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DA PORTA PALIO A PORTA NUOVA - BASTIONE SANTO SPIRITO E RIFORMATI

Piero Mai
Giovedì, 24 Marzo, 2016

VISITA GUIDATA DEL 23 APRILE 2016 - ORE 10.00

 

Tra le due porte di Michele Sanmicheli, capolavori assoluti dell’architettura del ‘500, si incontreranno due dei bastioni di Franz von Scholl. Quello di Santo Spirito e imbruttito dai alcuni resti dello zoo ma reso interessante dalle tracce delle fortificazioni piu antiche e dal cavaliere sanmicheliano. I bunker della seconda guerra mondiale ci introdurranno al tema dell’uso delle mura come difesa antiaerea. Dislivello: Sono presenti salite e discese ai lati delle brecce, ma la maggior parte del tratto è pianeggiante. Il fondo del percorso è soprattutto erboso. Lunghezza:1,2 km  
BASTIONE DEI RIFORMATI Prende il nome dalla chiesa, oggi scomparsa, di S. Antonio dei Riformati. Nel ‘500 si cominciò a denominare i nuovi baluardi con i nomi dei Provveditori veneti, poi si passò ad indicarli con quelli di chiese e conventi vicini. Nel 1926 venne realizzato un parco pubblico dedicato alla Regina Margherita, madre del re Vittorio Emanuele III morta in quell’anno, e questo fu per molti anni il nuovo nome del bastione. Nel 1966 fu collocato qui il 
                            
monumento, opera dello scultore veronese Mario Salazzari, che ricorda l’eccidio compiuto a Cefalonia nel settembre 1943 dall’esercito tedesco, con quasi 10.000 militari italiani fucilati. Le mine francesi e il terrapieno ottocentesco non hanno cancellato del tutto le tracce della fortificazione del ‘500.  
Si tratta però di resti sotterranei. Dalla poterna sinistra, trasformata in bunker durante l’ultimo conflitto mondiale, si può scendere nella sottostante galleria di contromina; il collegamento tra i due tunnel, in origine non comunicanti, venne realizzato forando la volta della galleria cinquecentesca. A sinistra un lungo tratto prosegue fino a Porta Nuova e oltre; a destra si sale, con una rampa parzialmente interrata, fino ad una poterna di accesso alla piazza bassa del bastione sanmicheliano.  Analogamente il tratto di galleria che proviene dal Cavaliere S. Spirito raggiunge la poterna della piazza bassa del fianco destro del bastione.  
BASTIONE DI SANTO SPIRITO Una breve scalinata ed un cancello immettono nell’area del bastione di Santo Spirito. È uno dei sei progettati da Franz von Scholl che qui sostituì una rondella veneta distrutta dalle mine francesi del 180102. Presenta le medesime caratteristiche degli altri: forma pentagonale, terrapieno a scarpa fino al fosso, muro distaccato alla Carnot con caponiera al vertice, due poterne e orecchioni con sortite. Conserva alcuni particolari delle fortificazioni più antiche: arrivati all’imbocco superiore della poterna destra si riconosce un tratto di muro scaligero, in ciottoli di fiume; da questo sporge verso l’esterno, sopra una gabbia dello zoo che ha inglobato la polveriera austriaca, un breve tratto di muro cinquecentesco con paramento in mattoni e toro di pietra, resto della rondella veneziana. La presenza di manufatti di epoca diversa, anche allo stato frammentario in cui si trovano, racconta la storia.   La poterna sinistra è stata trasformata in bunker antiaereo, con spessi muri di calcestruzzo sopra gli accessi e rafforzamento del terrapieno superiore; all’interno la pavimentazione in pendenza è stata sostituita con gradoni. L’ingresso superiore del rifugio, verso la circonvallazione, è ora coperto da un edificio. L’utilizzo come zoo tra gli anni ‘60 e ‘90 del secolo scorso ha prodotto ulteriori e pesanti modifiche. Il bastione S. Spirito occupa il luogo dove era collocata, nella cinta di Cangrande, la porta del Calzaro.   
Il nome è quello del “magister murarius” che sovrintese 
   
all’edificazione di muri e fossati scaligeri, come ricorda la lapide collocata un tempo alla base della torre adiacente alla porta e ora conservata al Museo di Castelvecchio.   
Qui confluivano dal contado le principali strade e da qui partivano verso le porte della cinta comunale le
tre vie ancora esistenti: Scalzi, Marconi e Valverde.