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La Commenda di San Giovanni di Pré

Rosita Corsello
Sabato, 14 Maggio, 2011

Il complesso di San Giovanni di Pré - conosciuto come “La Commenda di San Giovanni di Pré” - è un edificio di culto di Genova, sito in Piazza della Commenda, nel quartiere di Pré, vicino alla stazione ferroviaria di Genova Principe, presso l'omonima piazza.

La costruzione del complesso attuale iniziò nel 1180 su un'area dove anticamente sorgeva la chiesa del Santo Sepolcro, eretta - secondo alcune fonti nel 636 -, con relativo “ospizio” per i pellegrini.

La fondazione del complesso fu voluta da frate Guglielmo, appartenente ai Cavalieri Gerosolimitani, organismo che a partire dal 1420, diede vita all'Ordine dei Cavalieri di Malta.

 

La Commenda di San Giovanni di Pré è composta da due chiese in stile romanico, sovrapposte l'una all'altra, che costituiscono la parte più significativa del corpo architettonico e da un edificio a tre piani - la “Commenda” -, ovvero il convento e l'ospedale (posto nei locali al piano terra) che - insieme - dovevano assolvere alla duplice funzione di stazione marittima sulle rotte della Terrasanta e di ospedale (ospitaletto) per i pellegrini; proprio in quegli anni infatti, al comando del re di Francia, salpava da Genova la terza crociata.

Conservato pressoché integro nel suo splendido aspetto romanico, il complesso attrae il visitatore con la severità dei suoi muri in pietra nera di Promontorio, il fascino dei mattoni a vista, l'eleganza delle colonne in marmo e dei soffitti in legno, dipinti con motivi geometrici e floreali.

Una prima ristrutturazione che interessò la parte conventuale, fu attuata per iniziativa del commendatore Brasco Salvago e risale al 1508; una seconda ristrutturazione, interessò invece la chiesa superiore (quando ne fu addirittura invertito il senso) e ciò avvenne nel 1731.

Nuovi interventi conservativi furono avviati dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e ambientali negli anni sessanta del XX secolo, dove si riportò la struttura alle antiche origini stilistiche romaniche conservandone gli affreschi interni.

Un nuovo restauro complessivo fu curato nel 1992 - in occasione del cinquecentesimo anniversario della scoperta dell'America - adibendo le sale a spazi espositivi dando quindi vita al una sede per mostre di carattere storico ed per eventi culturali, di alto prestigio.

Il collegamento con la "chiesa inferiore" è possibile grazie ad un portale, anch'esso in stile romanico, nel porticato sotto il fianco destro della chiesa. Anticamente spazio dedicato al culto pubblico, la struttura si presenta con una navata centrale ripartita in tre navate uguali con volta a crociera.

Gli interventi di ristrutturazione e conservazione degli interni che furono realizzati in occasione del Giubileo del 2000, riportarono gli spazi alle origini.

La chiesa superiore è accessibile attraverso l'attigua salita San Giovanni, ingresso che fu ricavato al centro dell'antico abside nel 1731 quando la chiesa, fino a quel momento ad uso esclusivo dei cavalieri, fu aperta al culto pubblico.

Nell'operazione di ampliamento voluta dal frate Girolamo Basadonne, furono invertiti gli spazi interni con la soppressione della prima campata e la costruzione di una nuova abside dall'altra parte della navata centrale.

La struttura della chiesa superiore si presenta – come la chiesa inferiore - a tre navate divise da colonne ed è caratterizzata da una volta a crociera in pietra, considerata una delle più ampie volte in pietra tra le chiese europee.

 

Tra le opere pittoriche conservate nella chiesa superiore - alle pareti dell'abside -, si ammirano i dipinti della Madonna con i Santi Giovanni Battista e Brigida del pittore Giulio Benso e a sinistra la Madonna in trono con San Giovanni e altro santo del pittore Bernardo Castello, databile al 1599.

Nel primo altare della navata destra vi è la tela di Carlo Giuseppe Ratti raffigurante Il presepe, nel secondo il dipinto Sant'Ugo Canefri di Lorenzo De Ferrari databile al 1730 circa; a destra - nel coro - il dipinto di Lazzaro Tavarone del 1614 che ritrae Il Battista che ammaestra i discepoli, al centro la tela di Giovanni Domenico Cappellino de I figli di Zebedeo e a sinistra San Leonardo assiste una regina partoriente, del pittore Simone Barbino, del 1615 circa.

 

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