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Sant'Antonio e la Fòcara di Novoli, il fuoco buono di Puglia

Giovanni Colonna
Martedì, 17 Gennaio, 2012

Nei giorni della festa patronale in onore di sant’Antonio Abate, il cielo di Novoli, piccolo comune salentino in provincia di Lecce, viene illuminato dal fuoco più grande del Mediterraneo: la Fòcara.

Per formare l'enorme pira, alta 25 metri e larga 20,occorrono più di ottantamila fascine di tralci secchi di vite provenienti dai feudi del Parco del Negroamaro, sapientemente legate e posate con tecniche tramandate gelosamente di padre in figlio. 
Da Natale a Pasqua, l’accensione di fuochi durante le principali feste invernali è diffusa in tutto il Salento e il Sud Italia.
La Fòcara è inserita tra i beni della cultura immateriale della Regione Puglia e potrebbe ricevere il riconoscimento dell’Unesco quale Patrimonio immateriale dell’Umanità.

 

La festa del fuoco è diventata ormai da anni luogo e occasione di incontro tra culture e religioni diverse che si riuniscono idealmente intorno al “fuoco buono di Puglia, messaggero di pace nel mondo”, simbolo universale di pace e di solidarietà nell’area mediterranea.  

La festa ha inizio la mattina del 16 gennaio con il rito antichissimo della “bardatura”: l’immagine del santo, passata di mano in mano, viene issata sulla sommità della catasta di fascine.
In serata, dopo la benedizione degli animali e la processione del santo per le vie del paese, la musica ed un avvolgente fuoco pirotecnico innescano l’accensione del grande fuoco.

Intorno a questo straordinario falò, che illumina  e riscalda la lunga notte invernale, si fanno pronostici, si balla, si assaporano le specialità enogastronomiche salentine e pugliesi.

L’edizione 2012 ha segnato l’esordio dell’Orchestra del Fuoco, un progetto che si propone di dare vita ad un laboratorio permanente di ricerca sulle contaminazioni musicali. Altra particolarità di questa edizione è stato l’incontro della tradizione con l’arte contemporanea attraverso le installazioni dell’artista Mimmo Paladino, tra i principali esponenti della transavanguardia italiana. I suoi celebri cavalli, archetipi viaggianti nella storia dell’uomo contemporaneo, riprodotti in cartapesta, eccellenza artigianale salentina, hanno impreziosito la grande pira e sono stati posizionati come fossero generati dal cuore stesso della Fòcara.