Arte e cibo: il binomio che ha regalato l’immortalità ad Arcimboldo è protagonista anche di questo ristorante, che al piano interrato, sotto una volta a botte, ospita spesso delle esposizioni, curate dalla giovanissima Federica Fava. La seconda anima del locale è lo chef Daniele Meli, classe 1988, passato per le cucine dell’Albereta e delle Calandre. Tornato a casa, propone due linee. Una schiettamente bolognese, con i classici e ripescaggi dall'Artusi, come gli stecchi fritti alla Petroniana; l’altra più contemporanea e personale, come il risotto Acquerello con lumache, cremoso di castagne, foie gras e semi di girasole. A breve distanza c'è anche uno spazio dove acquistare pasta fresca di propria produzione, dolci fatti in casa e altri prodotti tipici