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Itinerario armeno: ecco come è andato

Antonio Fumarola
Martedì, 3 Novembre, 2015

Si è svolto sabato 24 ottobre l'iniziativa “itinerario armeno”, che è stato guidato dalla dott.ssa Adriana Hovhannessian e a cui hanno partecipato 35 soci e amici del Touring Club Italiano.

Una splendida giornata di sole ci ha accompagnato in questa bellissima passeggiata, iniziata a San Giusto, davanti alla cattedrale. Qui abbiamo ascoltato la storia dell'arrivo dei primi Armeni a Trieste e di come la piccola comunità si sia insediata già nel 1700. All'interno della cattedrale abbiamo visto la lapide che indica il luogo di sepoltura di un vescovo armeno, che risale alla metà del 1700. Poi ci siamo spostati verso via Tigor e, all'incrocio con via Giacomo Ciamician, la dott.ssa  Hovhannessian ci ha raccontato la storia dello scienziato triestino, grande studioso prestato per un periodo anche alla politica, docente universitario, inventore e lungimirante studioso di energie alternative.

Da lì siamo passati a via Giustinelli, e nei pressi della chiesa dei padri Mechitaristi abbiamo visionato un'antica stampa per capire come si presentava la facciata della chiesa nel progetto originale, facciata che si poteva vedere dal basso, mentre su via Giustinelli si apriva e si apre la facciata postica. Purtroppo l'assetto urbanistico della zona ha sacrificato molto la visibilità della chiesa.

La successiva tappa sempre in via Giustinelli è stata il giardino di casa Aidinyan, grazie all'ing. Tamaro, inquilino della casa e che era stato preavvisato dalla signora Aidinyan, ultima discendente della famiglia, che ora vive in Toscana (il console Mirca Negrini è stato l'importante tramite per questa bellissima sorpresa). Così, in esclusiva per noi del Club del Territorio di Trieste del  Touring Club Italiano, il cancello del giardino è stato aperto  e abbiamo potuto  ammirare e fermarci  in un angolo assolutamente unico e incantevole del quartiere armeno della città. Siamo scesi lungo via Tigor e risaliti in via Benedetto Marcello per vedere da vicino le facciate di altre due case Aidinyan, opera dell'architetto Berlam, ora disabitate, ma che conservano intatto il fascino di un'architettura ricca di citazioni e di rimandi. Per la posizione, la bellezza delle facciate e la ricchezza dei decori, sarebbe davvero auspicabile che esse fossero oggetto di  recupero e restauro.

Le successive tappe hanno toccato il Corso Italia, davanti alla casa, dove c'è una lapide che ricorda Giorgio Ananian, e via Muratti, dove ancora esiste il negozio di ottica Zingirian, fondato nel 1925 da Vahé Zingirian, (nato a Istanbul nel 1888) la cui vita fu segnata fin dall’infanzia dalle persecuzioni turche. E' stato con noi il dott. Roberto Zingirian, che ha testimoniato brevemente la storia della sua famiglia.

L'itinerario si è concluso nello studio dell'artista  Mario Sillani  Djerrahian, che ha raccontato che cosa significa per lui essere e sentirsi armeno, come vive questa sua appartenenza e come essa ha caratterizzato anche la sua produzione artistica. Ancora una volta una testimonianza personale ci ha fatto capire molto della diaspora armena.

A concludere la mattinata abbiamo brindato con vino e succo di melograno  e gustato delizie armene, grazie alla generosa disponibilità e abilità di mamma Hovhannessian e della signora Sillani.

Un grazie di cuore alla comunità armena triestina che attraverso i suoi rappresentanti ci ha fatto conoscere un aspetto poco noto e conosciuto di Trieste. Il racconto è stato particolarmente prezioso per tutti noi perché intessuto di ricordi, memorie famigliari, emozioni.

Nella primavera 2016 la passeggiata sarà ripetuta per rispondere positivamente a tutte le prenotazioni pervenute.

a cura del Console di Trieste Gabriella Cucchini Zanini