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Un monte sacro fin dagli albori della storia: Montovolo

Sergio Ferroni
Lunedì, 12 Maggio, 2014

Escursione sulle pendici della montagna considerata sacra dagli Etruschi, dai Romani  e nell'alto medioevo meta di pellegrini e di crociati al ritorno della Terra Santa, che seguivano il tracciato delle antiche strade dell'impero romano, tanto da meritare l'appellativo  di Sinai della Valle del Reno.

A Montovolo sorge il santuario della Beata Vergine della Consolazione, primo Santuario dell'Archidiocesi di Bologna risalente al XII secolo. La primitiva Chiesa sorse prima del 1000 su un presistente tempio pagano, come testimonia l'antica denominazione di Monte Palense, dedicato alla dea agreste Pale, oggetto di culto delle popolazioni Etrusche e poi Romane.

Quasi sulla vetta sorge l'Oratorio di Santa Caterina d'Alessandria; la cappella è una costruzione in macigno  con portale a pieno centro, l'interno  a due crocere, sopra due gradoni  vi sorge l'altare  e la parete a cui si poggia  è forata da tre finestre a guisa di feritoie, unici vani  da cui filtra la luce e il sole d'oriente;  al suo interno  vi era un ciclo di affreschi del Quattrocento che narrano la vita della Santa, ora conservati nel vicino Santuario; poco più sopra quello che viene definito il balzo del velo o di Santa Caterina da dove è possibile godere di un magnifico panorama sulla Valle del Reno.

Montovolo anticamente fu popolato e particolarmente fiorente essendo un centro d'importanza strategica posto al confine tra il territorio longobardo e l'Esarcato romano. I momenti salienti erano in maggio per la tradizionale feste legata alla devozione della Croce e alla richiesta di protezione sul lavoro  delle campagne  e in settembre per la festa legata alla devozione della natività della Vergine in occasione della quale si svolgeva uno dei più importanti mercati del bestiame del territorio.

Il percorso della nostra escursione ha inizio dalla stazione ferroviaria di Riola per proseguire verso l'abitato di Ponte passando da piazza Alvar  Aalto dove si trova la Chiesa di S. Maria Assunta, progettata dall'Architetto finlandese che presta il nome alla Piazza, e in prossimità della fiabesca  Rocchetta Mattei, rocca costruita, sui ruderi di un castello Matildico, nella seconda metà del xIX secolo e che deve il suo fascino alla presenza di stili diversi dal medievale al moresco, dello stesso tenore sono i villini del borgo dell'Archetta dove risiedevano gli ospisti del Conte Cesare Mattei.

L'itinerario sale ripido le pendici del monte incrociando borghi che hanno mantenuto il loro aspetto inalterato nel tempo,  il primo borgo che incontriamo  e quello della Scola, un "borgo magico" che resiste miracolasamente al tempo. Già nel 1200 sembra fosse abitato ma solo dagli estimi del 1375 se ne parla ampiamente e si nominano le famigli residenti. Quale radice ha il termine Scola? Sembra derivare da "Skult" - posto di guardia.

Luogo militare quindi, qui  infatti passava il "limes" che divideva l'Esarcato dalla Longobardia pistoiese, ma altre notizie e curiosità le apprenderemo nel corso della visita guidata al piccolo borgo.

Lasciata la Scola  si prosegue per Vimignano, parrocchia di Don Ubaldo Marchioni, vittima delle stragi naziste a Monte Sole, per poi attraversare Campolo  con la sua Piazza degli Scalpellini e le facciate delle case abbellite da  simboli dei Maestri Comacini. Passata Campolo ci aspetta l'ultimo tratto tra i boschi verdeggianti fino al pianoro dove sorge il Santuario della Beata Vergine della Consolazione.

Il panorama che si gode dalla cima di Montovolo spazia sino al Corno alla Scale al Cimone e alle cime dell'appennino pratese e la visione della valle Reno e quasi completa da Porretta a Casalecchio e quasi a chiudere lo scenario la in fondo il Santuario del San Luca.