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Villa Malfitano, scrigno prezioso

Guido Fiorito
Sabato, 28 Ottobre, 2017

Un tuffo nella Belle  Èpoque palermitana, declinata all'inglese. Un gruppo di soci e volontari del Club di territorio di Palermo del Tci ha visitato Villa Malfitano, la magnifica residenza di Pip Whitaker, che si è conservata intatta fino ad oggi. Insieme al console  Fabio Rocca, era presente Angela Rosso della Direzione strategie territoriali del Tci. L'architetto Corrado Mirmina della Fondazione Whitaker ha illustrato una per una tutte le stanze, con i suoi magnifici arredi e oggetti d'arte, con note sui personaggi della famiglia Whitaker: non solo Giuseppe, ornitologo e archeologo, ma anche la moglie Tina Scalia, le figlie Delia e Norina. Sono state apprezzate le sue digressioni e paragoni sulla incapacità dei siciliani di contare nella storia a causa delle divisioni interne, nonostante le ricchezze della terra, mentre imprenditori britannici come Ingham e il nipote Whitaker accumulavamo con i prodotti isolani immense fortune.   

Dai cinque magnifici arazzi fiamminghi del Cinquecento agli elefanti provenienti dal palazzo imperiale di Pechino ogni oggetto di questa dimora affascina e colpisce per la sua bellezza. La stanza verde al centro della villa, con i raffinati trompe l'oeil   di Ettore De Maria Bergler e il pianoforte di Tina, che aveva rinunciato a una carriera di cantante lirica per il marito, trasporta lontano nel tempo, quando i re, da Giorgio V ai Savoia, erano di casa. E pare ancora vedere le dame riccamente vestite prendere il the nel boudoir loro dedicato, sotto i preziosi oggetti di argento e coralli trapanesi. E gli uomini fumare il sigaro e giocare a snooker sul gigantesco tavolo da biliardo. Alla fine  tutti fuori nel magnifico parco a volersi perdere.