Scopri il mondo Touring

Profumo di pesto

Rosita Corsello
Mercoledì, 13 Luglio, 2011

Mi capita, non di rado, di ritrovarmi a rileggere vecchi scritti…

Scopro, sovente, che considerazioni e situazioni “impolverate dal tempo” sono ancor oggi incredibilmente tangibili e vive nel mio ordinario presente…Ed ecco allora che i “vecchi scritti” mi trasmettono ancora tutto il fascino della carta stampata… mi intrigano… quasi mi sorprendono e – come in questa occasione – mi sollecitano l’idea di… riproporli “qui”

 

 "Profumo di pesto

E rieccoci in estate: voglia di sole, di vacanze, di libertà! Voglia di riappropriarci di quel recondito desiderio di libero vagabondaggio che si cela dentro di noi e che, per i più, rimane allo stato latente nel periodo invernale.

Ove si consideri, infatti, che — per la maggior parte degli umani — il mitico periodo feriale coincide pur sempre con un periodo di tempo per lo più intercorrente tra il sesto e l’ottavo mese dell’anno, eccomi ancora una volta ad immaginarmi in vacanza (visto che anche quest’anno andrò in ferie in settembre) nella mia città.

Proprio così, in questa mia Genova che si apre finalmente al turismo non è poi male, per me, stare ad osservare quanto mi circonda, proprio in questi mesi estivi in cui molti dei residenti preferiscono — invece — optare per mari, monti o collina e lasciare la ”superba“ ai turisti che hanno già incominciato ad apprezzare il bel capoluogo ligure per i suoi tesori artistici, le sue ville, l’acquario, il fascino di un centro storico in progressivo eccellente recupero e, perché no, il suo profumo di pesto.

Mi diverte immaginarmi in vacanza nella mia città. Mi piace — quando riesco ad averla vinta sul tempo che mi è sempre tiranno — confondermi nel gruppo di qualche comitiva di vacanzieri che, al seguito di una guida solerte, dotata di mappe e cartine, si permettono il lusso di ammirare con il naso all’insù, i bei palazzi storici in quella via, proprio dove io passo ogni giorno, ma frettolosamente.

Mi scopro spesso, quando incrocio lo sguardo dei turisti che scrutano la mia città, a provare nei loro confronti una sorta di benevola invidia.

Mi scopro, quando incontro, in una strada da me ben conosciuta, qualcuno intento a decidere (guida alla mano) quale bivio scegliere per meglio raggiungere una piazza o la sede di un museo, a provare dentro una strana emozione: è una specie di senso di appartenenza, una sorta di orgoglio sopito, un mix che ”sa di buono“ e allora in quel momento mi trovo a sognare che la mia città possa essere ancora più bella, ancora più pulita, ancora più colorata, vorrei che il nostro centro storico fosse perfetto nell’angolo più nascosto, vorrei che in ogni vetrina ci fosse un fiore.

Ma ecco che un gruppo di giovani mi viene incontro, sono in Liguria da quattro giorni, hanno già visitato l’Acquario di Genova, hanno appena lasciato il ”Ducale“, mi chiedono della Commenda di Prè e del Porto Antico ... sono affamati e mi chiedono informazioni per un ristorante: indico loro una strada, ci sono dei fiori nelle vetrine ... è facile riconoscerla e poi laggiù, in fondo al vicolo ... non è un sogno, si sente da qui, è profumo di pesto".

 

 

 

 

 (*) “Profumo di pesto”

- Annotazione a margine -

in rivista “Lo Stato Civile Italiano” . Editrice S.E.P.E.L.

numero di giugno 1999