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Laterza

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Laterza (TA)
L'abitato, di antichissime origini - nel sottosuolo sono stati trovati materiali risalenti a 2000 anni prima di Cristo - e per cultura e tradizioni più vicino alla Lucania che alla Puglia (nel medioevo apparteneva infatti al territorio materano), si dispone sull'orlo occidentale della gravina omonima, aspra e assolata, uno tra i più significativi esempi di valle d'erosione con i suoi 12 km di lunghezza, i 400 m di larghezza e la profondità di 200. Il decorso meandriforme e tormentato, che crea scorci suggestivi, è in parte ammantato da una vegetazione caratterizzata da specie orientali, a ricordo di un passato lontano che ha visto la presenza di monaci basiliani nelle numerose caverne. Oasi di protezione dal 1984 (oggi gestita dalla Lipu), abbonda anche di macchia mediterranea, e fino a pochi anni orsono vi nidificava l'aquila marina.
Rinomate sono le produzioni di pane e carne, insieme alla ceramica. Nel paese, il Palazzo Marchesale a pianta trapezoidale è struttura trecentesca (a tale secolo datano le sculture sul portale ogivale) che fu trasformato in palazzo gentilizio nel '500; è ancora riconoscibile il fossato che nel medioevo lo isolava. Una ripida strada sulla sinistra conduce alla quattrocentesca chiesa di S. Lorenzo, la cui facciata è aperta da un monumentale rosone. Scendendo alla gravina si visitano la Cantina spagnola, ipogeo affrescato con scene profane, e la cosiddetta Fontana medievale (1544). Sul fondo è il settecentesco santuario della Mater Domini, protettrice della città, la cui cripta, ricavata in una grotta, conserva affreschi del XII secolo. Numerose le cripte che costellano le pareti della gravina, alcune con affreschi residui.

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