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Paesaggi montani e storie d'arte e religiosità: visita a Varallo e Scopa

Maria Luisa Gallo
Mercoledì, 28 Giugno, 2017

Il cielo azzurro, i rigogliosi boschi verdeggianti, il fiume Sesia con la sua corrente spumeggiante, la magia delle ombreggiature del Tanzio, la rappresentazione teatrale e la gestualità' a tratti empatica dei personaggi delle opere di Gaudenzio Ferrari, i sapori della produzione enogastronomica, i costumi colorati delle tre valli che compongono la vallata: Valgrande, Valpiccola o Valsermenza e Valmastallone, e infine la accogliente semplicità' della gente di montagna, questo ricordo spero che sia rimasto nei cuori e negli occhi degli amici torinesi coordinati dalla signora Fissore, presidente del Centro Culturale Cedas Fiat, che ancora una volta ha scelto questa zona meno nota del Piemonte.

 

Varallo: 

Il benvenuto Touring è stato dato dalle signor in costume valsesiano con consegna dei materiali divulgativi e delle mappe dell'ATL Vercelli Valsesia al parcheggio della Funivia del Sacro Monte all'arrivo del bus da Torino.

La direttrice della pinacoteca, la dottoressa Falcone, ha eccezionalmente accolto e guidato gli ospiti tra le meravigliose ed importanti opere esposte nel nuovo allestimento del palazzo dei musei: la Pinacoteca di Varallo, fondata sul finire dell'ottocento, ha sede nell'odierno Palazzo dei Musei - che ospita anche il museo di Storia Naturale Pietro Calderini, recentemente riallestito - ed è  di proprietà di una Onlus, la Società di incoraggiamento allo Studio del Disegno e di Conservazione delle Opere d'arte in Valsesia, che deriva dalla fusione di due Associazioni ottocentesche preposte, fin dalla loro istituzione, alla valorizzazione del patrimonio artistico valsesiano. 

Il caravaggesco Tanzio e le sue opere sono sempre di grande interesse: un artista molto amato anche all'estero che è stato esposto in tante prestigiose mostre di importanti città come: Melbourne, Torino, Sidney, Budapest, Milano e ora rappresentato nel grande murales che ritrae la famosa tela del David, realizzato dall'artista contemporaneo italo-svizzero Andrea Ravo Mattoni, nell'ambito del progetto Waral del fotografo Alessandro Dealberto, visibile in centro a Varallo, di fronte al Municipio. 

Della ricca collezione Remogna ci ha colpito in particolare il glaciale quadro del Tanzio su San Francesco, con la rappresentazione del paesaggio con una particolare gamma cromatica grigio-azzurra.   

Interessanti anche i ritratti dell’Ottocento, le opere del Gaudenzio Ferrari sui temi del Sacro Monte, ora Patrimonio Unesco, ed è stato  sorprendente trovare anche tele del Procaccini, del Pelizza da Volpedo, e di tanti altri nomi noti.

 

La breve passeggiata verso il ristorante  tra le rosse Ferrari e Porche in raduno nelle Vecchie Contrade e poi il veloce pranzo all'albergo Italia (apprezzato in particolare il risotto alle erbe di montagna) ha permesso di proseguire poi per la Valgrande: a Scopa alcune  signore in costume  e il sig. Giuseppe Fumagalli hanno raccontato le tradizioni di montagna attraverso gli strumenti, gli oggetti, i libri e le foto raccolte dall'associazione El Rumanel, nel museo etnografico ubicato nei solai del restaurato palazzo del municipio, con un accogliente giardino. 

Per concludere, una passeggiata all'antica chiesa di S. Bartolomeo, con alcuni dipinti di figure di Santi di epoca medievale, e alla cappella di famiglia affrescata, dove la signora Cosma ci ha omaggiato con un canto di preghiera alla Madonna, ribadendo una cultura religiosa montana non assopita.

Infine gli ospiti hanno gustato gli assaggi di varie produzioni locali di miacce e biscotti, acquistato tome e salumi, e assistito agli scambi di omaggi ricordo della giornata: rivista Touring Le vie d'Italia 1917 con testi e immagini montane e pubblicità Fiat e Lancia di 100 anni fa, la rivista del Rumanel, omaggi Cedas. Emma Dellavedova ha approfittato delle domande per spiegare le caratteristiche dei costumi e dei puncetti, e i disegni con esempi e con l'ausilio di libri dedicati al puncetto: il ricamo era già stato celebrato dal TCI con un articolo nella rivista Le Vie d'Italia nel 1920 (allora organo ufficiale delle industrie turistiche). 

 

Qualcuno dei torinesi mi ha riferito di essere rimasto davvero stupito per la ricchezza d' arte e di strutture architettoniche di Varallo e per il buono stato di conservazione, ma anche per le botteghe nelle vecchie contrade, e alcuni hanno promesso di tornare singolarmente per approfondire la visita alla cittadina e a qualche  paesino intorno.

Grazie a tutti per la collaborazione e in particolare ai sigg. Fumagalli, Bozzo e Angeleri per la consulenza culturale e organizzativa. Grazie soprattutto agli ospiti e ai loro coordinatori: Maria Teresa e Domenica e ancora saluti agli ospiti, molti  dei quali soci Touring ed estimatori delle sue iniziative.

Speriamo che l'assaggio di natura e arte della Valsesia abbia incuriosito tutti li aspettiamo con le loro famiglie e i loro amici in questa estate di iniziative dedicate soprattutto ai turisti. Per info www.atlvalsesiavercelli.it/