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Trani

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Trani (BT)
Questo importante centro è celebre per la Cattedrale, forse il gioiello più acclamato del romanico pugliese e per un centro storico piuttosto affascinante, in cui spiccano, caso raro in Puglia, anche testimonianze dell'antica comunità ebraica. Incerte sono le origini della città, che acquistò sicuramente importanza dopo la distruzione di Canosa di Puglia: la presenza di un'insenatura naturale favorì nell'XI secolo la nascita di un primo insediamento sulla penisola che chiude il porto a nord, cinta da mura in cui si aprivano quattro porte. Nel XII secolo l'abitato si arricchì di numerosi edifici per il culto, tra cui la basilica paleocristiana di S. Maria inglobata poi dalla Cattedrale; nel successivo, con l'avvento di Federico II, fu dotato di una nuova cinta difensiva - che resterà invariata sino all'800 - del poderoso castello di fronte alla Cattedrale, che proprio allora fu eretta nelle forme attuali e, per opera della comunità giudaica qui insediata già dal secolo precedente, della sinagoga. Dopo la crisi economica del '300 sotto il dominio angioino, la città conobbe una significativa ripresa sotto aragonesi e veneziani: al rifiorire dei commerci corrispose un nuovo impulso nelle attività edilizie, con la costruzione di prestigiosi palazzi (Caccetta, Palagano, VIschi) e di chiese. Nel XVI secolo, dopo un periodo di pestilenze e di carestia che ne comportarono il declino, Trani divenne sede della Sacra Regia Udienza e quindi centro amministrativo - oltre che commerciale - di primaria importanza nella Terra di Bari: di questo periodo sono le ulteriori opere di difesa del porto (fortino) e la costruzione di altri prestigiosi edifici civili e religiosi. Nei due secoli successivi le fortune continuarono, come testimoniano le diverse opere (palazzi Lanza, Palumbo, Beltrani, il Seminario, l'ospedale di S. Lorenzo, le nuove banchine del porto, l'acquedotto urbano) realizzate entro la cerchia muraria. Nell'800, con l'abbattimento delle mura, Trani si espanse ulteriormente, puntando a un nuovo assetto urbano di cui sono tuttora distinguibili le emergenze morfologiche: la città antica, quella moderna di fattura otto-novecentesca e quella tumultuosamente cresciuta nell'ultimo cinquantennio, che tuttavia non ha contribuito a dare lustro e significatività a un centro così rappresentativo della cultura della regione.

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