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Gli angeli musicanti del Duomo di Gorizia incantano soci e amici del Touring Club Italiano

Marina Tagliaferri
Lunedì, 9 Maggio, 2016

Successo e grande interesse per la visita guidata e in musica a uno dei tesori di Gorizia: il Duomo metropolitano, che racchiude e simboleggia, nella sua architettura e nel suo vasto e articolato complesso, un po’ tutta la storia della città. L’iniziativa, ideata dal Console per Gorizia Antonio Devetag, ha avuto senz’altro il merito di far conoscere questo patrimonio anche a soci e amici del TCI venuti per l’occasione anche da altre regioni italiane. Di grande interesse le spiegazioni dell’arch. Lino Visintin, che si occupa da anni del restauro dell’edificio e che ha ricostruito con chiarezza la complicata genesi della maggiore chiesa della città, portando gli affascinati partecipanti a visitare le cripte sotterranee (che forse un tempo custodivano le spoglie dei Conti di Gorizia), un po’ le viscere nascoste del passato di Gorizia, dove oggi sono sepolti molti degli arcivescovi della città. All’origine, ha spiegato Visintin, nel Trecento, c’era la piccola cappella votiva, dedicata ai Santi Ilario e Taziano, la cui sagoma rimane ancora oggi sul lato sinistro dell’altare maggiore, oggi cappella dedicata a Sant’Anna. Successivamente fu edificata la cappella di Sant’Acazio, sulla destra di chi entra in Duomo, che i bombardamenti della Prima Guerra Mondiale miracolosamente risparmiarono, insieme alla sua volta affrescata nel ‘400 con eleganti figure di angeli musicanti, che sono stati il fulcro della visita. Gli strumenti che suonano i deliziosi personaggi raffigurati sulla volta sono stati filologicamente riprodotti nel 1997 dall’insieme Dramsam di Gorizia, in accordo con l’assessorato alla cultura del Comune. E questi strumenti hanno risuonato forse per la prima volta nella cappella di Sant’Acazio, in un’applauditissima esecuzione di tre componenti del Dramsam, Alessandra Cossi voce e percussioni, Fabio Accurso al liuto e Sara Mancuso all’arpa gotica. Interessanti e chiarissime l’introduzione storica della dott.ssa Stefania Grion e la spiegazione delle tecniche usate per il restauro degli affreschi della dott.ssa Claudia Ragazzoni.

Un grazie particolare alla disponibilità della Parrocchia del Duomo Metropolitano, che ha reso possibile la visita.