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Visita del CdT al Battistero di Santa Maria Maggiore di Nocera Superiore

Ilaria Andria
Martedì, 20 Settembre, 2016

 

Nella mattinata di sabato 17 settembre 2016 si è svolta la visita guidata al Battistero di Santa Maria Maggiore in Nocera Superiore, prima iniziativa per quest’anno del Club di Territorio di Salerno. Si è trattato di un’occasione quasi unica per conoscere un monumento fondamentale per la storia del territorio salernitano ma negato alla fruizione del pubblico per problemi legati alla sua gestione. Organizzata dal Console di Salerno Enrico Andria, responsabile del CdT, la visita ha visto la partecipazione di 36 persone, fra soci TCI e amici, simpatizzanti e appassionati dei beni culturali, che hanno potuto godere della dettagliata spiegazione del Dott. Antonio Braca, funzionario del MIBACT presso la Soprintendenza BEAP di Salerno, storico dell’arte e responsabile del territorio dell’Agro sarnese nocerino. 

 

Il Battistero è un edificio sacro a pianta centrale risalente con molta probabilità alla metà del VI secolo d.C., ma costruito con materiali di spoglio e sui resti di altre costruzioni di età romana. La maggiore suggestione di questo monumento è rappresentata, infatti, dalla possibilità di osservare la stratificazione del sito e le diverse fasi costruttive.

La più importante è senza dubbio quella risalente al periodo alto-medievale, durante il quale, con molta probabilità, si forma la struttura così come possiamo ammirarla oggi, con le colonne binate in marmo, coronate dai magnifici capitelli corinzi, la vasca battesimale ipogea, cui si accede attraverso tre gradoni, e la grande cupola che segna l’invaso, costruita in pietra e mattoni. Le colonne definiscono lo spazio del deambulatorio, attraverso il quale i catecumeni accedevano al sacramento del battesimo entrando nella vasca; essa doveva essere sormontata da un ciborio, poi crollato, come è testimoniato dalla presenza di un secondo colonnato che ne percorre il bordo.

In asse con l’ingresso si trova, in posizione rialzata, l’altare, non risalente al periodo di fondazione del battistero ma successivo, presso il quale si possono vedere gli scavi archeologici che hanno portato alla luce i resti di preziosi mosaici di età romana appartenenti a un edificio preesistente, di epoca imperiale, sulla cui natura e destinazione non vi sono risposte definitive.

 

Lungo il perimetro interno del Battistero è possibile ammirare alcuni elementi decorativi, come bassorilievi e resti di affreschi. Di particolare rilievo, in questa parte dell’edificio, è la piccola “cappella”, situata a sinistra dell’ingresso, in cui sono conservati importanti affreschi di scuola giottesca: queste tracce pittoriche di notevole valore e bellezza sono la testimonianza della vita lunga e dell’attività del complesso del Battistero nei secoli successivi a quelli della sua fondazione. L’influenza del grande maestro Giotto nella pittura locale della metà del Trecento, legata alla sua presenza a Napoli fra il 1328 e il 1333, è ben testimoniata anche in altri edifici situati in paesi vicini; nel contesto del Battistero di Santa Maria Maggiore la rappresentazione della Madonna in trono, nonché di scene dal cosiddetto Vangelo dell’infanzia, valorizza un edificio già straordinario, donandogli ulteriori diverse suggestioni.

 

La visita è stata molto apprezzata dai partecipanti, i quali hanno potuto costatare l’importanza del monumento soprattutto grazie alla guida competente ed esaustiva del dott. Braca, che il TCI ringrazia per la generosa disponibilità. L’impegno del CdT di Salerno per la realizzazione di questo evento è stato coronato da successo e questa visita sarà sicuramente riproposta in futuro per mantenere viva l’attenzione del pubblico e dei media su un sito altrimenti escluso dal normale circuito turistico della provincia di Salerno.