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Nelle case dei Grandi. La villa di Francesco Domenico Guerrazzi a Cecina

Gianluca Chelucci
Domenica, 21 Agosto, 2016

Prosegue il calendario di visite alla scoperta delle residenze di personaggi illustri appartenenti alla rete di case museo dell’Associazione Nazionale Case della Memoria.
Sabato 27 agosto (ore 17) sarà la volta della villa “La Cinquantina” di Francesco Domenico Guerrazzi a Cecina (Livorno). Alla visita parteciperanno il presidente e il vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria, Adriano Rigoli e Marco Capaccioli, insieme all'arch. Antonio Santalena, console del Touring Club Italiano a Livorno.

 

Per l’occasione, il Comune di Cecina propone la visita guidata Una sera a Villa Guerrazzi”. Un percorso che partirà dalla figura di Francesco Domenico Guerrazzi, uomo politico e letterato di fine Ottocento, a cura del dott. Gabriele Paolini. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la scuola comunale di Teatro Artimbanco e quella di musica Sarabanda.
L'ingresso è gratuito (locandina / evento).
Informazioni: Biblioteca Comunale “E. Levi” tel. 0586-680145; Cooperativa Il Cosmo, tel. 0586-769255. 

 

Francesco Domenico Guerrazzi (Livorno 1804–Cecina 1873), scrittore, intellettuale e animatore del movimento risorgimentale, decise di passare gli ultimi anni della sua vita alla Fattoria della Cinquantina. Acquistata nel 1868 per la somma di 269.000 lire, la tenuta aveva un’estensione di 208 ettari ed era composta da 16 poderi: non stupisce quindi che ospiti oggi, oltre al Museo Archeologico Comunale, il Museo della Vita e del Lavoro della Maremma Settentrionale, la Scuola Comunale di Musica, la Scuola Comunale di Teatro, una sala convegni polivalente, una struttura adibita alla ristorazione. Dal 25 gennaio 2009 inoltre, il Parco di Villa Guerrazzi è arricchito dall’opera d’arte di Adalberto Mecarelli, “Memoria della luce”. 
È fra queste mura che Guerrazzi decise di ritirarsi quando si allontanò definitivamente dalla politica. Guerrazzi fu autore di romanzi celebri come “La battaglia di Benevento” (1827) e “L’assedio di Firenze” (1863), di opere quali “L’asino” (1858) e “Beatrice Cenci” (1854) oltre a “Stanze alla memoria di Lord Byron” (1825). La politica entrò definitivamente nella sua vita nel 1831 quando aderì alla “Giovine Italia” di Giuseppe Mazzini. Divenne prima Ministro dell’Interno del Granducato, poi membro del Triumvirato nel governo provvisorio di Toscana e infine Dittatore in Toscana. Un’esperienza che si rivelò breve perché con il ritorno del Granduca, nel 1849, fu condannato all’esilio in Corsica, dove rimase fino al 1856 quando fuggì e, dopo una sosta nell’isola di Capraia, raggiunse Genova, restando qui, col permesso del Cavour, fino al 1862. Si stabilì quindi a “La Cinquantina”, poi ridenominata Villa Guerrazzi.

 

Nelle case dei Grandi: 
L’iniziativa "Nelle case dei Grandi", realizzata in collaborazione con i Consoli del Touring Club Italiano della Toscana e dell'Emilia-Romagna e con la rivista «Storia e storie di Toscana», vede protagoniste 8 delle 53 case museo socie dell’Associazione Nazionale Case della Memoria. Questo il calendario delle prossime visite: 29 ottobre: Casa Leonetto Tintori a Prato; 26 novembre: Casa Studio Piero Bargellini a Firenze; 17 dicembre: Casa Museo Enrico Caruso (Villa Bellosguardo) a Lastra a Signa.


Per saperne di più:
 
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