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Visita Palazzo Galatti

Antonio Fumarola
Mercoledì, 25 Novembre, 2015

Un numeroso gruppo di circa 45 persone ha partecipato venerdì scorso 20 novembre  alla visita di palazzo Galatti, organizzata dal Club del Territorio di Trieste del Touring Club Italiano, con le consoli del TCI, Gabriella Cucchini e Mirca Negrini.

Il desiderio di conoscere da vicino i palazzi triestini che importanti famiglie greche hanno costruito ed abitato nel passato e che ora sono sedi di importanti enti e istituzioni pubbliche, è conseguenza del fatto che da circa due anni i Volontari per il Patrimonio Culturale del Touring Club Italiano di Trieste svolgono un servizio di accoglienza presso il  Museo della Comunità Greco orientale “Mafalda e Costantino Pisani”. Per tale motivo alla visita ha partecipato anche l'Assessore alla Cultura della Comunità stessa, il prof. Antonio Sofianopulo.

La Presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat ha accolto i partecipanti nella sala consiliare, sottolineando il ruolo dell'ente provinciale nel campo della cultura, in particolare nei riguardi della valorizzazione del territorio; ha ricordato anche il notevole impegno, sviluppato nel corso dei suoi due mandati, per il recupero e il restauro del palazzo, in particolare della scalinata monumentale e della parte di pianterreno prospiciente via Roma, quest'ultima da poco destinata a fini culturali in quanto ospita la donazione Grom e la mediateca della Casa del Cinema.

Caterina Karadima, storica greca, che ha riordinato l'archivio della Comunità Greco Orientale di Trieste, consultando e studiando i documenti ivi conservati, ha illustrato la storia dei Galatti: famiglia di mercanti originaria di Chios, appartenente all’elite della Comunità greca. Ha raccontato delle loro  fortune commerciali ed ha ricordato come l'edificio ospitasse anche gli uffici della Officina elettrotecnica-meccanica, di proprietà della famiglia.

Nella sua veste di tecnico che ha seguito i restauri, Giancarlo Vieceli ha illustrato le caratteristiche di palazzo Galatti, costruito nel 1896 ad opera dell'architetto Carlo Cambiagio. Si tratta di un edificio semplice e disadorno per precisa scelta del committente, che però presenta interessanti innovazioni e soluzioni tecniche: ad esempio il doppio ingresso per le carrozze sia su piazza Vittorio Veneto che su via Geppa, al fine di assicurare praticità e comfort per gli ospiti di palazzo Galatti, in quanto la carrozza su cui viaggiavano poteva entrare da una parte e uscire dall'altra, evitando difficili manovre.

Patrizia Fasolato ha raccontato come si sia formata la collezione di opere d'arte della Amministrazione Provinciale, che ha sede in palazzo Galatti dal 1923, quando questo fu destinato dal Comune di Trieste a sede appunto dell'Amministrazione provinciale. Con un interessantissimo sguardo tra fotografie del 1933 e di oggi, i partecipanti hanno visto che cosa sia rimasto e che cosa si sia modificato negli arredi, nei complementi di arredo e nel posizionamento dei quadri e delle stampe nelle stanze del secondo piano, un tempo sale di rappresentanza della famiglia Galatti e ora sede degli organi della Provincia. Sempre attraverso la proiezione di immagini la dott.ssa Fasolato ha illustrato i caratteri storici e artistici dei quadri di proprietà della Provincia, visibili nelle varie sale.

Poi è iniziata la  visita guidata vera e propria con la dott.ssa Fasolato attraverso le varie sale per ammirare i quadri che costituiscono la donazione Sambo nella sala della Giunta, quelli presenti  nel grande salotto di attesa tra cui la grande tela di Bruno Croatto intitolata “Il Placito del Risano”, commissionata all'artista dalla Provincia e realizzata negli anni 1934/35, ed un nudo di Dyalma Stultus; infine quelli che arredano l'ufficio di Presidenza, tra cui una splendida marina di Flumiani. I partecipanti sono scesi per a  scalinata, il cui vano – come ha spiegato l'ing. Vieceli - è stato oggetto di un accurato restauro, che ha messo in luce lo splendido lucernaio, le balaustre in ferro battuto (di cui si sono recuperati i colori originali)  e la scultura che rappresenta l'Elettricità o la Luce, chiaro riferimento alle attività industriali di Giorgio Galatti (anch'essa è stata ripulita da vecchie patine).

Si è poi arrivati negli ambienti del pianterreno di palazzo Galatti, un tempo occupati da negozi e ora elegantemente recuperati a nuova destinazione, dove è stata collocata la collezione  Bogdan Grom. L'artista era nato nel 1918 a Devincina, nel comune di Sgonico e vissuto a Praga, Trieste, Zagabria, Subotica, Lubiana, Belgrado,  Ptuj; infine per lunghi anni negli Stati Uniti. Questi paesi e realtà  sono stati per lui fonte di ispirazione e motivo profondo di riflessione: i paesaggi del Carso e dell’Italia, le vaste pianure d'oltreoceano, il brulicare delle metropoli da New York a  Parigi, lo sguardo ai pellerossa e alle popolazioni autoctone americane. Tutti questi aspetti sono presenti nei quadri, nei batik, negli arazzi che costituiscono l'importante collezione.

Questa è stata l' ultima tappa della visita.

A cura del Console Gabriella Cucchini Zanini