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Visita al palazzo delle Poste di Palermo

Fabio Rocca
Lunedì, 1 Maggio, 2017

Sabato 29 Aprile il TCI di Palermo ha organizzato la visita agli uffici del Palazzo delle Poste, imponente edificio costruito durante il ventennio fascista ed inaugurato nel 1934. L'esterno, austero e maestoso, è dotato di 10 imponenti colonne, di una ampia scalinata in porfido ed è rivestita in marmo grigio di Billiemi. Gli interni in puro stile razionalista, in voga nel periodo fascista, ma con molta concessione al Deco, sono realizzati con materiali pregiati e arredati con... mobili della prestigiosa manifattura Ducrot. L'architetto Angiolo Mazzoni che ne è stato il progettista, ha realizzato spazi dalle forme svariate, esaltando i contrasti grazie all'uso di materiali dai colori forti, quali il marmo nero del Belgio o il rosso fiorito. Esempio ne sia la splendida scala elicoidale che si snoda all'interno di un cilindro di cemento. L'eccessiva altezza dei corridoi viene smorzata da lampadari verticali che pendono da strutture in rame. Guidati da solerti ed entusiasti alunni del Liceo Cannizzaro di Palermo, i visitatori, divisi in gruppi di quindici persone, come da disposizioni date dalla Direzione, hanno potuto visitare la Sala del Consiglio, interamente rivestita in marmo rosso di Trapani, con, alle pareti, cinque grandi tele di Benedetta Cappa Marinetti, pittrice futurista moglie di Filippo Tommaso Marinetti. Le tele sono ispirate ai moderni mezzi di comunicazione dell'epoca. Del pittore Tato altri due quadri di ispirazione fascista. Al centro della sala, un grande tavolo rettangolare in marmo sovrastato da un lampadario in cristallo e marmo. Il lungo tavolo ha uno degli estremi arrotondato mentre l'altro dritto (particolare forse unico al mondo). Questa forma particolare consente, a chi è seduto nella parte retta, di mettere in maggior risalto la propria immagine ed, evidentemente, il proprio ruolo. Molto belle le porte e gli arredi in legno pregiato e rame. La visita si è conclusa nella sala di attesa, anch'essa arredata con mobili Ducrot. Purtroppo non è stato possibile ammirare il più prezioso degli ambienti, la stanza del Direttore, perchè quest'ultima non ha ritenuto opportuno consentirne l'ingresso ai soci del TCI, nonostante si trattasse di un giono feriale.
Appena fuori dal Palazzo, un enorme statuta detta "il catafalco", ricorda i caduti delle Regie Poste durante la prima guerra mondiale. (Perlini Petyx Vera).