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Montemaggiore Belsito

Fabio Rocca
Giovedì, 30 Novembre, 2017

GITA A MONTEMAGGIORE BELSITO

Club di Territorio di Palermo

Domenica 26 novembre 2017

(Serena Gentile)

Inizia alle nove del mattino la nostra escursione a Montemaggiore Belsito, ridente paesino di duemilacinquecento anime, a circa 70 chilometri da Palermo, situato nella regione occidentale delle Madonie. Si parte, dunque, alla volta della nostra destinazione che incuriosisce un pò tutti, ignari di quali nuovi tesori andremo a conoscere, ma fiduciosi nelle capacità del nostro Console che non ha mai deluso le nostre aspettative. Saliamo sul pullman e via..... dopo circa un'ora e mezzo, tra autostrada e tornanti del mitico circuito della targa Florio, arriviamo a destinazione.

Ci accolgono il sindaco, Ingegnere Domenico Porretto ed il Professore Leonardo Runfola, storico docente di disegno e storia dell'arte, nativo del luogo.

Visitiamo per prima la Chiesa del S.S. Crocifisso, costruita nella seconda metà del 1600. Ci fa da cicerone il Professore Runfola che ci illustra i magnifici affreschi settecenteschi del pittore Filippo Randazzo e l'antico crocifisso ligneo che viene portato in processione ogni anno per le vie del paese su una "Vara". La seconda tappa del nostro percorso è il Museo Civico Etnoantropologico intestato a Giovanna Bellomo, defunta moglie del Prof. Runfola che, con un impegno fuori del comune, ha realizzato una minuziosa raccolta di oggetti antichi, tradizionali e storici, legati alla econimia agricola e artigianale del paese. Al piano terra sono esposti la ruota di un carretto siciliano, riprodotta anche sul logo del Museo, una lavapanni manuale degli anno '50, una strizzatrice "macchina strinci ruobbi", "fierri pulizzia scarpi", una "bricichiedda".

Al piano superiore vari attrezzi di una civiltà agro-pastorale che ha costituito il tessuto connettivo del paese, "l'aratru, il tino, e "u quararu" dove "u picuraru" produceva tuma e ricotta, le nasse per le cattura delle anguille, "u pagghiaru", abitazione contadina costruita in paglia e utilizzata nei periodi della produzione agricola. Proseguendo il percorso si trovano "i panari", le ceste di vimini utilizzati per la raccolta, "u iocu" con l'esposizione di macchinine di varie dimensioni, "u pastaru" che espone, tra l'altro, una macina in npietra antica per la riduzione a mano dei grano di frumento in farina e crusca. Vi sono "u scarparu", "u telaru", " u firraru", "u fallignami", i "giarri e quartari". Arriviamo, infine, alla tipica abitazione contadina fedelmente riprodotta, "a casa", costituita da un'unica camera, adibita a tutte le funzioni, con gli spazi dove poter cucinare, mangiare, dormire, lavarsi, pregare, svagarsi.Ogni oggetto, grande o piccolo, evoca antiche tradizioni e da tutto traspare l'infinito amore che il Professore nutre per sua moglie scomparsa prematuramente.

Ritorniamo all'aperto e la tappa successiva è la più tradizionale delle gite fuori porta...."a pistiata", ossia la mangiata......

Siamo invitati al frantoio "Madonna del Carmine", di proprietà del Dott. Muscarella, il quale, dopo una eccellente degustazione del suo olio servito su un pane cotto al forno a legna, accompagnato da ricotta fresca, da un ottimo "sfincione" e da un profumato vino rosso, ci illustra dal vivo, il processo di produzione dell'olio extravergine di oliva.

Al termine di questo piacevole convivio rurale, riprendiamo il pullman per raggiungere l'ultima meta della nostra giornata. La Piazza della Basilica con la Chiesa Madre, intitolata a sant'Agata, patrona del paese che ci viene presentata dal Parroco, giovane prelato colto ed esperto d'arte, che ci mostra, all'interno della Basilica, alcune pregevoli tele settecentesche e l'immagine in marmo della Madonna dell'Udienza di scuola gaginesca. Il Parroco ci racconta come la Basilica sia stata ristrutturata recentemente. nel 1979, sostituendo molto di ciò che era antico con opere contemporanee, di minor pregio rispetto alle precedenti, alcune delle quali sono conservate in un attiguo museo e nell'adiacente Oratorio. Siamo, dunque, impazienti di andarle ad ammirare e, di fatto, ci troviamo di fronte ad alcune perle dell'arte sacra del XVII e del XVIII secolo, tra le quali una scultura lignea del Bambinello Gesù, il frontale dell'antico organo ed altro.

Al termine della visita, approfittando dell'azzurrina luce del crepuscolo, torniamo al pullman. Ci accompagnano Il Sindaco Porretto ed il Prof. Runfola che sono stati, insieme con il Dottor Muscarella, degli ospiti accoglienti e generosi, ai quali va tutta la nostra riconoscenza.