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Taranto

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Taranto (TA)
Seconda città della Puglia per numero di abitanti, Taranto sorge sul mar Ionio nel punto più interno del golfo al quale conferisce il nome. Bagnata dai due specchi marini del Mar Grande e del Mar Piccolo, che forma due caratteristici seni interni, la compongono due parti ben distinte: la città vecchia - l'antica acropoli greca - che si sviluppa su un'isola creata artificialmente dagli aragonesi tagliando l'istmo che la univa alla terraferma per difenderla meglio dalle incursioni turche e per collegare le acque del Mar Piccolo e del Mar Grande; la città nuova (o Borgo), espansione di impianto ortogonale che ha preso il posto dell'area dove si disponevano la polis e le necropoli della colonia greca.
2500 anni fa era una progredita città-stato greca, la più potente polis d'oltremare. A fondarla, nel 706 a.C., fu una colonia spartana guidata da Falanto, ma il toponimo Taras, che la leggenda spiega in vari modi, sembrerebbe in realtà un'eredità dei messapi, popolo illirico che qui abitava prima dell'arrivo dei coloni (il sito era già frequentato in età protostorica). Lo sbarco dei greci cambiò radicalmente usi e costumi del luogo, introducendo uno stile di vita assai progredito.
Roma era però alle porte. Fino al 281 a.C. l'Urbe rispettò la potenza tarantina impegnandosi a non superare con la flotta il promontorio Lacinio (oggi capo Colonna, presso Crotone). Ma nel 282 a.C. le navi romane violarono il patto: fu guerra, e a nulla servì il soccorso di Pirro, re dell'Epiro, e dei suoi elefanti.
Schiacciata nel 272 a.C., tentò di risollevare il capo alleandosi con Annibale nel 212 a.C., ma fu definitivamente vinta da Quinto Fabio Massimo (209 a.C.). Da allora il declino fu inevitabile, e l'abitato divenne un rifugio dorato di poeti (vi trovarono ispirazione Orazio, Virgilio, Properzio e Tibullo) e di potenti. Questo periodo di sonnolenta tranquillità ebbe bruscamente termine con le invasioni dei goti, dei longobardi e dei saraceni, che si accanirono con ferocia: nel 927 l'intera città, ormai ridottasi alla sola isola, viene rasa al suolo. Nel 967 fu 'rifondata' dall'imperatore bizantino Niceforo II Foca. Nonostante gli imperatori d'Oriente ne facessero una piazzaforte militare contro i normanni, non riuscì a resistere alla conquista di Goffredo d'Altavilla nel 1063.
Si apriva la stagione del Principato di Taranto, che pur sotto le diverse dominazioni (lunga fu la stagione degli Orsini-Del Balzo) mantenne sempre un certo grado di autonomia fino all'avvento degli aragonesi (1463), che la fortificarono. Nel 1502 Taranto diventava spagnola e lo sarebbe rimasta fino all'annessione al regno d'Italia, fatte salve le parentesi austriaca (1707-34) e francese (1806-15). Solo a dopo l'Unità d'Italia data la rinascita, grazie alla rinnovata importanza della base navale, confermata dall'apertura dell'Arsenale.
Iniziò allora il tumultuoso sviluppo della città nuova, secondo un canonico reticolo ortogonale, là dove si stendeva la polis laconica, mentre al secondo dopoguerra si devono la nascita del polo industriale (acciaierie) e l'esplosione edilizia, che ha cementificato gran parte delle antiche testimonianze.

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