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Santa Maria della lama alla mostra "Salerno in particolare -beni culturali e innovazione"

Maria Rosaria Carbonaro
Martedì, 29 Novembre, 2016

La chiesa di Santa Maria della Lama a Salerno (monumento aperto al pubblico da noi volontari T.C.I. per il patrimonio culturale per  “Aperti per Voi”), vista con gli occhi e l’anima del fotografo Ciro Fundarò, prematuramente scomparso , è stata inserita  nella cartografia  della mostra  “Salerno in particolare” - Beni culturali ed innovazioni, aperta  a Salerno dal 14 Novembre 2016 al 28 gennaio 2017 .

Presso il palazzo Ruggi - D’Aragona , sede della Soprintendenza BeAP , nell’ambito della mostra  “Salerno in particolare - Immagini del centro storico , la chiesa di  Santa Maria de lama è stata inserita in un percorso  cartografico tematico georeferenziata interattivo, consultabile attraverso un touch screen, che consente l’individuazione del ricco patrimonio monumentale, classificato per categorie tipologiche  e, la lettura di specifiche schede illustrative  con  la consultazione di immagini fotografiche relative ai diversi beni.

La carta tematica è un punto di partenza di una visita nel centro storico salernitan, per la quale è stata messa appunto la SmartApp Salerno (disponibile su Apple Store e su Google Store) per dispositivi mobili (smartphone e tablet), come guida per i punti d’interesse culturale.

Per capire in cosa consiste e come è articolata la mostra riporto  integralmente il comunicato del Direttore DISPAC  dott.ssa  Mariagiovanna Riitano: “ Dal 14 novembre ha preso il via l’articolato progetto Salerno in particolare - Beni culturali e innovazione, realizzato, nell’ambito delle attività promosse dal Distretto ad Alta Tecnologia per i Beni Culturali (Databenc), dal Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale (DISPAC) dell’Università di Salerno in collaborazione con il Centro ICT per i Beni culturali di Ateneo e con alcune aziende del Distretto. All’iniziativa ha, altresì, fattivamente collaborato il Comune di Salerno.

Il Centro storico di Salerno sarà il protagonista di oltre due mesi di eventi (fino al 28 gennaio), attraverso i quali sarà possibile sperimentare il contributo innovativo che alla conoscenza del passato possono fornire le nuove tecnologie.

Ad orientare i visitatori sarà una cartografia interattiva del patrimonio monumentale, fruibile in touch screen a Palazzo Ruggi, Palazzo Fruscione e al Museo della Scuola Medica Salernitana. La carta tematica costituisce l’ideale punto di partenza di una visita del Centro storico, per la quale è stata messa a punto la SmartApp Salerno (disponibile su Apple Store e su Google Store) per dispositivi mobili (smartphone e tablet), da usare come guida per poter fruire dei punti di interesse culturale. I suoi contenuti (schede descrittive e foto) sono visionabili sempre tramite la SmartApp Salerno, anche attraversando il Centro storico. Una apposita app (anche per ipo-vedenti) è, inoltre, dedicata ai sarcofagi del Duomo, mentre un video, visionabile a palazzo Ruggi, Palazzo Fruscione e al Museo della Scuola Medica Salernitana, ne mostra in una sintesi suggestiva ed efficace i monumenti e la storia.

Negli spazi di Palazzo Fruscione, resi disponibili dall’Amministrazione comunale, si trovano le installazioni multimediali e interattive curate dal Distretto Databenc. La Linea del Tempo, dedicata a San Pietro a Corte e finalizzata a fornire una visione della storia del monumento in relazione alle trasformazioni politiche, sociali e culturali di Salerno, è stata costruita per essere consultata rapidamente, come si fa con un diario, un album fotografico o una raccolta di racconti, con immagini e testi che si possono scorrere lungo l’asse del tempo, scandito in fasi e punti cui corrispondono pop-up di approfondimento. Il più antico capitolo della storia di San Pietro a Corte costituisce, poi, lo scenario del serious game dal titolo Ippocratica Civitas, che consente di visitare virtualmente i vari ambienti di una ricostruzione simulata dell’antico complesso. L’allestimento multimediale Videostoria di San Pietro a Corte, realizzato presso il sito mediante l’ausilio di effetti luminosi, proiezioni e tecniche di image mapping 3D, mette lo spettatore direttamente in sintonia con il cuore pulsante del monumento, legandone le vicende storiche ed architettoniche con gli eventi che ne hanno segnato la vita. Il complesso di queste ultime attività costituisce un modo più immediato ed efficace per la conoscenza, attraverso il gioco, della storia e dei monumenti della città, rivelandosi, pertanto, particolarmente utile e formativo anche per i più piccoli, fin dalle ultime classi delle elementari.

E’, inoltre, auspicata la partecipazione dei ragazzi delle scuole superiori alla mostra “Salerno in particolare. Immagini del Centro storico”, organizzata dal DISPAC presso la sede messa a disposizione dalla Soprintendenza a Palazzo Ruggi, e curata da Stefania Zuliani. Le suggestive fotografie di  Ciro Fundarò, insieme alle immagini relative ai lavori di restauro del Duomo negli anni ’30, restituiscono uno sguardo ‘differente’ del patrimonio artistico e monumentale della città, evidenziandone quei particolari spesso perduti nella visione dell’insieme. Alla mostra è legato un concorso fotografico, riservato agli studenti delle scuole secondarie superiori. Tre i premi in palio, che intendono valorizzare la capacità di osservazione e di autonoma rielaborazione dell’immagine da parte dei ragazzi, ai quali sarà chiesto di riconoscere alcuni dei particolari rappresentati nelle fotografie di Fundarò, fornendone una personale lettura fotografica.  Il regolamento è scaricabile al seguente link: www.databenc.it, a partire dal 29.11.

Per le prenotazioni delle visite: prenotazioni@databenc.it; 328-0759644 “.

Come si evince questo lavoro ha coinvolto un numero considerevole di figure allo  scopo di sviluppare un’azione di programmazione strategica relativa ai beni culturali,al patrimonio ambientale e al turismo.

Gli interventi realizzati hanno  integrato saperi umanistici e  scientifici finalizzati alla tutela, valorizzazione e comunicazione del bellissimo patrimonio monumentale salernitano.

Rosita Carbonaro