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Gravina in Puglia

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Gravina in Puglia (BA)
Città d'arte è definizione che le si addice, perché esalta la tipicità di una cittadina costruita nella roccia e contraddistinta da un grande burrone che ha lasciato traccia di sé nello stesso nome. Lì si abitò, soprattutto nel medioevo a seguito delle invasioni barbariche, che posero fine a un abitato (Silvium) fondato nel VII secolo a.C. dai peuceti e coinvolto dapprima nelle lotte contro l'espansionismo di Taranto, poi contro Roma. La scelta di far passare da qui la Via Appia rappresentò la fortuna di Silvium, che dopo la guerra sociale ebbe la cittadinanza romana;fortuna che prese a incrinarsi con l'apertura della Via Traiana, e che venne seriamente danneggiata dalle incursioni barbariche del V secolo. Fu allora che gli abitanti si rifugiarono nelle grotte della gravina, ritornando sul soprastante pianoro solo alla fine del IX secolo, quando i bizantini scelsero il sito come piazzaforte contro arabi e longobardi.
Assediata e devastata dai saraceni, Gravina ebbe con i normanni la Cattedrale, e con Federico II un castello di caccia (ruderi consistenti se ne scorgono su una collina subito a nord). Fu poi una continua successione di famiglie feudatarie, tra cui spiccano, per longevità di potere, gli Orsini (vi nacque Pietro Francesco Orsini, salito al soglio pontificio col nome di Benedetto XIII nel 1724).
Oltre all'imperdibile Cattedrale, alla Chiesa del Purgatorio e a San Michele, un altro interessante luogo sacro si trova su via S. Sofia, dove prospetta la chiesa di S. Sofia, al cui interno è il sepolcro di Angela Castriota Skanderbeg, capolavoro di scultura rinascimentale. Poco distante, sull'omonimo largo, è la chiesa di S. Francesco, di forme rinascimentali (l'Adorazione dei Magi sulla parete sinistra è del '500). Prendendo corso A. Moro si può raggiungere, vicino alla stazione ferroviaria, la chiesa della Madonna delle Grazie, dalla singolarissima facciata modellata a stemma del vescovo Vincenzo Giustiniani da Chio e raffigurante un'aquila ad ali spiegate su tre torri.

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