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Grande interesse per la visita a Maniago, nuova Bandiera Arancione del Friuli Venezia Giulia

Marina Tagliaferri
Lunedì, 18 Aprile, 2016

E’ stata una vera scoperta per i soci e amici del Touring, la visita organizzata dal Console di Pordenone Giuseppe Damiani, sabato 16 aprile a Maniago (Pn), recentemente insignita del titolo di Bandiera Arancione TCI, la “Solingen d’Italia” capitale della produzione di lame, coltelli, oggetti da taglio.
I partecipanti sono stati accolti al Museo dell’arte Fabbrile e delle Coltellerie dal Sindaco di Maniago Andrea Carli e dall’Assessore Cristina Querin. A portare i saluti del TCI, il Console Regionale Marina Tagliaferri, che si è complimentata con il Sindaco per il riconoscimento a Maniago della Bandiera Arancione, auspicando la collaborazione dei Consoli del FVG con il Comune di Maniago per visite ed eventi volti a valorizzare e far conoscere le tante ricchezze storico, artistiche e naturalistiche del suo territorio.
Condotti egregiamente da una guida dell’Associazione Lis Aganis - Ecomuseo Regionale delle Dolomiti Friulane, i partecipanti hanno quindi visitato il Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie, ricavato dalla ristrutturazione della Coricama, la più antica fabbrica di Maniago, dove – con un allestimento di grande impatto - viene raccontata la tradizione e la storia dei coltellinai di Maniago. Il percorso, attraverso ricostruzioni di ambienti, va dagli antichi saperi e dalle fucine attive fin dal ‘400, alle tecniche moderne di lavorazione del ferro per la creazione di strumenti da taglio e affini. Fra le curiosità la sezione dedicata alle armi realizzate per i film. L’industria del cinema, specie quella hollywoodiana, ha trovato proprio nei fabbri maniaghesi i migliori realizzatori delle armi e delle armature utilizzate in tantissime pellicole di grandissimo successo, come Braveheart, il film di e con Mel Gibson che ha conquistato cinque premi Oscar, Robin Hood principe dei ladri, il film diretto e interpretato da Kevin Costner, Indiana Jones, l'ultima avventura.  
Dal Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie, il gruppo, attento ed interessatissimo (con persone provenienti anche dal vicino Veneto) ha raggiunto Piazza Italia ed ha quindi visitato il Duomo dedicato a San Mauro, vescovo di Parenzo, uno splendido esempio di architettura tardo-gotica friulana. 
In conclusione della mattina, un’apprezzatissima degustazione di prodotti tipici locali organizzata con La Via dei Saperi e dei Sapori. I partecipanti hanno assaggiato prodotti dalla storia antica, come il formadi dal Cjt e la pitina, il più tradizionale prodotto delle Valli Pordenonesei, “un insaccato che non è non insaccato, un salume che non è un salume”, come la definiscono. E’ un sorta di grossa polpetta ottenuta esclusivamente da carne di ungulati, ingentilita da erbe aromatiche, sale, pepe, passata nella farina di mais, affumicata e stagionata. Il tutto accompagnato da un assaggio di antichi vini autoctoni di queste terre (Sciaglìn, Ucelùt, Piculit Neri), le cui varietà sembrava che fino ad una trentina d’anni fa fossero scomparse, recuperati con passione e reimpiantati da Emilio Bulfon nelle sue vigne di Valeriano e dintorni.