periodo sono state scavate al di sotto di alcuni edifici e delle strade del centro storico. In concomitanza al progressivo degrado dell’impianto urbano di Abellinum e con il definitivo abbandono non oltre il VII sec d.C., cominciò un processo di trasformazione dell’area fino al formarsi del nuovo centro medievale. Qui è possibile vedere i resti della Basilica Paleocristiana che presenta caratteristiche di altre basiliche cimiteriali risalenti al IV sec.d.C. Altri nuclei di necropoli sono stati rinvenuti a Nord lungo via Ferrovia, ad Ovest in contrada Spagnola ed a Sud lungo “Cupa della Maddalena” in via Cesinali; qui in proprietà Sessa nel 1881, nel corso dei lavori per la realizzazione della strada di collegamento tra Atripalda e la Stazione Ferroviaria, venne alla luce ad una profondità di 5 m. una tomba a camera costruita a corsi regolari di grossi blocchi squadrati di pietra calcarea, coperta da una volta a botte anch’essa in blocchi di pietra squadrati, ha un pavimento lastricato e vi si accede attraverso una porta in pietra decorata da grosse borchie e kliné sul fondo costituita da un sol pezzo di calcare con cuscini e piedi torniti a rilievo, vi si accede con una ripida scalinata formata da 12 scalini. La tomba è stata datata tra la fine del IV sec. e la prima metà del III sec. a.C. Quest’ultima attualmente non è visitabile.

Chiesa di Sant'ippolisto Martire: nella cripta, ossia lo Specus Martyrum, che, nonostante i numerosi rimaneggiamenti, conserva ancora oggi una sua caratteristica suggestione, con le sue volte schiacciate e le colonnine tortili di stile romanico, oltre ai resti di Sant'Ippolisto e degli altri diciannove martiri abellinati della persecuzione dioclezianea (304-312 d.C), sono collocati, in due distinte cappelle, i sepolcri di San Sabino, vescovo di Abellinum (526 e.) e del suo diacono San Romolo. Sul sepolcro di San Sabino, che è costituito da un sarcofago romano riutilizzato, si legge un suggestivo epitaffio che ne ricorda con efficacia le virtù e le opere. Analogo epitaffio è inciso sul sepolcro di San Romolo. Nella cappella del tesoro sono invece collocate in urne e busti le reliquie degli altri martiri; gli affreschi della cappella, dovuti a Michele Ricciardi (1728), versano in grave stato di degrado. La superiore chiesa di Sant'Ippolisto, eretta in collegiata nel 1598 e servita inizialmente da 6 canonici, passati poi a 19, più volte rimaneggiata nel corso della sua storia plurisecolare, conserva sostanzialmente l'aspetto che le fu dato col restauro compiuto nel 1852. Recenti sondaggi hanno però portato alla luce le originarie e massicce colonne romaniche in pietra viva delle navate, ricoperte nell'800 da strati di tufi e da stucchi. Alle spalle dell'altare maggiore si osserva il "Martirio di sant'Ippolisto", del pittore napoletano Niccolò La Volpe (1852). Degna di rilievo è la cappella di San Sabino; in essa è collocato il busto argenteo del santo, che ne contiene il teschio. Il terremoto del 23 novembre '80 ha arrecato gravi danni anche se non irreparabili alle strutture della chiesa di Sant'Ippolisto, con il crollo del vertice del campanile, lo sfondamento della volta dell'abside, le lesioni alle volte delle navate ed il principio di scollamento della facciata.

Palazzo Caracciolo: tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo la famiglia Caracciolo, feudatari e duchi di Atripalda, poi principi di Avellino, volle edificare un grande palazzo che dominasse l’intero borgo. Ha una pianta ad “U” con cortile centrale, un loggiato superiore aperto sul parco e su un importantissimo esemplare di giardino all’italiana, disposto sul lato posteriore dell’intero complesso arricchito con piante rare, fontane e giochi d'acqua. Sul fondo si apre un boschetto di conifere mentre a sud est sono raggiungibili la cavallerizza e l'orto. L'intero complesso del palazzo e dei giardini, saccheggiato durante la rivoluzione partenopea del '99, fu abbandonato e subì alcuni rimaneggiamenti ed il crollo delle ali. Acquistato più tardi dalla famiglia Alvino, che ne assicurò una dignitosa manutenzione, tornò in pessime condizioni dopo il sisma del 1980. Nel 2013 il Palazzo e i giardini sono stati donati dalla famiglia Alvino al Comune di Atripalda grazie all’opera di persuasione dell’allora Assessore alla Cultura Lello Barbarisi, il quale si è adoperato anche per la ricerca dei fondi necessari per la messa in sicurezza delle strutture. In estate saltuariamente i giardini sono aperti al pubblico. E’ in attesa di finanziamento il progetto di restauro e consolidamento. Il 30 aprile del 1912 è stato dichiarato monumento nazionale.

Altre informazioni utili: 

Programma

- Ore 9.45 : Raduno dei partecipanti (mezzi propri) ad Atripalda (AV). Disponibile un parcheggio gratuito davanti alla Cassa Edile di Contrada San Lorenzo n. 1 Atripalda (Av) oppure un parcheggio a pagamento di fronte alle Cantine di Mastroberardino in Via Manfredi ai piedi dell’ingresso al Parco di Abellinum. Registrazione  dei partecipanti al Parco archeologico di Abellinum.

- Ore 10.00 : Saluti del Sindaco di Atripalda, ing. Giuseppe Spagnuolo.

Visita guidata a cura del Dott. Lello Barbarisi - Presidente di “VELECHA”, associazione culturale e di promozione sociale - e dell’archeologa Dott.ssa Pierina De Simone.

* Visita al Parco Archeologico: le mura, la domus, le terme, il decumano.

* Segue visita al deposito / museo del Parco.

* Continua il percorso con la visita all’Antiquarium nel palazzo della Dogana dei Grani.

* Passeggiando per il centro storico arriviamo alla Basilica Paleocristiana di vico San Giovanniello.

* Ammireremo lo Specus Martirum nella Chiesa di Sant’Ippolisto Martire.

- Ore 13.30 : Pranzo presso la trattoria tipica "A Lanterna" - via Rapolla - Atripalda - prenotazione a cura dei singoli partecipanti - telefonare al numero 0825.610162 oppure 349.8314919 - al costo di 20,00 a persona - con il seguente menù: Antipasto (n. 8 portate di piatti tipici locali), Primo (a scelta fra quelli disponibili), Dessert (Dolce), acqua minerale, vino e caffè. È possibile scegliere il secondo, ma non rientra nel costo del menù concordato. La prenotazione presso il ristorante e la scelta del pranzo con il relativo menù è a cura dei singoli partecipanti.

- ore 15.30 : Visita al Palazzo Caracciolo.

Quota di partecipazione : la visita guidata prevede un contributo di 2 euro a partecipante

Prenotazioni : esclusivamente a mezzo email : filomena_cataldo@virgilio.it

Le prenotazioni sono aperte.

Trasporti : mezzi propri

Volontario Touring accompagnatore e telefono attivo il giorno della visita : Socio attivo Filomena Cataldo 349.3707392

Guide : Dott. Lello Barbarisi – Dott.ssa Pierina De Simone

Partecipanti : max 40 persone

La quota comprende . La visita guidata come descritta,  l’assistenza del console, le assicurazioni per la responsabilità civile.

Modalità di pagamento e condizioni di partecipazione : Pagamento il giorno della visita.

Il Volontario Touring Accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario.

La manifestazione si effettua anche in caso di pioggia.

Il Club di Territorio Paesi d’Irpinia del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.

Manifestazione organizzata per i soci e gli amici del Tci e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.

Sono ammessi  i non soci perché possano constatare la qualità e l'interesse delle nostre manifestazioni e, quindi, associarsi.