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presentazione del libro "L'Adige, Verona e i suoi ponti" di Mario Patuzzo

Piero Mai
Martedì, 26 Gennaio, 2016

Una città costruita intorno al suo fiume che ne ha determinato le origini, condizionato la Storia di cui è stato il millenario testimone. È l'Adige, compagno indissolubile di Verona così come di tutto il territorio che attraversa. A narrarne le vicende, quasi come un romanzo, è l’ultimo libro di Mario Patuzzo, appassionato cultore di storia veronese e autore di altri testi di storia locale, L'Adige Verona e i suoi ponti, (Gianni Bussinelli editore. 260 pagine e 300 foto di cui molte inedite, costo 16 euro). Il libro è stato presentato di recente in un incontro in Sala Farinati della Biblioteca Civica. L'Adige, ì suoi ponti e l'uso delle sue acque sono la chiave per una lettura privilegiata della storia della città, poiché mettono in evidenza le interdipendenze di carattere economico, politico, giuridico che hanno condizionato la sua struttura sociale e produttiva. Verona era una città d'acqua, la cui economia era fortemente legata al trasporto di merci lungo questa via naturale di collegamento tra le Alpi e il mare Adriatico. Anche i ponti sull'Adige raccontano la storia di Verona, con evidenze strutturali, estetiche e simboliche. Strategici, monumentali, di transito, i 15 ponti di Verona sono opere che, come spiega l'autore, «testimoniano la perizia e l'operosità dei loro costruttori dall'epoca più antica a quella più recente». Il libro appare come un racconto di viaggio, quello dell'Adige, che inizia a Passo Resia, s'inoltra per la Val Venosta, si «sposa» con l’Isarco a Bolzano e scende per il Trentino fino a Verona da cuì scende verso il Polesine, parallelo al maestoso Po che sbocca più a sud nell'Adriatico. In questo viaggio s'intrecciano tante storie, come quelle dei forti austriaci, e poi italiani, a presidio di questa via d'acqua, le vicende dei paesi minori bagnate dalla sua corrente, come Pescantina, le opere idrauliche come la diga del Chievo, e quelle ambientali, come il parco dell'Adige. La navigazione occupa un capitolo significativo nel libro che ricorda come già dal 1192 vennero stabiliti dei trattati tra Verona e Venezia per regolamentare i commerci sul fiume, affidata in gran parte all'Arte dei Radaroli, gli zatterieri, e all'Arte dei Nauterìi, i nocchieri. Mario Patuzzo non parla, però, solo di Verona ma inquadra l'attività commerciale e la vita della città in un contesto storico più ampio. Particolareggiate anche le descrizioni delle navi fluviali e dei diversi tipi di imbarcazione utilizzati nel corso dei secoli. Lo fa anche illustrando porti, attracchi, inondazioni, trasformazioni della città, come la costruzione dei muragloni dopo la rovinosa piena del 1882, che, necessari per salvare i quartieri dalle disastrose esondazìoni, le toglierà però il ruolo di città d'acqua, cancellando le immagini dei barcaioli, dei mulini, delle lavandaie e di tutte le attività che si svolgevano sul fiume. 

 

venerdì 12 febbraio 2016 alle ore 17,30

presso la sede del Tci-club di territorio di Verona

vicolo Broglio 2 (San Zeno) - Verona