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Alberona mette in scena Betlemme

Giovanni Palmisano
Sabato, 11 Dicembre, 2010

Nuova edizione del Presepe Vivente con oltre 100 tra volontari e figuranti

E il 17 gennaio la fede e la magia dei “fuochi di Sant’Antonio”

 

ALBERONA – Per la prossima edizione del Presepe Vivente, Alberona farà prendere vita alla rappresentazione “La città di Betlemme”. La Natività sarà ambientata in una grotta naturale, nel cuore del borgo antico. Grazie al coinvolgimento di tutto il paese, oltre 100 tra volontari e figuranti metteranno in scena l’osteria, la bottega del fabbro, l’antica lavanderia, le arti e i mestieri di un tempo. “La città di Betlemme” aprirà i battenti a cittadini e visitatori il 24 dicembre, dalla mezzanotte, quando Gesù bambino assumerà le sembianze dell’ultimo bimbo battezzato residente ad Alberona con i suoi genitori nel ruolo di Maria e Giuseppe. L’iniziativa è organizzata dall’associazione culturale alberonese “Giovani nel tempo” in collaborazione con la parrocchia.

Il presepe vivente sarà visitabile anche il 25 dicembre 2010 e, infine, il 2 e il 6 gennaio 2011.

Lunedì 17 gennaio, inoltre, ad Alberona torna un appuntamento molto sentito con la fede e la magia dei “fuochi di Sant’Antonio”. Un evento che mette insieme spettacolo e tradizione, coniugando le antiche usanze con la solennità del sentimento religioso. La luce di fiamme scintillanti e il bagliore di antiche lanterne celebreranno il giorno dedicato a “I foche de Sant’Antonie, una manifstazione che dà il via, secondo una tradizione che si perde nella notte dei tempi, al lungo periodo del Carnevale. Il 17 gennaio, a partire dalle 18, Alberona sarà illuminata a giorno grazie a decine di grandi falò che saranno accesi nelle strade e nelle piazze del centro storico. Fino a notte fonda, attorno alla legna che illumina e riscalda, la gente del paese si riunirà per degustare pietanze tipiche, tutte a base di carne di maiale: fagioli con le cotiche, pizza con i “cicoli” e salsiccia, il tutto accompagnato da vino novello. Quella dedicata a Sant’Antonio è una Festa molto sentita ad Alberona, probabilmente in virtù dell'ancora forte vocazione agricola del comune. Nato nel terzo secolo dopo Cristo, eremita nel deserto egiziano, vissuto per scelta in compagnia di soli animali, la fantasia contadina ha fatto di Sant’Antonio Abate un santo strettamente collegato alla vita rurale e, in particolare, alla ripresa dell'attività agraria. Tra le manifestazioni cerimoniali di cui si compone la festa, la più appariscente è sicuramente quella dell'accensione dei fuochi. Già alcuni giorni prima della ricorrenza, in paese inizia la raccolta della legna che è successivamente accumulata in grandi covoni. L'origine di queste pratiche è connessa, probabilmente, all'antica convinzione che l'intercessione del santo possa guarire l'herpes zoster, lo sfogo, anche noto come "fuoco di sant'Antonio", che provoca prurito e bruciore diffuso. Il crepitio delle fiamme è accompagnato dall'inizio dei canti e dei balli popolari, che si protraggono fino all'estinzione del fuoco.