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Itinerario normanno nella città metropolitana di Messina: - 1 Chiesa di S.Maria di Mili San Pietro - 2 Chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Itala - 3 Chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Casalvecchio Siculo

Leone Saija
Sabato, 7 Gennaio, 2017

Si propone uno degli itinerari più interessanti per la conoscenza di tre monumenti, poco conosciuti e visitati, che sono costituiti dalle chiese normanne siti in territorio dei comuni di Messina, Itala e Casalvecchio Siculo.

La prima tappa dell’ itinerario proposto, con partenza dal Centro di Messina  è la frazione collinare di   Mili San Pietro sita nella  zona Sud del territorio cittadino, a 199 m. sul livello del mare, all’interno della vallata del torrente Mili, coltivata prevalentemente ad agrumeti, oliveti e vigneti e rigogliosa di vegetazione mediterranea. Ivi sorge l’importante chiesa normanna di S. Maria, risalente al 1092. Le origini del casale (o villaggio) si fanno risalire all’epoca bizantina (intorno al VII - VIII secolo), quando venne fondata nella parte alta della vallata del Mili l’Abbazia basiliana di S. Maria e, nelle vicinanze, sorse l’originario nucleo abitato ad opera di contadini che lavoravano le terre dell’esteso territorio di pertinenza dell’Abbazia. In età normanna, il Conte Ruggero ricostruì la chiesa con l’annesso convento, decaduti sotto la dominazione araba, dotandolo nel 1092 di ampi possedimenti e facendovi seppellire Giordano, suo figlio illegittimo. La chiesa si sviluppa su una pianta ad unica navata con presbiterio tripartito, ben sottolineato da tre archi a sesto acuto. La campata centrale, conclusa da un’abside semicircolare, è coperta da una cupola a calotta che poggia sul tamburo ottagonale tramite trombe angolari a tronco di cono. Due nicchie scavate nello spessore murario e coperte da una cupoletta, chiudono le modeste campate laterali. L’aula, il cui corpo è stato sensibilmente prolungato nel corso del XVI secolo con la conseguenza dell’abbattimento della facciata originaria, è coperta da un tetto ligneo. I paramenti murari esterni, sia laterali che absidali, alternano mattoni laterizi alla pietra calcarea. La zona superiore del lato meridionale presenta un’ordinata successione di vani dotati di ghiere a rincasso alternativamente ciechi e luciferi. Come si può leggere dalla documentazione fotografica, il monumento è in stato di abbandono.

Lasciato Mili San Pietro verso la SS114 si prosegue in direzione Sud e si imbocca sulla destra la strada provinciale per Itala. Superato il centro abitato si sale lungo una stradina verso monte fino allo slargo dove è sita la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo.

Detta chiesa risalente all’ anno 1093 (risulta per certo da un atto di donazione del 1093 a Gerasimo, primo abate della chiesa, che a tale data la costruzione non era stata ancora ultimata) ha un tradizionale impianto basilicale a tre navate suddivise in quattro campate da arcate ogivali con capitelli a forma di campana scolpiti con disegno stilizzato di vegetali secondo uno stile caratteristico delle decorazioni fatimite. Di evidente richiamo paleocristiano è invece la copertura della navata centrale a doppio spiovente con capriate lignee che diviene unico nelle navate laterali Analogamente, il presbiterio, che risulta rialzato rispetto al piano dell’aula, presenta tre absidi semicircolari visibili anche all’esterno. In corrispondenza della campata centrale si trova una struttura turrita, abbondantemente rimaneggiata e coronata da una cupola emisferica poggiata su tamburo a nicchie angolari cilindriche sui cui lati quattro finestrelle danno luce al presbiterio. Esternamente l’edificio si caratterizza per la complessità del disegno determinato dall’intreccio di pietra calcarea e laterizio nonchè per l’alternanza di archi trilobati ed a rincasso, alternativamente ciechi e luciferi.

La  chiesa, recentemente restaurata, si trova in buono stato di conservazione.

 

Lasciata Itala si scende verso la SS 114 e si prosegue verso Sud. Superato il lungomare di Santa Teresa di Riva si risale lungo la sponda sinistra del torrente Agrò e dopo pochi chilometri ecco apparire un gioiello unico di architettura arabo normanna: la Chiesa SS Pietro e Paolo d' Agrò

La chiesa sorge fuori dal centro abitato, nella contrada San Pietro, sulla sponda sinistra del Torrente Agrò, a 3 Km da Casalvecchio Siculo e  si staglia, maestosa.

Essa è ritenuta un  gioiello dell’architettura bizantina, araba e normanna, i cui stili riescono a fondersi e mettere in risalto, lungo i prospetti, un’estasiante policromia di pietre bianche arenarie e nere laviche.
Sembra che il tempio sia stato realizzato intorno al 560 dai Frati Basiliani, ma venne totalmente distrutto dagli arabi alcuni secoli dopo. La conferma della data di riedificazione viene dal “Diploma di Donazione” con il quale Ruggero II nel 1116 ne dà concessione agli stessi frati. In questo documento si legge, infatti, che il Re, ritornando da Messina a Palermo, durante una sosta in Scala S. Alexi (l’attuale S. Alessio Siculo), fu avvicinato da un monaco venerabile, Abate Gerasimo, che chiese al giovane sovrano la facoltà e l’aiuto di riedificare il tempio. Ruggero II concesse ai frati basiliani il permesso di riedificare la Basilica nel luogo dove sorgeva già da vecchia data, essendo stata saccheggiata ed abbattuta durante l’invasione araba.

Fu fatta, quindi, ricostruire col Monastero basiliano adiacente nel 1117, grazie alla magnanimità del Re normanno.

In seguito ai danneggiamenti subiti durante il terremoto del 1169, che scosse l’intera Sicilia orientale, la Chiesa venne rinnovata nel 1172 dall’architetto francese Gherardo, che indubbiamente apportò nuovi ed esclusivi elementi stilistici ed architettonici.

Della datazione dell’ edificio, fa fede l’ epigrafe incisa sull’architrave del portale principale, dove si legge in greco antico:
 “ fu ricostruito questo tempio dei SS. Pietro e Paolo da Teostericto Abate di Taormina a proprie spese. Possa iddio ricordarlo nell’ anno 6680 (1172). Il capo mastro, Gherardo il Franco ”.