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Trieste: resoconto visita del Museo della Fondazione Antonio Scaramangà di Altomonte

Antonio Fumarola
Martedì, 6 Dicembre, 2016

Eravamo una ventina di persone alla visita del Museo della Fondazione Antonio Scaramangà di Altomonte il 2 dicembre u.s. Dopo aver visitato palazzo Galatti nel 2016, quest'anno abbiamo continuato il nostro percorso di conoscenza dei luoghi legati alla presenza della Comunità Greco orientale di Trieste.

Il presidente della Fondazione dott. Domenico Rossetti ci ha accolto insieme al padre dott. Antonio Rossetti de Scander, anch'egli componente della Fondazione. In qualità di consoli del Touring Club di Trieste Mirca Negrini ed io abbiamo rivolto loro un sentito ringraziamento e abbiamo lasciato in ricordo della giornata due pubblicazioni del TCI: una recentissima sui luoghi italiani patrimonio dell'umanità e l'altra degli anni Sessanta, sui luoghi del nostri Paese significativi per la presenza di arte antica della serie “Conosci l'Italia”.

Il dott. Domenico Rossetti ci ha illustrato la vita di Giovanni Scaramangà, discendente da un'antica e nobile famiglia greca originaria dell'isola di Chios, trasferitasi a Trieste per sfuggire alle persecuzioni messe in atto dai Turchi durante l'insurrezione greca. La famiglia si stabilì in un edificio costruito nella seconda metà del XVIII secolo e affacciato sulla piazza Sant'Antonio, in fondo al Canal Grande. Dopo una vita dedicata al lavoro e agli affari, Giovanni divenne un importante collezionista e si dedicò in particolare ad acquistare documenti, oggetti, quadri, disegni, stampe legati alla storia di Trieste e di cui il museo è fedele custode. La Fondazione, voluta da Giovanni Scaramangà per non disperdere le sue raccolte, continua ad investire nelle acquisizioni, sempre legate alla memoria della città.

Poi siamo passati a visitare il museo, che in parte è museo d'ambiente (alcune stanze mantengono le caratteristiche dell'abitazione così come era ai tempi in cui Scaramangà ci viveva) in parte è invece luogo adattato alle esposizioni delle raccolte.

Dal salotto, con mobili, quadri, stampe, una vetrina con una bella collezione di porcellane di manifattura triestina e il soffitto decorato con cartoni dipinti in cui sono tratteggiate scene di vita greca, si passa alla sala dedicata alla città e al porto con stampe, antichi atlanti, disegni di navi e caricature di personaggi triestini opera del Tiscbein. Poi via via abbiamo seguito la visita guidata attraverso le raccolte d'arte e di documenti e al racconto a volte avventuroso di nuove acquisizioni, che la Fondazione continua a fare, come ci ha spiegato il dott. Antonio Rossetti de Scander.

Poiché la capienza massima del museo è di 25 persone in contemporanea, la visita sarà ripetuta il 16 dicembre, sempre alle ore 17, per dare la possibilità a tutti i soci e amici del TCI che si sono iscritti di partecipare.

Testo di Gabriella Cucchini, console del TCI in Trieste