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Pieve di Panico

Sergio Ferroni
Sabato, 5 Aprile, 2014

In occasione dell'escursione del  5 aprile è stato possibile effetturare una visita guidata alla Pieve di Panico in comune di Marzabotto.

La pieve di Panico è considerata uno dei più belli edifici in stile romanico dell'Appennino Bolognese.L'edificio, opera dei maestri comacini è orientato perfettamente sull'asse est - ovest, ha mantenuto gran parte delle strutture originarie nonostante siano passati più di mille anni dalla sua edificazione.

La Pieve sorge accanto allo sperone roccioso, che domina la Valle del Reno, dove un tempo sorgeva il castello della potente famiglia dei Conti di Panico ( di parte ghibellina) che cavallo dei secoli XIII e XIV rappresentaro l'ostacolo maggiore  all'espansione  del Comune di Bologna (Guelfo) verso la montagna.

La Pieve trasse certo giovamento dalla presenza di questi feudatari potenti e i rapporti  con essi furono frequenti e i canonici ne trassero certamente giovamento dalle loro donazioni; sulla facciata è visibile la rosa dei Panico.

La Pieve è dedicata a San Lorenzo Martire e il primo documento che la cita risale al 1030. La chiesa ha pianta monoabsidata con tre navate e la struttura è realizzata con conci squadrati di arenaria; la tipologia della chiesa ci ricorda quella di San Pietro in Valdottavo in provincia di Lucca e quella di Santa Maria Assunta di Rubbiano nel Modenese. Molti sono stati gl'interventi subiti dal complesso, nel settecento il suo interno venne trasformato in Barocco, di questo intervento è rimasto traccia nell'attigua sacrestia, per nostra fortuna i successivi interventi, in modo particolare quelli effettuati nel 1915 l'hanno riportato la Pieve all'antico splendore.

L'interno è sobrio e le tre navate sono divise da un colonnato monumentale che mostra alcuni capitelli d'imitazione corinzia con decori a festoni , motivi astratti, zoomorfi o fitomorfi, la parte meglio conservata è l'abside caratterizzato da una preziosa ornamentazione architettonica  che oggi risalta nella splendida decorazione geometrica e vegetale delle monofere. Il piano di calpestio dell'edificio è in leggera salita verso l'abside per dare un senso di profondità, il corredo iconografico della pieve, figure di animali e vegetali, è comune ad altri monumenti del territorio; linguaggio prettamente romanico molto diffuso nel nord Italia e che è riuscito a mantere una sua logica nel tempo. 

All'interno sono presenti diverse tele, provenienti da chiese del territorio, tra queste una pala d'altare dedicata a San Lorenzo  e un Crocefisso ligneo del 1700.

 

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