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La Collezione Paolo VI di Arte Contemporanea: una piacevolissima sorpresa

Francesca Poli
Venerdì, 22 Gennaio, 2016

Lo scorso 5 Dicembre il club di territorio di Brescia ha visitato la Collezione Paolo VI di Arte Contemporanea. E' stata per tutti una piacevolissima scoperta. Il museo si trova a Concesio, città natale di Giovanni Battista Montini (1897-1978), divenuto nel 1963 Papa Paolo VI.

Pervenuta tramite vari lasciti (disposti prevalentemente da monsignor Pasquale Macchi, già segretario particolare di Paolo VI), la collezione è costantemente arricchita da donazioni e acquisizioni.  Fu aperta al pubblico nel 1988, e fino al luglio del 2009 è stata ospitata a Brescia.
Circa settemila opere: questo l’enorme patrimonio conservato nella Collezione Paolo VI - arte contemporanea. Vi sono rappresentati assoluti protagonisti del Novecento italiano e internazionale: Henri Matisse, Marc Chagall, Pablo Picasso, Salvador Dalí, René Magritte, Erich Heckel, Oskar Kokoschka, Gino Severini, Mario Sironi, Giorgio Morandi, Felice Casorati, Georges Rouault, Jean Guitton, Emilio Vedova, Hans Hartung, David Hockney, Lucio Fontana, Giò e Arnaldo Pomodoro…

… Il tema è questo: bisogna ristabilire l'amicizia tra la Chiesa e gli artisti …
Vi abbiamo fatto tribolare, perché vi abbiamo imposto come canone primo la imitazione, a voi che siete creatori, sempre vivaci, zampillanti di mille idee e di mille novità. Noi – vi si diceva – abbiamo questo stile, bisogna adeguarvisi; noi abbiamo questa tradizione, e bisogna esservi fedeli; noi abbiamo questi maestri, e bisogna seguirli; noi abbiamo questi canoni, e non v’è via di uscita. Vi abbiamo talvolta messo una cappa di piombo addosso, possiamo dirlo; perdonateci …
… Siamo ricorsi ai surrogati, all’“oleografia”, all’opera d’arte di pochi pregi e di poca spesa, anche perché, a nostra discolpa, non avevamo mezzi di compiere cose grandi, cose belle, cose nuove, cose degne di essere ammirate …
Rifacciamo la pace? Quest’oggi? Qui? Vogliamo ritornare amici? Il Papa ridiventa ancora l’amico degli artisti? …

(Paolo VI agli artisti, Cappella Sistina, 7 maggio 1964)

 

Le parole pronunciate da Papa Paolo VI il 7 maggio 1964 agli artisti riuniti nella Cappella Sistina condensano il significato di un messaggio a lungo meditato, e di un impegno a favore di pittori, scultori, musicisti e poeti, cui raramente nel passato l’autorità ecclesiastica aveva prestato tanta attenzione.
L’eredità viva del messaggio montiniano sta tutta nell’aver saputo cogliere, con finezza di pensiero e lungimiranza d’azione, quella spinta propulsiva generata dall’atto creativo, espressione eletta del trascendente, incarnazione della presenza divina sulla Terra.
Negli scritti montiniani il costante riferimento alla bellezza, quale “splendore di verità”, va intesa, dunque, non come meta fine a se stessa, concetto astratto e ricerca della perfezione formale, ma quale partecipazione del sensibile alla creazione divina; atto che, al di là delle scelte personali di stile e tecnica, è prova di un cammino responsabile, testimonianza di una ricerca dentro la verità.
 

A rendere ancora più interessante e piacevole la visita è stata la presenza del Direttore del Museo, dott. Paolo Bolpagni, che ha accompagnato il gruppo e al quale il TCI di Brescia desidera ancora esprimere il proprio sincero singraziamento.

 

Il 29 Gennaio sarà possibile visitare ancora il museo (info reperibili sulla rivista e depliant delle attività ottobre 2015-febbraio 2016)