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SUI LUOGHI DELLA MEMORIA

Sergio Ferroni
Giovedì, 13 Marzo, 2014

 

  • “Si piegano le Querce/
  • come salici/
  • sul cuore delle rocce/
  • a Monte Sole./
  • Hanno memoria le Querce, hanno memoria./
  • Memoria di sanguigne uve/
  • pigiate in torchi amari/
  • memoria di stermini e di paure(
  • memoria della scure/
  • nel ventre delle madri.”/

E’ con questi versi  tratti dalla poesia “Le  Querce di Monte Sole”  di Monsignor Luciano Gherardi che presento l’escursione del 12 aprile con la quale ritorniamo a percorrere i sentieri del Parco di Monte Sole, fino a toccare i luoghi della Memoria.

 Con la prima eravamo stati ai margini della zona che 70 anni fa vide l’eccidio di popolazioni inermi e la distruzione di intere borgate da parte delle truppe nazi fasciste, con l’itinerario proposto toccheremo i luoghi dove la barbarie umana raggiunge il culmine e  vedremo i resti di quel mondo contadino che la guerra violentemente distrusse.  

Dalla stazione di Pian di Venola ( quota 147 m.) ci dirigiamo verso Sperticano, dove a fianco della Parrocchiale, retta da Don Giovanni Fornasini medaglia d’oro al v.m.,  ha inizio il sentiero  CAI 132 che risale le pendici di Monte Sole per poi congiungersi sulla sella  (quota 505) tra  Monte Sole e Monte Abelle  con il sentiero CAI 100. Il sentiero 132 è conosciuto come il sentiero del Postino,  il sentiero è dedicato al Postino Angelo Bertuzzi  che dal 1938 percorreva strade e sentieri per portare la posta alle varie borgate, persona mite che detestava la violenza  fu catturato dai fascisti perché facesse nomi  e desse informazioni sui partigiani operanti nella zona, ma lui non parlò mai; per molti anni dopo la guerra fu maestro di saggezza popolare imperniata sul rispetto dell’altro e l’amore per la propria Terra.

Proseguendo lungo il sentiero 100 ci appaiano ben presto i ruderi di Caprara. Antico borgo medioevale, situato alle falde di Monte Sole, di cui si trovano citazioni nel catasto gregoriano già nella seconda metà dell’800, è stato per oltre un millennio sede di una piccola ma importante comunità tanto da essere stato fino al 1882 la sede comunale  del territorio, quando a seguito dello sviluppo della ferrovia il fondovalle acquisì maggiore importanza. Comunque ancora durante la seconda guerra mondiale gran parte della popolazione del Comune di Marzabotto risiedeva sul crinale alle spalle del fiume Reno  e lungo le sue pendici. In quel periodo a Caprara esisteva un piccolo gruppo di abitazioni abitate da  tredici famiglie di contadini, c’era pure un’osteria, una rivendita di sale e tabacchi: ora di tutte queste costruzioni restano poche tracce di stalle, cucine, cantine e abitazioni.  Proseguendo incontriamo ciò  che resta della chiesa di Casaglia che era citata nell’elenco del senato bolognese del 1223 e la sua chiesa risultava nelle decime del 1300. La festa parrocchiale si teneva il 15 agosto giorno dell’Assunzione della Madonna che era rappresentata sull’altare maggiore da un quadro  del 1699 di A.M. Sirani. Oggi restano solo il pavimento, una parte dei muri, l’abside centrale, l’altare e la base del campanile.

 Vicino ai resti della chiesa di Casaglia una campana fusa con materiale bellico, donata nel 1994, in occasione del cinquantesimo anniversario della strage, all'arcidiocesi di Bologna dal vice-presidente della Russia Aleksander Putskoj.

 Lungo il percorso tabelle esplicative narrano ciò che accadde in quei giorni;  proseguendo lungo la strada bianca si passa accanto al cimitero dove riposano le spoglie di don Giuseppe Dossetti, che qui si ritirò nel 1958 anno in cui diventò sacerdote, nel 1960 partecipò al Concilio Vaticano  II e qui fondò la comunità monastica delle “Piccole sorelle dell’Annunziata” ; a fianco della tomba di Dossetti vi è la tomba di Mons. Luciano Gherardi  autore del libro “ le Querce di Monte Sole”  E’ grazie all’opera incessante di Mons. Gherardi  che per i martiri di Monte Sole iniziano le prime celebrazioni. "Sembra oggi che ad alcuni fra noi - scrive don Gherardi nel maggio del 1978 - faccia difetto la memoria di quei tempi calamitosi, quando fu buio a mezzogiorno e gravò sull'Europa continentale la più cupa e spietata tirannide. Chi perde il senso della storia corre il rischio di non apprezzare il valore della libertà "

Nel tornare indietro sulla sinistra s’intravedono, tra la boscaglia, i ruderi del vecchio municipio di Marzabotto , giunti in prossimità della “Scuola di Pace” sorta nel 2002,  l’itinerario ci porta a  San Martino: accanto al cimitero e' collocato il monumento che ricorda i cinque sacerdoti uccisi ed in particolare don Fornasini, il cui corpo venne ritrovato, a guerra finita, appunto accanto al muro esterno del cimitero.

Proseguendo di pochi metri, all'altezza della curva, si entra in quello che era l'abitato di San Martino: di fronte troviamo il monumento con la poesia di Luciano Gherardi "Le querce di Monte Sole". Sulla parte alta a sinistra sono visibili i resti della chiesa, della canonica e di abitazioni contadine. Nella parte piu' a basso, sulla sinistra rispetto all'ingresso del cancello, si raggiunge il luogo dell'eccidio di San Martino, ricordato da un piccolo monumento.

Siamo giunti alla fine del nostro percorso, si scende al Poggiolo, vecchio nucleo rurale che con l’istituzione del parco di Monte Sole è divenuto sede del Centro Visite del Parco, da qui seguendo la strada scenderemo a Pian di Venola.