Tralasciata a torto da molti circuiti turistici, la zona di deserto conosciuta come ad-Disah è stata a lungo studiata dagli archeologi. Tra le attrattive principali della regione c'è il sito di gebel Amud, dove l'équipe di ricercatori ha scoperto, all'interno di una grotta, una grossa lastra di pietra ricoperta di solchi circolari di varia profondità e di 3-4 cm di diametro, uniti tra loro da una serie di canali. Si tratta di una mappa topografica risalente all'età del Rame (3500-3000 a.C.), legata probabilmente alla riscossione delle tasse: i canali rappresentano gli uadi, i solchi gli insediamenti, piccoli villaggi che pagavano tributi per la protezione dalle tribù nomadi. Numerose, nella zona, le tracce di pitture e incisioni rupestri (ne sono state contate circa 8000). Ad-Disah è anche conosciuta per la sua oasi, nella quale si coltivano cereali, patate e frutta.